Cina batte Giappone in America

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    Chery

    Che l?Asia svettasse in pole position nella vendita di auto lo si sapeva, che la Cina finisse per superare il Giappone con una lunga tradizione in campo automobilistico è davvero incredibile e lo è di più se si pensa che la Grande Tigre s?è da poco affacciata a questo campo e se si pensa che negli ultimi anni, gli occidentali, soprattutto, sono sempre più convinti che i cinesi siano bravi soltanto a copiare ciò che fanno gli altri.

    E se il Paese della Grande Muraglia è arrivato a produrre 7 milioni e duecentomila auto, contro i 5,7 del Giappone, non è neppure per una questione di abbattimento del costo del lavoro, perché se è vero che questo incide in maniera rilevante sul costo complessivo di un?auto, non può mai fare l?enorme divario, in fatto di costi, fra un?auto costruita in Occidente ed una in Asia.

    Insomma, la Grande Tigre produce e vende la metà delle auto che produce l?America, che sono circa 16 milioni e mezzo di vetture, cioè la Cina si appresta a diventare leader in questo settore, vuoi per la bramosia dei cinesi di passare dalla bicicletta, alle moto e alle auto, vuoi per il grande impegno messo da questi abitanti della terra nel primeggiare, fatto sta che il futuro è sicuramente cinese e noi ci limitiamo a pensare che la loro sia un?azione di continua e stressante copiatura dei nostri modelli il cui prezzo tanto abbattuto rispetto ai nostri sia solo dovuto ad uno sfruttamento intensivo della forza lavoro.

    E invece l?analisi andrebbe fatta più a fondo e il successo trae origine dallo sforzo fatto dai cinesi, svegliatisi da un letargo millenario, a guardare cose stessero facendo gli altri competitori cercando di fare di più e, a volte, persino riuscendoci, si guardi cosa spende la Cina in ricerca avanzata in tutti i campi e, soprattutto, il valore annesso dallo Stato alla ricerca preparando i giovani e motivandoli verso quest?obiettivo.

    Al punto che, le grandi Case occidentali e d?oltreoceano vogliono ardentemente investire nel mercato cinese col risultato che, a fronte di una vera e propria esplosione del proprio PIL, la Cina, oggi, esporta più di quanto importi, un esempio per tutti, la Chery che nei diversi modelli e allestimenti ha venduto il 61% in più da un anno e un altro con 300.000 unità sfornate e subito acquistate, un evento che non è sfuggito alla Fiat che ha voluto stringere un accordo proprio con la Casa cinese per fornirle i motori.

    Adesso il balzo sarà quella di fronteggiarsi, in ambito automobilistico, a muso duro coi ?cugini? giapponesi nello strappare il primato di vendite negli USA e non è detto che non ci riescano, al punto che, gli esperti del campo, ipotizzano il grande sorpasso nel 2015 e in Europa, che cosa accadrà?

    Insomma, i cinesi, sono bravi solo a copiare o siamo noi che ci copriamo gli occhi di fronte ad una simile minaccia?