Coldiretti e Greenaccord insieme per frenare l’inquinamento anche automobilistico

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    BIODIESEL

    Era ora! Anche in Italia si comincia a sviluppare una politica nel rispetto dell’ambiente, orientamento questo, per troppi anni trascurato nel nostro Paese, notoriamente indietro rispetto alle altre Nazioni, anche europee, in fatto di tutela ambientale.

    Dal primo luglio di quest’ anno, infatti, nelle auto alimentate a gasolio e benzina, l’1% del contenuto totale del serbatoio delle automobili, dovrà essere costituito da biocarburanti, lo ha detto Franco Pasquali, segretario generale della Coldiretti che ha dichiarato anche che, “L’obiettivo fissato dalla Ue è quello di sostituire, sempre entro il 2010, il 5,75% dei consumi totali di benzina e gasolio da autotrazione con biocarburanti. Utilizzando residui agricoli, forestali e dell’allevamento ed installando pannelli solari nelle aziende agricole, secondo gli studiosi è possibile arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico, risparmiando oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio, equivalenti a 30 milioni di tonnellate di emissioni di CO2“.

    L’importante rivelazione è stata resa nota nel corso di un convegno tenutosi a Roma dal tema “No food: agricoltura di frontiera“, biocarburanti e bioplastiche organizzato, appunto, da Coldiretti con la collaborazione di Greenaccord.

    Nel corso dell’incontro si è posta l’attenzione anche sulle bioplastiche, ovvero tutti quegli oggetti in plastica biodegradabile, posate, bicchieri, piatti, oggetti che faremo bene a sostituire ad altre plastiche di difficile riciclaggio con danni ingenti per l’ambiente. Tali bioplastiche, informano alla Coldiretti, “….. sono ottenute dall’amido di mais, grano e patata (la cosiddetta Mater-bi), prodotti dalle coltivazioni. Il consumatore, se ne avesse l’opportunità, senza dubbio sceglierebbe questi articoli anche se al momento hanno un costo superiore”.

    A differenza di una comune busta di plastica, a base di polietilene, che impiega 20mila anni per essere assimilata dall’ambiente - ha detto Mario Malinconico, dell’Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri, del Cnr di Pozzuoli – quella di Mater-bi non dura più di un anno, il tempo di essere realmente utilizzata, nella comune logica dell’usa e getta”.