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Citroen C4 Cactus: prova su strada, motorizzazioni e prezzi [FOTO e VIDEO]

Citroen C4 Cactus: prova su strada, motorizzazioni e prezzi [FOTO e VIDEO]

Test della Citroen C4 Cactus, crossover interessante per stile e confort

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    Citroen C4 Cactus, prova su strada

    Prova su strada Citroen C4 Cactus: largo all’estro per il crossover che prende il meglio delle auto di segmento C e lo mixa con elementi da utilitaria “cresciuta” nelle dimensioni. Il risultato è positivo nel complesso, non senza qualche ombra.

    Amsterdam (Olanda) – E’ il manifesto dell’originalità fatta crossover, Citroen C4 Cactus. Colorata, simpatica, anticonvenzionale, si getta nella mischia del segmento B oversize con un prodotto che ha una sola vera rivale, in termini di estro: Nissan Juke. A guardare bene, ci sono dimensioni assimilabili, un look deciso, che non ha paura di osare: non puoi restare indifferente. Con la prova su strada, però, abbiamo scoperto che Citroen C4 Cactus è anche molto altro. C’è la sostanza buona per l’acquirente che cerca tanto spazio, elementi che possono dirsi “pregiati”, perché offerti di serie là dove altri li propongono come optional. Ma andiamo con ordine e raccontiamo cosa ci ha colpito sul piano stilistico, nel test drive condotto ad Amsterdam.

    Design

    La capitale olandese si colora di grigio, con un clima autunnale: fortuna che le tinte vivaci di Cactus regalano pennellate decise di vita.
    Airbump, tetto in vetro, fari sdoppiati, sono solo alcuni dei tratti caratterizzanti il design: è immediatamente riconoscibile nel traffico. Anteriore morbido nelle linee, con i sottili fari diurni a led assistiti dai proiettori principali poco più in basso, completati dagli Airbumb, l’innovativo brevetto Citroen per proteggere la carrozzeria dagli urti a basse velocità. La fiancata si connota per accenti di stravaganza, come le barre sul tetto arcuate e idealmente sospese, oltre a un piacevole gioco tra superfici vetrate e carrozzeria, tale da riproporre la tipica pinna di squalo sul montante C. La coda è forse l’elemento sul quale la razionalità ha prevalso maggiormente, concretizzandosi sotto forma di un portellone dall’apertura regolare, seppur con un’altezzza da terra non proprio bassa. Il tocco di colore e simpatia lo regalano, ancora una volta, gli Airbump, inseriti al di sotto dei fari, vengono collegati nella zona centrale da una fascia spezza la tinta della carrozzeria.
    Sull’efficacia non ci pronunciamo, certo quelli posizionati lungo la fiancata sembrano essere realmente utili per evitare graffi e contatti nell’apertura delle portiere. Sono l’esempio di design che prova a coniugare forma e funzione.

    Dimensioni e interni

    Citroen C4 Cactus, dimensioni

    Detto dello stile esterno, saliti a bordo ci sono altrettante sorprese relativamente agli interni di Citroen C4 Cactus. Positive e non. Siamo davanti a un crossover nel vero senso del termine, perché si trova ad attraversare due segmenti, posizionandosi in mezzo. Non è una segmento C nel senso stretto del termine, perché le dimensioni - 4 metri e 16 centimetri di lunghezza - restano al di sotto della media; dei prodotti di segmento superiore, però, ha il passo: nessuna come lei con questa lunghezza complessiva: 2 metri e 60 centimetri copiano il valore della Citroen C4 berlina, più lunga di oltre 20 centimetri, e restano appena 2 centimetri al di sotto della Volkswagen Golf. Fate voi un po’ i conti. In altezza, invece, la Cactus misura 149 centimetri, bilanciati dai 173 in larghezza.

    Citroen C4 Cactus, interni

    Promossa a pieni voti l’abitabilità interna, quattro adulti stanno comodi, mentre un terzo passeggero sul divano posteriore deve stringersi un po’.
    I materiali della plancia, pregevole nel disegno - a sviluppo orizzontale e con un portaoggetti posizionato in alto, davanti al passeggero, dall’ottima capacità – sono più vicini a un’utilitaria che non a una berlina di segmento C. Le plastiche sugli sportelli sono rigide, al pari degli elementi nella parte bassa della consolle centrale. C’è comunque un tocco di design vincente, rappresentato dalle maniglie di chiusura delle portiere, riprodotte come se fossero delle fibbie in cuoio con tanto di placca cromata. L’accostamento dei colori aiuta a ricreare un ambiente accogliente, nel quale non mancano, tuttavia, le note negative.

    Ammettiamo di essere molto esigenti, così balzano all’occhio alcuni particolari. Iniziamo dall’assenza della bocchetta d’aerazione alla destra del passeggero, “sostituita” da una centrale di dimensioni maggiorate. Complessivamente contribuirà pure a garantire la stessa quantità di flussi, ma sul direzionamento si perde la modularità del layout tradizionale. Riteniamo la scelta sia collegata al cassetto portaoggetti ampio e con apertura verso l’alto, che ha costretto anche a posizionare l’airbag passeggero al di sopra dell’aletta parasole (priva per questo motivo anche dello specchietto di cortesia).
    Altro dettaglio perfettibile: manca l’automatismo in salita e discesa sugli alzavetri anteriori, non solo lato passeggero, ma anche lato guida. Restando in tema di vetri, quelli posteriori si aprono a compasso, lasciando appena un piccolo spiraglio per la circolazione dell’aria. Riteniamo che una tale scelta su un’auto cinque porte non vada a privilegiare la praticità e il confort di chi siede dietro, tanto più in assenza di bocchette della climatizzazione per i passeggeri. Altre due defezioni riguardano la regolazione in profondità del volante (della quale a dire il vero non si sente troppo la mancanza, riuscendo comunque a ritagliarsi una posizione di guida appropriata) e gli appigli in alto sulle portiere.

    Piccoli dettagli che se da un lato aiutano a contenere i costi e ridurre il peso, dall’altro indubbiamente lasciano l’amaro in bocca per una cura che sarebbe potuta essere maggiore.
    Senz’altro positiva, invece, è la presenza di serie e su tutti gli allestimenti, del bel display 7 pollici a colori, attraverso il quale gestire non solo la multimedialità e le app, ma anche navigazione e, appunto, climatizzatore. Qui ci troviamo a ripetere quanto già evidenziato nella prova della C4 Picasso, ovvero, la poca praticità di un sistema touchscreen per gestire i flussi e la temperatura: un layout con manopole e tasti fisici resta ancora la soluzione preferibile.

    Sofà e selettore Easy Push: promossi

    L’abbiamo definita manifesto dell’originalità, questa Cactus. Basta solo qualche linea esterna per guadagnarsi un titolo importante? Nient’affatto, così ecco due chicche particolarmente interessanti, legate all’adozione del cambio pilotato sei marce al posto del tradizionale manuale 5 rapporti. Tra i due sedili anteriori sparisce il tunnel e si crea una panchetta che fa tanto vintage: bell’idea, così come quella di inserire il freno a mano appena avanti e con forma a T dal sapore aeronautico. Altrettanto inusuali sono i tre tasti – Drive, Neutral e Retro – del selettore Easy Push, rimpiazzi pratici e immediati della solita leva. Molto immediato e pratico passare da una modalità all’altra: promossa a pieni voti.
    Un ultimo accenno sugli interni di Citroen C4 Cactus vogliamo riservarlo alla strumentazione dietro al volante (multifunzione sugli allestimenti più pregiati): rettangolare, un display dai colori facilmente leggibili, con tachimetro, indicatore carburante e limitatore di velocità. Manca il contagiri, ed è un peccato, perché lo spazio in alto per ricavare una striscia a barre ci sarebbe anche stato. E’ sostituito dall’indicatore di cambiata e forse per l’automobilista medio della Cactus basta così. A noi no.

    Bagagliaio

    Citroen C4 Cactus, bagagliaio

    Il bagagliaio, insieme all’abitabilità interna, è un altro dei punti forti della francese che vuol fare la crossover. Torniamo a fare le valutazioni legate alle dimensioni esterne, ovvero, c’è tanto di più in molto meno. I litri sono 348 espandibili a 1070, tradotto in soldoni significa poter caricare quattro trolley e qualche borsa, se si è abili negli incastri.

    La soglia d’accesso è sufficientemente ampia, gli oggetti ingombranti non si fatica a farli passare, semmai è l’altezza da terra a essere un po’ elevata.
    Siete maniaci del dettaglio? Vi diciamo allora che in alcune parti l’interno del portellone è in tinta ma senza trasparente. Ben curato, invece, il meccanismo di blocco, così come il rivestimento complessivo del vano. Per la fascia di prezzo in cui si troviamo, è un prodotto di pregevole fattura.

    Impressioni di guida

    Ti metti al volante della Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech per scoprire in anteprima come vada il nuovo 3 cilindri turbo (motorizzazione che per Cactus sul mercato italiano arriverà da ottobre 2014; ndr). Esprime 110 cavalli di potenza massima, assistiti da 205 Nm di coppia a 1500 giri/min. Motore interessante, perché la rumorosità è bassa, lo start&stop (di serie; ndr) interviene rapidamente, la spinta accettabile e i consumi contenuti. Probabilmente con un cambio a sei rapporti – in luogo del 5 marce manuale – ne avrebbero guadagnato ulteriormente elasticità e prontezza. Non ha i picchi di spinta del diesel e-Hdi 1.6 litri BlueTech (ed era ovvio), piuttosto si segnala per essere motore dalla progressione regolare, senza vuoti e perfettamente in linea con l’idea d’auto che Citroen C4 Cactus vuole incarnare. I consumi letti sul computer di bordo, dopo circa 90 km ad andature varie – passando dal cittadino alla statale, fino al misto più impegnato e veloce – sono rassicuranti: circa 7 litri/100 km, significa fare più di 14 km/litro (effettivi). Ovviamente con climatizzatore in azione (a 20.5° C; ndr). Nell’impiego quotidiano, il valore dà l’impressione di poter essere agevolmente migliorato.

    L’assetto è turistico, senza per questo rivelarsi eccessivamente morbido, merito anche dei cerchi da 17 pollici presenti sulla Cactus 1.2 PureTech Shine. Le asperità, gli avvallamenti, dossi, vengono assorbiti alla perfezione, garantendo un confort a bordo davvero notevole. Non pensiate, però, che questo porti un rollio esagerato nel misto più impegnato e veloce. L’abbiamo messa alla prova su diversi chilometri di curve tutte da guidare, ad andature decisamente ben oltre i 90 orari, e le reazione è sempre stata sincera. C’è un sottosterzo percepibile, con uno sterzo che assolve tutto sommato bene la sua funzione. Non è certo comando sportivo, né avrebbe ragione d’esserlo. In sintesi, c’è il giusto carico sul volante ed è abbastanza preciso.
    Il cambio manuale cinque marce si comanda bene, innesti fluidi, semmai dalla frizione avremmo voluto uno sforzo inferiore per azionarla. Note positive, restando in zona pedaliera, dal poggiapiede, adeguato nelle dimensioni.

    Diesel BlueHdi, si fa sentire

    Dipende cosa vuoi farci con la Cactus. Il motore turbo benzina sembra essere l’alternativa ideale per un impiego a tuttotondo, magari per quanti non coprono decine di migliaia di chilometri l’anno. E’ silenzioso, dà la verve giusta per il tipo di vettura e consuma poco.
    Cosa dire del diesel? Anzitutto che il nuovo BlueHdi 99 cavalli ha emissioni bassissime, le più basse dell’intera gamma Cactus: 87 g/km di Co2. Poi, aggiungiamo quelle che sono le nostre impressioni sull’altra unità proposta sotto il cofano, il millesei e-Hdi più datato, il 92 cavalli abbinato al cambio pilotato ETG6 attualmente non più in listino.

    La coppia è vigorosa e sposta il peso piuma della C4 Cactus (si parte da meno di 1000 kg per la Cactus a benzina meno potente) con molta facilità. Senti chiaramente la spinta quando si raggiungono i 1750 giri/min, tuttavia da un millesei ci saremmo aspettati un valore superiore ai 230 Nm.
    Inutile negare come il terreno d’elezione sia quello autostradale, dove beneficia di regimi di rotazione più bassi, oltre ad avere una riserva di coppia extra sempre comoda. Sensazione avvalorata anche dalla presenza del cambio pilotato sei marce, decisamente lento nei passaggi da un rapporto all’altro e che mal digerisce le andature più allegre.

    Non ci è piaciuta affatto la marcata rumorosità esterna a freddo. All’interno dell’abitacolo tutto sommato il confort è solo parzialmente intaccato dalle tonalità del diesel, resta il fatto di un’unità non propriamente silenziosa. Te ne accorgi nello specifico quando lo start&stop entra in funzione alla ripartenza, sensazione sconosciuta con il turbo benzina PureTech.

    Allestimenti e Listino prezzi

    Citroen C4 Cactus, listino prezzi

    Il prezzo di Citroen C4 Cactus è molto interessante. L’attacco è posizionato a 15.200 euro, con quella che è motorizzazione idonea anche per i neo patentati (1.2 PureTech 75 cavalli aspirato). Crescendo i contenuti e l’appeal dei motori si può arrivare a spendere 22.450 euro, top di gamma rappresentato dalla Cactus 1.6 BlueHdi 99 cavalli con cambio pilotato ETG 6 marce, in allestimento Shine.
    Sono cinque gli allestimenti in listino per Citroen C4 Cactus: il Live, il Feel, il W, il Shine e lo speciale Rip Curl. L’equipaggiamento che di serie offre il francese prevede l’airbag per il passeggero disattivabile, quelli laterali e per la testa, computer di bordo, controllo dell’antiarretramento in fase di salita, cruise control, radio con presa Aux e Usb, retrovisori elettrici e per le versioni Shine, Rip Curl e W sono pure riscaldabili, sterzo ad assistenza variabile e volante con regolazione in altezza. Per tutte tranne la Live ci sono inoltre le barre sul tetto, climatizzatore, sedile posteriore frazionato, sedile di guida regolabile in altezza e sistema di vivavoce Bluetooth. Solo Shine, Rip Curl e W aggiungono il climatizzatore automatico e vetri posteriori privacy.

    Benzina:

    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 75 cavalli Live 15.200 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 75 cavalli Feel 16.700 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 82 cavalli Feel 16.950 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 82 cavalli W 18.800 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 82 cavalli Shine 18.800 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 82 cavalli ETG Feel Start&Stop 17.800 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 82 cavalli ETG Shine Start&Stop 19.650 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 110 cavalli Feel Start&Stop 18.450 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 110 cavalli Shine Start&Stop 20.300 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 110 cavalli W Start&Stop 20.300 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.2 PureTech 110 cavalli Rip Curl Start&Stop 20.300 Euro

    Diesel:

    Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDi 99 cavalli Live Start&Stop 18.500 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDi 99 cavalli Feel 19.800 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDi 99 cavalli Shine 21.650 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDi 99 cavalli W 21.650 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDi 99 cavalli Rip Curl 21.650 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDi 99 cavalli Feel ETG6 20.600 Euro
    Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDi 99 cavalli Shine ETG6 22.450 Euro

    Pro
    Abitabilità interna e confort
    Bagagliaio
    Consumi motore PureTech turbo 1.2 litri
    Design originale

    Contro
    Finestrini posteriori a compasso
    Gestione climatizzatore
    Assenza quarta bocchetta sulla plancia
    Dettagli secondari (assenza appigli portiere, plastiche rigide)

    Voto: 7 -

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