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Come controllare pagamento bollo auto: consigli e come fare

Come controllare pagamento bollo auto: consigli e come fare
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    bollo auto

    Il bollo auto non pagato è una delle peggiori torture psicologiche che possano capitare agli automobilisti italiani. Già la sola idea di dover pagare una tassa per il possesso dell’auto (quando si è pagata già l’Iva all’acquisto della vettura nuova o l’Ipt al passaggio di proprietà del veicolo usato) fa ribollire il sangue; doverla poi versare alle regioni, la cui capacità di gestire il denaro pubblico è ben nota, non fa che aggravare la situazione. Ma c’è di peggio: venire martellati dalla burocrazia quando non risulta il pagamento. Se non si è più che precisi nella conservazione dei documenti, la scelta è impazzire nel cercare una vecchia ricevuta o prepararsi a sborsare somme pazzesche, perché includono la tassa, la sanzione e gli interessi. Come possiamo difenderci? Come controllare se il bollo risulta pagato? Ovviamente dobbiamo conservare la ricevuta del pagamento. Siamo tenuti a farlo per 5 anni, come per qualsiasi altro documento fiscale. Perché il maledetto bollo è una tassa, non dobbiamo dimenticarlo mai. In caso di pagamento con sistemi di Home Banking, oltre alla ricevuta del mandato alla banca ad eseguire il pagamento, va conservato anche l’estratto conto in cui è registrato il vero e proprio addebito; in quel momento il pagamento è effettivamente certificato.

    Una complicazione ulteriore deriva dal fatto che si tratta di una tassa regionale. E, come per quasi ogni altro aspetto della nostra scellerata pubblica amministrazione, ogni Regione si regola come le pare. Vediamo quali sono le procedure nelle varie regioni italiane per controllare il pagamento del bollo auto; ci riferiamo in questo caso alla possibilità di controllare gratis e on line. E’ importante sottolineare che le registrazioni definitive dei pagamenti negli archivi informatici regionali avvengono sempre dopo alcuni mesi. Quindi per controllare il pagamento dell’anno in corso si deve sempre attendere qualche tempo. Inoltre molte regioni hanno stipulato una convenzione con l’Aci per la gestione della tassa automobilistica. Il problema è che per controllare un versamento attraverso il sito dell’Aci si può solo richiedere una visura al Pra, che per i non soci è a pagamento.

    Per queste regioni la gestione è di competenza diretta dell’Agenzia delle entrate. Si può quindi accedere all’apposita pagina del sito web dell’Agenzia (http://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/bollo/pagamenti/InterrogazionePagamenti.htm) e indicare quindi Regione, categoria veicolo, targa e anno di pagamento.

    Sul portale http://www.tributi.regione.lombardia.it/ alla sezione “Tassa automobilistica“, selezionare “Storico“, in basso a destra. Si accede tramite autenticazione in tre modi diversi: lettore di smart card e carta regionale dei servizi, utente e password precedentemente impostati, utente e password usa e getta; poi seguire le istruzioni.

    Sul portale regionale c’è la sezione “Pag@bollo” dove, oltre ad effettuare il pagamento, si può consultare l’archivio dei pagamenti, se sono stati eseguiti mediante versamento elettronico. Al seguente indirizzo: https://secure.sistemapiemonte.it/stapolon/secure/goToMConsultaPagamentiFromMenu.do vanno inseriti targa veicolo, codice fiscale del proprietario e codice Iuv, cioè il codice univoco del versamento che è stato fornito dal sistema elettronico al momento del pagamento.

    Tutto molto più veloce. Per la Liguria accedere al portale dedicato https://bolloauto1.regione.liguria.it poi scegliere “interrogazione archivio“; sarà sufficiente indicare tipo e targa del veicolo. Il sistema del Veneto è molto simile a quello ligure. Genova e Venezia quindi si marcano a uomo come ai tempi delle repubbliche marinare. All’indirizzo http://infobollo.regione.veneto.it/ si seleziona “Interroga l’archivio delle pratiche“; poi è necessario inserire tipo e targa del veicolo.

    Due province autonome, Trento e Bolzano, due portali cervellotici. Risultato: potete pagare tramite l’Aci. Controllare? Stampate la ricevuta, mettetela in cassaforte e sperate che nessuno vi rompa mai le scatole. Anche per l’Emilia Romagna fa tutto l’Aci. La Regione si limita ad incassare il denaro, non vuole minimamente interessarsi di rendere semplice la vita ai suoi cittadini. Quasi si fa fatica a credere che qui siano nate Ferrari, Lamborghini e Maserati.

    Procedura abbastanza complessa, ma almeno il servizio di controllo teoricamente è disponibile. Tramite la piattaforma regionale di pagamento Iris all’indirizzo https://iris.rete.toscana.it è possibile controllare un pagamento precedente, se è stata utilizzata la stessa piattaforma e si dispone quindi di un codice di pagamento Iris; in tal caso è sufficiente selezionare “storico pagamenti“. Se si è pagato il bollo in altro modo, dopo aver fatto passare qualche giorno (meglio almeno un mese), si può selezionare la voce “Posizione debitoria” e autenticarsi tramite smart card e carta nazionale dei servizi; scorrere fino a trovare il bollo pagato esternamente, che qui risulterà scaduto e da pagare. Niente panico. Cliccare su “aggiorna“, scorrere il dettaglio del tributo e cliccare ancora su “aggiorna“. Se gli archivi sono stati sincronizzati, apparirà un messaggio che chiuderà la posizione anche su Iris. Altrimenti riprovare dopo alcuni giorni. Se avete la ricevuta, non fate nulla. E’ la Regione a doversi muovere, non voi.

    Anche per l’Abruzzo fa tutto l’Aci. E’ però possibile iscriversi ad un servizio di promemoria per il pagamento, anche questo gestito dall’Aci. Sul sito della Regione Molise invece a malapena sono riportate le tariffe. La convenzione con l’Aci riguarda solo il pagamento (ed è scritto sul sito dell’Aci, non su quello della Regione). Traduzione: zitti, pagate e non rompete.

    Un sacco d’informazioni anche dettagliate sul sito regionale della Regione Lazio. Ma il pagamento, così come il controllo dei versamenti, è delegato all’Aci. C’è in più il servizio di promemoria della scadenza, sempre attraverso l’Aci. Per quanto riguarda la Campania, troviamo mille agenzie, Aci compreso, convenzionate con elenco dettagliato su http://portale.tasseauto.regione.campania.it/. Ma non si può fare niente on-line direttamente attraverso la Regione. Tenetevi stretta la ricevuta.

    Il portale https://tributi.regione.puglia.it elenca molte informazioni istituzionali ma alla fine tutto passa per le mani dell’Aci. Ricevuta da conservare in cassaforte. E per quanto riguarda la Basilicata, molte informazioni di carattere generale, ma nessun servizio di consultazione. Aci.

    La Regione Calabria offre direttamente sia i servizi di pagamento che di consultazione. Per la consultazione è necessario prima registrarsi. Da tributi.regione.calabria.it si seleziona sulla destra la voce “Registrazione tassa auto“; quindi si compila una dettagliata scheda; successivamente sarà possibile autenticarsi con login e password.

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