Come contestare una multa: come fare e quando è possibile

I casi in cui presentare ricorso. Come contestare una multa, notificata in ritardo, al Prefetto o al Giudice di pace. Come fare? Quando è possibile? Scopriamolo insieme.

da , il

    Contestare una multa

    Come contestare una multa? Violare il Codice della strada comporta sanzioni pecuniarie, che possono essere contornate da appendici quali il sequestro del mezzo, il ritiro della patente e via discorrendo. Eppure può capitare che la multa possa essere frutto di un errore e quindi esserci stata recapitata ingiustamente. Come contestare una multa con autovelox? Questo è il caso più frequente. Come contestare una multa al Prefetto? Oppure è meglio contestare una multa al Giudice di pace? Le procedure sono differenti e anche le conseguenze possibili sono molto diverse. E se voglio contestare una multa arrivata dopo 90 giorni? Contestare una multa notificata in ritardo è uno dei casi più diffusi. Vediamo come fare.

    Come contestare una multa: il vizio di forma

    Iniziamo con lo specificare in quali casi è possibile presentare ricorso per contestare una multa. Ovviamente qualora la multa presentasse un vizio di forma, come l’errata indicazione del modello del veicolo oppure un errore in merito alla norma violata od alla sanzione da pagare. Ci sono alcuni casi particolari, come l’arrivo di un doppio verbale per la medesima infrazione oppure la notifica al vecchio proprietario in seguito ad un regolare passaggio di proprietà, contro i quali ci si avvale dell’autotutela: in tal caso il cittadino presenta l’istanza di annullamento della multa direttamente all’Ente emanatore, bypassando quindi il ricorso. Ma una volta constatato un vizio di forma, come si procede? Si possono scegliere due vie, una che porta al ricorso presso il Prefetto ed una che porta al ricorso presso il Giudice di Pace.

    Contestare una multa con autovelox

    Per quanto riguarda le multe con autovelox, telelaser, tutor e altri apparecchi automatici, ogni verbale deve riportare gli estremi dell’omologazione e della taratura periodica. Se manca, si può fare ricorso e sarà l’ente a dover mostrare al giudice di pace o al prefetto la prova dell’avvenuta taratura. Tuttavia, se questa è effettivamente avvenuta, la multa è valida. L’altro caso più frequente per contestare una multa con autovelox è la mancata segnalazione dell’apparecchiatura. Le apparecchiature devono sempre essere segnalate. La distanza massima stabilita dalla legge è 4 Km. Non esiste però una distanza minima per il segnale; di solito viene collocato ad 80 metri sulle strade urbane; 150 metri sulle strade extraurbane secondarie o urbane ad alto scorrimento; 250 metri sulle autostrade o strade extraurbane principali.

    Come contestare una multa notificata in ritardo

    Vediamo come contestare una multa notificata in ritardo. Il Codice della strada, articolo 201, è chiaro: il verbale deve essere notificato al trasgressore entro 90 giorni dall’accertamento. Le polemiche sul momento in cui parte l’accertamento sono esplose quando i comuni hanno cominciato ad approfittare degli autovelox per fare cassa. Caso plateale è quello di Milano durante la giunta Pisapia, quando il conteggio è stato fatto partire non dalla data dell’infrazione ma da quando il comando metteva mano alla pratica. Nella pioggia di ricorsi la Cassazione ha annullato gran parte di quelle multe: i 90 giorni partono dal momento in cui la pubblica amministrazione è in grado di identificare l’aggressore. Poiché gli autovelox fotografano la targa, l’ente è in grado immediatamente di identificarlo, quindi il conteggio parte dalla data dell’infrazione.

    E’ importante aggiungere che il momento della notifica è quello in cui l’ente multatore consegna il verbale al servizio postale, non quello in cui il destinatario la riceve fisicamente. Se si riceve il verbale in ritardo per colpa delle Poste, non si può fare ricorso per la notifica in ritardo. Però il conteggio per il termine per il pagamento o per ricorrere per altri motivi parte dal momento in cui il destinatario riceve il verbale.

    Come contestare una multa al Prefetto

    Il termine massimo per contestare una multa al Prefetto è di 60 giorni dalla data di ricevimento del verbale. La richiesta deve essere presentata presso il comando di Polizia Municipale o presso la Prefettura del capoluogo di provincia che interessa il luogo della violazione, ma a patto che siano stati individuati dei vizi di forma nella compilazione del verbale o che lo stesso sia stato notificato oltre i 90 giorni previsti dalla legge. Una richiesta di sospensione presentata al Prefetto non cambia il termine ultimo di pagamento della multa, quindi è bene presentarla con una riserva di tempo utile a non incorrere in una mora, e deve essere consegnata a mano od a mezzo raccomandata A/R. Deve essere scritta su carta semplice e contenere tutti i dati inerenti il veicolo, il verbale, il proprietario del veicolo e la motivazione della sospensione, opportunamente corredati di materiale atto a sostenere la nostra tesi, come le fotografie. Se il ricorso viene accolto, la multa viene cancellata, in caso contrario è necessario pagare l’importo della multa più una sanzione accessoria. Se non si ottiene risposta dal Prefetto entro 210 giorni (180 se la richiesta è stata presentata alla Polizia Municipale) il ricorso è considerato accolto.

    Come contestare una multa al giudice di pace

    Qualora decidiate di contestare una multa al Giudice di Pace per presentare il ricorso, a patto che non abbiate già notificato la richiesta al Prefetto, l’iter da seguire sarà grossomodo lo stesso: tutto il materiale (che non cambia rispetto al caso precedente) deve essere consegnato presso l’ufficio competente in base a dov’è stata commessa l’infrazione. A differenza di quanto avviene presentando istanza al Prefetto, se il ricorso coinvolge il Giudice di Pace c’è da pagare un onere di 37 euro per pratica, ma nel caso in cui non dovesse essere accolta non ci sarà una maggiorazione sulla sanzione.