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Come far partire un’auto con la batteria scarica: la nostra guida

Come far partire un’auto con la batteria scarica: la nostra guida
da in Consigli e Guide, Fai da te, Manutenzione Auto
Ultimo aggiornamento: Venerdì 08/01/2016 16:50

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    Oggi accade meno frequentemente che in passato ma il problema non è scomparso: far partire un auto con la batteria scarica è qualcosa che può ancora capitare oggi, soprattutto in inverno quando la richiesta di energia da parte dei sistemi della vettura è maggiore; se la nostra batteria non è in perfetta efficienza, perché vecchia e magari anche perché l’auto non viene usata per tragitti lunghi, un giorno potrebbe capitarci di vedere spegnersi tutto e rimanere bloccati per strada con la macchina “morta”; oppure potremmo trovare la sorpresa direttamente a casa, l’auto che non vuole saperne di partire perché durante la notte si è scaricata la batteria. E’ sufficiente lasciare accese le luci di posizione (per modelli che non le disinseriscono automaticamente una volta estratta la chiave) o la radio: se la batteria non è al massimo della sua capacità, si scarica. Vediamo cosa fare.

    L’operazione è relativamente semplice se eseguita correttamente. Tuttavia richiede un certo spazio e ci si deve muovere intorno all’auto. Quindi se il problema accade in autostrada o in strade ordinarie veloci e strette, non fate proprio nulla. E’ troppo alto il pericolo di essere investiti dai mezzi che sopraggiungono. Non commettete il fatale errore di pensare “tanto mi vedono”. Non è così. I numerosi morti in incidenti di questo tipo lo testimoniano. Il metodo meno rischioso per rimediare ad un guasto in autostrada o altre strade pericolose è chiamare un carro attrezzi. Peraltro, includere questo servizio nella propria assicurazione costa pochissimo o niente del tutto. Quindi, se capita, infilate il giubbotto catarifrangente, posizionate correttamente il triangolo prestando un’attenzione estrema ai veicoli che arrivano, e allontanatevi dall’auto in una posizione possibilmente sicura. Quindi telefonate al vostro servizio di soccorso stradale.

    Se la batteria è scarica, si può avviare l’auto attraverso un’altra batteria di capacità pari o superiore (ma dello stesso voltaggio). Tale batteria può anche essere da sola ma nessuno circola con una seconda batteria nel bagagliaio. Oppure, se il guasto capita a casa, si può usare un avviatore portatile d’emergenza (il cosiddetto “booster“). Anche questo però è un accessorio che è improbabile trovare nel bagagliaio accanto al triangolo e alle catene. Quindi il metodo più comune per avviare l’auto in emergenza è collegare la batteria scarica alla batteria carica di un’altra auto, attraverso appositi cavi. Questi cavi sono un accessorio utile e poco ingombrante, quindi è consigliabile tenerli sempre nel bagagliaio. Devono però essere adatti. Significa che il filo elettrico al loro interno deve avere uno spessore adeguato al carico di corrente che dovrà trasferire. Può accadere che in alcuni supermercati si vendano cavi a prezzi stracciati che però quasi certamente non andranno bene. Se il cavo ha spessore insufficiente (lo spessore del filo interno, non quello della guaina che lo ricopre), rischierà di fondersi, aggravando il problema invece di risolverlo. Di conseguenza è consigliabile acquistarlo in un negozio di ricambi auto; se non si è sicuri sul tipo (ma solo un elettricista, un elettrauto o un meccanico può saperlo con certezza), è meglio chiedere all’addetto. Già che ci siamo, compriamo un paio di guanti da lavoro in gomma, non in plastica o tessuto. Anche se le batterie per auto hanno solo 12 volt, abbiamo sempre a che fare con l’elettricità.

    Dunque la nostra auto si ferma, batteria scarica. Siamo in un tratto di strada ragionevolmente sicuro. Possiamo intervenire. Cosa facciamo? Serve una seconda auto, chiamiamo un nostro conoscente o cerchiamo aiuto da qualcuno che passa. Qui la prima attenzione. Le due batterie dovranno avere la stessa tensione. Ad esempio, non si potrà fare il collegamento ad un camion, perché gli autocarri funzionano con batterie a 24 volt, mentre le auto hanno batterie a 12 volt. Poiché questi cavi sono generalmente abbastanza corti (più sono lunghi, più costano), le auto dovranno essere collocate in modo da avere le due batterie il più possibile vicine. Nella maggior parte dei casi, significa che le due vetture dovranno disporsi muso contro muso; ovviamente le due auto non dovranno toccarsi.

    I cavi sono sempre due, uno di colore rosso, l’altro nero. L’auto di soccorso dovrà avere il motore spento. L’altra è ovviamente già spenta perché ha la batteria scarica. Sollevare o togliere il coperchio ad entrambe le batterie. Individuare il polo positivo, contrassegnato dal simbolo “+”. Prendere il cavo rosso e collegare uno dei suoi morsetti al polo positivo della batteria funzionante. Quindi collegare l’altro morsetto dello stesso cavo al polo positivo della batteria scarica.

    Ora si deve prendere il cavo nero e collegare un morsetto al polo negativo (chiaramente contrassegnato dal simbolo “-”) della batteria funzionante. Qui arriva un altro inghippo. L’altro morsetto NON deve essere collegato al polo negativo dell’altra batteria. Si deve invece collegare a quello che nei manuali di uso e manutenzione viene oscuramente chiamato “punto di massa” del motore o del telaio. In altri termini, il morsetto va collegato ad un punto metallico non isolato del motore oppure del telaio. Se si collega il morsetto al telaio, questo deve essere in un punto non verniciato (va bene anche un bullone), perché la vernice potrebbe formare uno strato isolante, quindi il contatto non avverrebbe. Per quale motivo non si possono collegare direttamente i poli negativi delle due batterie? Perché in questo modo potrebbero crearsi delle scintille pericolose, che potrebbero far esplodere una batteria in cattivo stato.

    Un’altra cosa da non fare mai è invertire la polarità. Collegare cioè un morsetto dello stesso cavo al polo positivo e l’altro al polo negativo della seconda batteria. Sono altissimi i rischi di danneggiare i circuiti elettronici dell’auto. Rischiate di giocarvi una o più centraline. Significa un potenziale danno anche di migliaia di euro che, per una vettura di qualche anno, potrebbe anche significare buttare via l’auto.

    Collegati correttamente i cavi, siamo pronti. Ora si deve avviare prima il motore dell’auto con la batteria funzionante. E’ importante: se si cerca di avviare l’auto che ha la batteria scarica mentre l’altra ha il motore spento, in un attimo si scaricherà anche la batteria funzionante, richiedendo l’intervento di una terza automobile. Meglio evitare. Altro suggerimento banale: cambio in folle e freno a mano tirato su entrambe le auto, non si sa mai. Dopo aver avviato il motore dell’auto dalla batteria funzionante, attendere qualche secondo e procedere all’avviamento dell’auto dalla batteria scarica. Se non si avvia subito, non si deve insistere. E’ meglio attendere qualche minuto e riprovare. Se il motore si avvia, attendere circa un minuto prima di scollegare i cavi, per dare il tempo alla batteria “cattiva” di acquisire un minimo di carica. Ora si potranno disconnettere i cavi, cominciando dal nero.

    E’ importante in questa fase non spegnere mai il motore, perché serve tempo. Il motore genera l’energia elettrica (trasferendola dal carburante attraverso la combustione), l’alternatore ne preleva una parte e la trasferisce alla batteria, che si ricarica. Poiché siamo in una situazione di carica critica, ci vuole almeno una mezz’oretta di funzionamento continuo. Se si spegnesse il motore troppo presto, probabilmente ci si ritroverebbe daccapo. E’ superfluo aggiungere che la prima sosta dovrà essere ad un’officina o stazione di servizio, dove si potrà verificare lo stato della carica della batteria ed eventualmente procedere alla sua sostituzione.

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