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Codice della strada biciclette: norme e regole di comportamento

Codice della strada biciclette: norme e regole di comportamento

Le disposizioni del codice della strada su biciclette e ciclisti - in gruppo o affiancati - le norme su visibilità e le sanzioni previste. Le biciclette possono andare contromano in un senso unico?

da in Codice della strada, Consigli e Guide
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    Codice della strada biciclette: norme e regole di comportamento

    Sono gli utenti deboli della strada, i più esposti in caso di incidente, ciclisti e motociclisti. Il codice della strada, sulle biciclette, prevede precise norme estese ai velocipedi, ovvero quei mezzi in cui la propulsione è sviluppata dall’uomo o anche le biciclette elettriche a pedalata assistita, purché di potenza non superiore i 0,25 kW e con un supporto del motore elettrico che si interrompe una volta raggiunti i 25 km/h. L’incidente mortale occorso a Michele Scarponi il 22 aprile 2017 e il drammatico incidente del quale è rimasto vittima il centauro Nicky Hayden, in gravi condizioni presso l’ospedale di Cesena, riportano d’attualità un tema che guadagna le copertine dei TG e dei giornali solo in casi eclatanti. Purtroppo la quotidianità è piena di incidenti gravi, anche mortali, che coinvolgono i ciclisti. E la responsabilità è frequentemente di automobilisti disattenti.
    Va detto come la tragedia frutto del fato sia sempre dietro l’angolo e al tempo stesso non tutti i ciclisti – intesi genericamente come persone che si spostano in bicicletta – siano consapevoli degli obblighi che hanno quando circolano su strada. Ecco, quali norme prevede il codice della strada per la circolazione in bicicletta? Quali sono le regole di comportamento da osservare?

    Disposizioni precise arrivano dall’articolo 182 del nuovo codice della strada. I velocipedi devono circolare su una fila unica, sempre, quando si trovano al di fuori dei centri abitati. L’eccezione è rappresentata dalla presenza di un ciclista di età inferiore ai 10 anni, che può essere affiancato alla sua sinistra da un altro ciclista. La marcia su doppia fila è consentita entro i centri abitati, non se i ciclisti sono su strada statale. Si sfata il mito del divieto del codice della strada sui ciclisti affiancati o ciclisti in gruppo.
    Un ciclista non deve essere ovviamente d’intralcio alla circolazione veicolare né a quella pedonale. Pertanto, se muoversi su un velocipede rappresenta un intralcio o pericolo per i pedoni, vige l’obbligo di scendere di sella e accompagnare a mano il velocipede. Quasi superfluo ricordare il divieto di essere trainati da un mezzo a motore per chi si trova in bicicletta (o velocipede), è vietato anche il trasporto di un “passeggero” sul velocipede, a meno che non sia predisposto: vedi i tandem o le carrozzine a pedali con più posti a bordo. Si può trasportare un bambino di età inferiore agli 8 anni sulla propria bici, purché si utilizzino i dispositivi appositi, seggiolini per bici che ospitino il minore.

    Il codice della strada impone l’utilizzo delle piste ciclabili laddove siano presenti. E qui l’occasione è buona per segnalare tutte le criticità della norma rispetto alla realtà. Muoversi in bicicletta è più che mai rischioso, a causa di una generale inciviltà degli automobilisti, il più delle volte dimenticano l’importanza che riveste la guida e pensano piuttosto di poter fare più operazioni contemporaneamente. Guidare e utilizzare lo smartphone. Stupidità diffusa, che parte dall’ignoranza dello spazio percorso al volante ogni secondo, anche a velocità urbane.

    Il codice punta a introdurre una maggior severità delle sanzioni per quanti guidano e utilizzano lo smartphone, una necessità di sanzionare in modo più deciso per cambiare pessime abitudini.

    E’ la domanda da un milione di dollari: le biciclette devono rispettare i sensi unici? La risposta è sempre la più classica: dipende. Da che cosa? Dal fatto che si è all’interno o no dei centri urbani. Il nuovo comma 1-bis dell’articolo 182 del Codice della Strada racconta così: “Nelle strade o nelle zone all’interno dei centri abitati nelle quali il limite massimo di velocità è uguale o inferiore a 30 km/h, può essere consentita, se espressamente prevista con ordinanza, la circolazione dei ciclisti anche in senso opposto a quello di marcia di tutti gli altri veicoli”. Cosa si evince da questo? Che le bicicliette non possono andare sempre contromano, ma devono rispettare alcuni parametri per poterlo fare. Questi parametri sono:

    • Cartelli che espressamente autorizzano la circolazione delle bici nei due sensi di marcia
    • Su strade larghe almeno 4,25 metri
    • In aree con limite di 30 km/h, nelle Zone a traffico limitato
    • In assenza di traffico pesante

    Tornando alle norme del codice della strada che regolano la circolazione delle biciclette – utilizziamo il termine inteso estensivamente inclusivo dei velocipedi – chi va in bici deve essere sempre chiaramente visibile agli automobilisti. Troppo pochi coloro i quali si dotano delle obbligatorie cinture riflettenti o giubbino riflettente. E’ obbligatorio dai 30 minuti prima del tramonto e fino a 30 minuti prima dell’alba, così come sempre nelle gallerie. Andrebbero impiegati anche dispositivi luminosi, davanti e dietro sulla bici – il codice della strada sulle biciclette da corsa indica unicamente l’obbligo di circolare con biciclette regolarmente omologate e si fa salvo l’obbligo di dispositivi di segnalazione nei casi di competizioni regolarmente autorizzate -. Esiste l’obbligo di circolare con la bici spinta a mano ogni volta in cui, anche di giorno, la visibilità richieda un’illuminazione artificiale e non sia pertanto sicuro muoversi a pedali. Tra i dispositivi obbligatori a bordo del velocipede, luci a parte e giubbotto catarifrangente addosso, c’è anche il campanello.

    Altra cattiva abitudine dei ciclisti, quella di procedere a zig-zag o compiendo improvvisi scarti. Se il comportamento è volontario, altrettanta stupidità di quella in capo all’automobilista che guida utilizzando lo smartphone. Non di rado, purtroppo, gli scarti si rendono necessari per le condizioni pietose delle strade in Italia, ulteriore piaga che mina la sicurezza dei ciclisti (e motociclisti). La violazione delle norme di comportamento previste per i velocipedi genera sanzioni comprese tra i 23 e i 92 euro, che diventano tra i 38 e i 92 euro se l’infrazione all’articolo 182 del CdS è commessa da velocipedi con a bordo due o più persone.

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