Citroen 2CV: chi ricorda più Camilla?

Citroen 2CV: chi ricorda più Camilla?

La Citroen 2CV di Claudio Baglioni si chiamava Camilla

da in Citroen 2CV, Curiosità Auto
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    Camilla la Citroen 2CV di Baglioni

    La Citroen 2CV, la vetturetta che fece sognare intere generazioni di uomini e donne e che vide negli anni 60 una sorta di vera e proprio culmine di interessi da parte degli automobilisti del tempo, come si sa nel 2008 ha compiuto 60 anni e, mentre la Casa francese si impegna a realizzare una nuova versione, remake in qualche modo del modello precedente, c’era una di queste auto che contribuì ad aumentare la propria popolarità grazie al felice connubio, musica e motori, che vedeva nel nostro cantautore, Claudio Baglioni, il famoso proprietario di quest’auto.

    La 2cv che il cantante chiamò Camilla, agli esordi della carriera, aveva un colore giallo paglierino e fu acquistata acquisto negli anni settanta; aveva tettuccio apribile, finestrini che si aprivano in una sorta di basculamento e bassissimi consumi. Camilla diventò una sorta di oggetto di cult per la generazione del tempo, chi aveva una Citroen 2 CV la battezzava Camilla per avvicinarsi al Baglioni nazionale e l’auto entrò anche nelle copertine degli album del cantante, i suoi dischi ripropongono spesso il suono dell’accensione dell’auto, dell’autoradio accesa e, in una sorta di lungometraggio che l’autore interpreta per la Rai, torna in primo piano la Camilla come insostituibile compagna dei suoi viaggi e della fidanzata, poi divenuta moglie,Paola.

    Proprio in questo film, Camilla, giunta alla pensione viene sottratta all’impietosa fine del demolitore incendiandola e Baglioni stesso, in una sorta di mix fra realtà e immaginazione, da davvero fuoco all’auto facendosi riprendere mentre lo fa, con lo sguardo malinconico e trasognante, poco prima di cospargere Camilla di benzina.

    La curiosità di quella che doveva essere una fiction trasformatasi poi in realtà è che, quando Baglioni fece cadere all’interno della vettura inzuppata di benzina un tizzone acceso per alimentare l’incendio dell’auto, non calcolò bene il tempo che la fiamma avrebbe impiegato prima di lambire le fiancate dell’auto e fu investito da una lingua di fuoco che solo per miracolo riuscì a schivare incolume.

    Insomma, un modo come un altro, da parte di Camilla, per sottrarsi da quel destino indegno cui il suo proprietario l’aveva costretta, suo malgrado.

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