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Clarkson su Amazon: torna Top Gear con Hammond e May

Clarkson su Amazon: torna Top Gear con Hammond e May
da in Curiosità Auto
Ultimo aggiornamento: Venerdì 31/07/2015 10:14

    Jeremy Clarkson

    Alla fine, una soluzione per tornare a condurre, Jeremy Clarkson l’ha trovata. Non si chiamerà Top Gear, ma la formula e la squadra saranno quelli di sempre, con Richard Hammond e James May ad affiancare il controverso presentatore licenziato a giugno dalla BBC. Se il network britannico proseguirà con il brand Top Gear, il trio si trasferisce sul web, sulla piattaforma Amazon Video, dove verranno trasmessi i nuovi episodi a inizio 2016. L’annuncio è stato dato dallo stesso Clarkson su Twitter, mentre tra le indiscrezioni che si inseguono, sembra che il titolo del programma possa essere House of Cars, riprendendo quello della celebre House of Cards.

    La sottoscrizione di un abbonamento sarà necessaria per seguire gli episodi sulla piattaforma Amazon, ovviamente in lingua inglese. Ma perché gli altri network si sono lasciati sfuggire l’occasione di ingaggiare Clarkson, Hammond, May e ricreare Top Gear? Questioni contrattuali si sono messe in mezzo, nello specifico la presenza di una clausola di non concorrenza, che impediva ai tre personaggi del programma di lavorare per una rete concorrente fino al 2017.Prima dell’annuncio dell’accordo con Amazon, si era paventata l’ipotesi che il format potesse rinascere sulla piattaforma Netflix (a settembre sbarcherà in Italia; ndr), ma il colosso delle vendite online alla fine ha avuto la meglio. Le registrazioni degli episodi inizieranno tra qualche mese.

    Top Gear Jeremy Clarkson

    Si rincorrono le voci sul nome del sostituto di Jeremy Clarkson a Top Gear. Il compito dei dirigenti della BBC non è certo facile. Sbagliare il rimpiazzo del notissimo conduttore da loro licenziato il 25 marzo potrebbe costare tantissimo in termini di ascolti in una delle trasmissioni più popolari dell’emittente pubblica britannica (oltre 5 milioni di spettatori a puntata e circa 50 milioni di sterline all’anno di entrate pubblicitarie). Riepiloghiamo l’antefatto, secondo le conclusioni dell’indagine interna compiuta dalla BBC e da questa pubblicamente diffusa. Il 4 marzo 2015 la troupe della trasmissione si trovava nel North Yorkshire per alcune riprese. Quella sera, nell’hotel in cui alloggiava il personale dell’emittente, Clarkson aggredì verbalmente e poi anche fisicamente il produttore Oisin Tymon, sferrandogli un pugno. Il presentatore aveva poi comunicato l’accaduto alla dirigenza il 9 marzo. Dopo un’immediata sospensione, che a sua volta aveva provocato la sospensione degli ultimi tre episodi di Top Gear, il presentatore è infine stato licenziato il 25 marzo.

    La vicenda

    Il direttore generale della BBC, Tony Hall, aveva precisato che “Clarkson ha superato il limite. Tutti alla BBC devono rispettare standard di decenza e rispetto. Non possono esserci regole valide solo per alcuni e non per altri sulla base di considerazioni commerciali o di popolarità“. Clarkson non ha mai negato l’accaduto e nei giorni successivi aveva cercato di scusarsi con Tymon. Pochi giorni fa il presentatore ha dichiarato al Sunday Times che quell’episodio era capitato al culmine di un periodo per lui molto stressante: prima la morte della madre, poi il recente divorzio; infine, due giorni prima dell’aggressione, il suo medico gli aveva diagnosticato un possibile cancro, cosa poi rivelatasi del tutto errata. Clarkson ha aggiunto che tornerà sicuramente in televisione con un nuovo programma sulle automobili, senza però specificare dove. Per quanto riguarda Top Gear, non è nemmeno certo che restino gli altri due conduttori, Richard Hammond e James May, entrambi in scadenza di contratto e molto legati a Clarkson. E c’è anche chi dice che potrebbe fare le valigie perfino The Stig, il misterioso pilota in tuta bianca (impersonato per scherzo in uno storico episodio di qualche anno fa addirittura da Michael Schumacher).

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    Chris Evans si è chiamato fuori

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    Sulla diretta sostituzione di Clarkson il favorito iniziale, il DJ Chris Evans, si è chiamato fuori. Molti fanno il nome del commentatore sportivo Dan Walker, un altro caratterino difficile.

    Sue Perkins

    Sue Perkins

    Ma girano con insistenza anche diversi nomi femminili. Come l’attrice Sue Perkins, che conduce un talk show pomeridiano. E’ bastato perché venisse aggredita pesantemente su Twitter, ricevendo anche minacce di morte, al punto da essere costretta a lasciare il social network.

    Jodie Kidd

    Jodie Kidd

    Un altro nome molto quotato (letteralmente: è favorita dagli scommettitori) è quello dell’ex modella Jodie Kidd, che conduce un programma sui motori su Channel 5.

    Gli altri

    Suzi Perry

    Tra le candidate anche Suzi Perry, conduttrice di un programma BBC sulla Formula 1, e Vicki Butler-Henderson, pilota da corsa e presentatrice. Per tornare agli uomini, sono in lizza anche l’attore Stephen Fry e il giovane presentatore, nonché pilota motociclistico, Guy Martin.

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