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Come funziona l’auto ibrida plug-in: attacchiamo la spina

Come funziona l’auto ibrida plug-in: attacchiamo la spina
da in Auto Ibride, Meccanica automobilistica
Ultimo aggiornamento: Giovedì 24/03/2016 18:20

    ibrida plug in

    Le auto ibride plug-in stanno popolando il mercato sempre di più, non esclusivamente nelle fasce di prezzo superiori. Ma come funzionano questi veicoli? Perché sono diversi dalle altre auto ibride? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi? Cerchiamo di rispondere a queste domande.

    Un'auto ibrida plug-in funziona allo stesso modo di un'ibrida tradizionale. Cambiano principalmente le dimensioni di batterie e motore elettrico, la gestione elettronica e ovviamente l'esistenza di un sistema di ricarica esterno. Esistono tre tipi di funzionamento, tre filosofie se vogliamo. L'ibrido parallelo vede entrambi i motori utilizzati per la trazione, sullo stesso asse oppure su assi differenti; è utilizzato ad esempio da Volkswagen, Peugeot, Honda e General Motors. L'ibrido in serie usa il solo motore elettrico per la trazione, mentre il motore a combustione (abbreviato anche in ICE, Internal Combustion Engine) ha il solo compito di ricaricare la batteria; è il caso della BMW i3 con Range Extender. Il sistema più diffuso è quello in serie-parallelo che, come dice il nome, usa alternativamente uno degli altri due sistemi a seconda delle esigenze. Toyota, Ford e Mercedes-Benz sono tra i costruttori che se ne avvalgono. Un'altra particolarità dei sistemi ibridi, mutuata dai veicoli elettrici, è la possibilità di produrre energia elettrica recuperando e convertendo il calore delle frenate e delle altre decelerazioni. Questa energia viene usata per ricaricare le batterie (in alcune competizioni invece solitamente si sfrutta un volano magnetico, molto più leggero e prestazionale, è il caso del KERS della Formula 1).

    In un'auto ibrida plug-in il motore elettrico ha potenze più elevate e le batterie hanno una capacità maggiore. In questo modo, quando la vettura procede in modalità solo elettrica, si aumenta notevolmente l'autonomia oppure si hanno prestazioni migliori. Aumenta il peso dell'apparato elettrico, soprattutto per le batterie; tuttavia il carico del motore a combustione viene ridotto, perché non è più necessario che esso carichi completamente le batterie. Se ne possono quindi ridurre potenza, cilindrata e quindi peso. Infatti la ricarica completa delle batterie di un'ibrida plug-in è affidata alla rete elettrica esterna. L'auto è dotata di cavo e spina di alimentazione. Il collegamento può essere fatto alla normale rete domestica; in questo caso servono diverse ore per l'operazione, solitamente si sfrutta la notte. Esistono anche delle prese specifiche (wall box) che consentono una ricarica più veloce; per questo però si deve modificare l'impianto elettrico dell'edificio. Poi ci sono le famose e ancora abbastanza rare colonnine di ricarica, che operano molto più velocemente.

    L'ibrida plug-in ha una gestione più sofisticata dell'intero processo energetico. Richiedendo un impegno minore dal motore a combustione, diminuiscono sensibilmente i consumi di carburante e quindi anche le emissioni inquinanti di anidride carbonica. Permettendo un'autonomia molto più elevata, quest'auto in città ha gli stessi vantaggi di un'elettrica pura; in più può contare sul propulsore tradizionale quando si esce dai percorsi urbani; usando il motore a combustione quasi sempre solo fuori dalle città, anche il suo utilizzo è più efficiente, poiché i consumi sono maggiori nei centri urbani. Gli svantaggi risiedono principalmente nel settore batterie. Essendo più grandi costano di più; inoltre il peso complessivo della vettura aumenta sensibilmente. Per quanto riguarda la ricarica, il problema è lo stesso che affligge le auto elettriche. L'infrastruttura non è ancora sviluppata, le colonnine sono poche; inoltre la ricarica nei condomini solleva anche molti problemi "politici" (chi paga quell'energia? Il proprietario dell'auto o il condominio?). Tuttavia le auto ibride plug-in rappresentano oggi il miglior compromesso possibile per diminuire il consumo di petrolio e l'inquinamento atmosferico. Forse l'unica soluzione pratica.

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