Codice della strada: Associazione vittime denuncia lobby

Codice della strada: Associazione vittime denuncia lobby

L'associazione vittime della strada reclama più spazio nelle decisioni sul codice della strada e denuncia la presenza di numerose lobby di potere

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    Associazione italiana familiari vittime strada

    L’associazione vittime della strada denuncia la presenza di alcune lobby che cercano di infilarsi nelle modifiche al codice della strada. Antonio Lerario, fondatore della Onlus ha spiegato: “Ho partecipato ai lavori per la realizzazione del nuovo codice della strada, ma è stata un’esperienza triste, ci sono troppe lobby che cercano di infilarsi in ogni modifica legislativa, lucrando sulla pelle delle persone che sono morte in incidenti stradali“. L’amarezza deriva dal fatto che nel codice della strada mancano alcune cose che l’associazione aveva proposto, ma che non sono state considerate.

    Lavorare sul comportamento delle persone perché la cosa più importante è proprio la formazione dell’utente della strada, è questo ciò che chiede l’associazione. Ma non c’è stato nulla da fare: ci sono troppi interessi economici e politici secondo l’associazione e così parlare di sicurezza diventa molto difficile. La Onlus però non ha la minima intenzione di abbandonare la propria battaglia e va avanti con pochi mezzi e con pochi appoggi, puntando diretti al problema: la formazione. Bisogna fare formazione, battere su questo punto.

    Educare come fatto in passato per ottenere dei buoni risultati.

    La nostra strategia, continua infatti Lerario, è quella di puntare tutto sulla formazione, c’è sempre stata resistenza nell’introdurre nei programmi sia l’educazione civica che la sicurezza stradale che dovrebbe essere trattata come le materie più importanti e a fine corso dovrebbe poi essere sostenuto un esame, senza il superamento del quale, non dovrebbe essere possibile iscriversi ai corsi per ottenere la patente o il patentino“. Un progetto solo sfiorato dal nuovo codice che ha introdotto l’educazione stradale nelle scuole, ma è ancora lontano da un’idea come quella dell’associazione vittime della strada che punta a istruire alla consapevolezza che il problema parte dall’uomo che troppo spesso non conosce bene le regole o non le rispetta.

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