CityCats: l’auto ad aria compressa interessa l’industria automobilistica

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    CityCats, l'auto ad aria compressa che potrebbe interessare la Tata Motors

    Periodicamente se ne riparla, l?auto ad aria compressa, comincia, dopo la sua apparizione in veste di prototipo al Motorshow di Bologna, 6 anni fa, ad interessare anche le grandi industrie automobilistiche mondiali, ciò in quanto, un simile veicolo, potrebbe rappresentare la soluzione a tutti i mali; ci affrancherebbe dal bisogno di greggio e risolverebbe l?impatto ambientale che ancora adesso, nonostante gli sforzi attuati dai costruttori, hanno le auto.

    In questo caso, si parla della CityCats, costituita da un motore a due cilindri leggero in grado di erogare 25 cavalli di potenza per una vetturetta che pesa meno di una tonnellata, interamente alimentata ad aria compressa con una autonomia d?esercizio di 100 chilometri, circa, che la rende, anche per questo, sicuramente accettabile come piccola city car adatta per le maggiori metropoli mondiali.

    A progettarla, un ingegnere francese, Guy Nègre, che con le auto ci sa fare, eccome, visto che nel suo lungo curriculum figura la sua presenza nel mondo iridato della Formula Uno, dove l?ingegnere è stato per anni progettista affermato. Del resto, Nègre, non è proprio un ?volto? nuovo, basta ripercorrere la storia degli ultimi dieci anni del Motorshow bolognese per vedere la sua ?creatura?, Eolo, nel 2001, presentata in pompa magna, peccato che da allora attorno ad Eolo si è parlato tanto, a volte, persino a sproposito.

    Ma oggi, la storia dell?auto ad aria compressa sembrerebbe prendere una piega diversa, perché l?industria dell?auto, sorda per oltre dieci anni a progetti di questo tipo, comincia ad accarezzare l?idea di una produzione in serie di queste vetture. La vettura più moderna che utilizza l?aria compressa per muoversi, si avvarrebbe di bombole che contengono, appunto, aria compressa locate sotto la vettura, niente accumulatori pesanti e inquinanti come quelle presenti nell?auto elettrica, dunque.

    Ma c?è di più, ad affiancarsi a CityCats vi sarebbe anche un prototipo ibrido che con un piccolo motore, ?vecchio stampo?, ricaricherebbe le bombole d?aria in marcia e dunque allungherebbe l?autonomia della vettura. Interessata al progetto francese vi sarebbe l?indiana Tata Motors che vorrebbe costruire la vettura, su brevetto, a circa 2.000 euro ad auto, relativamente al modello base. L?interesse della Casa indiana sarebbe comunque volto alla produzione del modello ibrido che consumerebbe solo 2 litri di benzina per 100 chilometri.

    E, da noi? Probabilmente a cavallo fra la fine del 2008 e l?inizio del 2009, potremmo assistere al debutto delle prime vetture con questi propulsori e se così fosse, il pensiero va ancora una volta all?ambiente, finalmente salvaguardato a dovere da un?industria, come quella dell?auto, che ha grosse responsabilità nell?averlo danneggiato per decenni.