Motor Show Bologna 2016

Come guidare in autostrada: consigli e cosa fare

Come guidare in autostrada: consigli e cosa fare
da in Autostrade, Consigli e Guide
Ultimo aggiornamento: Venerdì 14/08/2015 01:33

    guidare in autostrada

    Basta consigli, tutti sappiamo come guidare in autostrada. Davvero? Nel 2013 sulle autostrade italiane, secondo i dati elaborati dall’Istat, ci sono stati 9.265 incidenti che hanno causato 321 morti e 15.447 feriti. I numeri sono in calo negli ultimi anni, e le stime preliminari sul 2014 confermano questa tendenza. Ma restano sempre tanti morti e feriti. Quindi forse non è vero che tutti sappiamo cosa fare al volante su queste strade.

    I consigli sulla guida sono sempre qualcosa di critico e complesso da fornire in modo accurato. L’unico modo realmente efficace per imparare a controllare correttamente l’auto in ogni situazione è quello di spendere diverse centinaia di euro e frequentare un corso di guida. Perché solo dei piloti professionisti possiedono la competenza necessaria per spiegarci in modo accurato ciò che dobbiamo fare. Liberandoci la testa da idee errate, cattive abitudini e leggende più o meno mitologiche. In un mondo ideale queste cose dovrebbero insegnarcele alla scuola guida quando ci apprestiamo a conseguire la patente (tra l’altro i costi sono paurosamente simili, se non superiori), ma purtroppo per ora questi rimangono sogni. In un articolo come quello che state leggendo, gli unici consigli sensati devono riferirsi ai comportamenti più generali legati alla situazione di guida, tenendo conto che sulle autostrade esistono regole e circostanze completamente diverse da quelle relative alle altre strade. Elenchiamo dunque i consigli più comuni su come guidare in autostrada, raccolti dagli esperti del settore. In particolare, Autostrade per l’Italia, Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale), Fondazione Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici) e Aci. Molti di questi suggerimenti, se non tutti, possono sembrare estremamente banali. E’ sufficiente rileggere le statistiche sugli incidenti riportate in alto per dimostrare che proprio banali non sono. C’è sempre qualcuno che ne sa più di voi. Non il sottoscritto, per carità, ma le migliaia di professionisti delle organizzazioni sopra elencate, aggiungendo inoltre forze dell’ordine, personale di soccorso, istruttori e tecnici. Tutte persone la cui competenza è legata alla strada e che ogni giorno ne vedono di tutti i colori.

    Questo vale per qualsiasi tipo di strada ed è stato ripetuto fino alla nausea. Portare l’auto in officina (non all’ultimo momento) e controllare che tutto sia in efficienza, dalle gomme al tergicristalli. Se sono necessarie riparazioni troppo costose e non potete permettervele, usate i mezzi pubblici o restate a casa. In ospedale si sta ancora più scomodi e ci si annoia molto. Ancora peggio al cimitero. Le cinture di sicurezza posteriori: il fatto che i sedili posteriori siano sicuri è un’idiozia colossale. Se si va a sbattere ci si fa male anche dietro, e molto. Il 20% dei morti negli incidenti stradali è dovuto ai passeggeri sbalzati fuori dal veicolo perché non legati da cinture o seggiolini. In un urto ad 80 Km/h, velocità più che probabile in un tamponamento autostradale, una persona della massa di 65 Kg viene proiettata in avanti con la forza di 3 tonnellate. Il che danneggia anche i passeggeri dei sedili anteriori.

    Anche qui, se fosse così ovvio nessuno morirebbe. Ma il 30% degli incidenti gravi è causato da chi guida in stato di ebbrezza. Relativamente all’autostrada, poiché le velocità medie di marcia sono superiori a quelle delle altre strade, sono richiesti tempi di reazione molto più rapidi. E il primo effetto dell’ebbrezza è proprio il rallentamento dei tempi di reazione. Anche se si beve alcolici entro i limiti di legge, la nostra capacità è comunque diminuita. La cosa più intelligente da fare quindi è: non bere alcolici se si deve guidare. Sulle droghe poi non parliamone neanche: l’unica cosa “leggera” è la capacità di usare il cervello dopo essersi drogati (per la verità anche prima di farlo).

    Negli ultimi anni è aumentata notevolmente la superficie autostradale rivestita di asfalto drenante; un fondo capace di assorbire l’acqua molto più degli asfalti tradizionali. Lo vediamo tutti: è più scuro e sembra asciutto. Appunto, sembra. Il vantaggio principale dell’asfalto drenante è quello di consentire una visibilità di gran lunga migliore poiché, proprio perché assorbe molto l’acqua, i veicoli che ci precedono non ce la spruzzano addosso. Inoltre il rischio che si formino pozze, quindi anche quello di incorrere in fenomeni di aquaplaning, è ridottissimo. Si tratta di vantaggi enormi. Ma questo non significa che l’asfalto sia asciutto. Anche se è drenante, resta bagnato. Quindi è viscido come gli altri. Di conseguenza gli spazi di frenata sono lunghi allo stesso modo. Per cui, anche quando si percorre una corsia in asfalto drenante, si deve ridurre la velocità (il limite in autostrada con pioggia scende a 110 Km/h) ed aumentare la distanza di sicurezza.

    Si chiama “colpo” proprio perché agisce violentemente e all’improvviso. E non lo senti arrivare. E’ un’altra pericolosa falsa leggenda quella in cui si crede che, quando si è stanchi, si possa evitare il colpo di sonno usando la radio, bevendo acqua o parlando con i passeggeri. La stanchezza è una condizione psicofisica non controllabile. Quando supera un certo livello, il nostro cervello non è più in grado di tenerci svegli. E non ci può “avvisare” che sta per spegnere la luce. Lo fa e basta. E in quel momento siamo in pericolo mortale, noi e gli altri. Di notte il tasso di mortalità negli incidenti è 5 volte superiore rispetto al resto della giornata. In autostrada, proprio perché i viaggi sono lunghi, gli effetti della stanchezza diventano molto più pesanti. L’unico rimedio è fermarsi in un’area di servizio e riposarsi. Mai fermarsi lungo la corsia di emergenza o nelle piccole piazzole di sosta: è pericolosissimo, perché si può facilmente essere investiti.

    E’ raro che al giorno d’oggi circolino normalmente auto senza aria condizionata. In un viaggio lungo è indispensabile. “L’aria condizionata fa male”, frase senza senso se riferita allo spazio ridottissimo di un’automobile. Quando la temperatura sale troppo, si rischia il collasso, perché la pressione arteriosa cala più del tollerabile a causa dell’allargamento eccessivo dei vasi sanguigni provocato dal caldo. Punto e basta. Certo, non si deve esagerare col freddo. Per questo e anche altri motivi, è sconsigliabile mettersi in marcia nelle ore più calde della giornata. Tra l’altro, anche i veicoli soffrono il caldo eccessivo; potrebbero verificarsi guasti, se la manutenzione è stata trascurata.

    Lasciate in pace lo smartphone. E’ già una distrazione immane telefonare durante la guida. Come se questo non bastasse, negli ultimi anni è scoppiata la mania dei messaggi, e i social network hanno solo peggiorato la situazione. Ma cosa avete da dire di così urgente e importante che non può mai aspettare? Tutti capi di Stato alle prese con una crisi internazionale? Allora cedete il volante ai vostri passeggeri o fermatevi. Diamo un po’ di numeri: usare uno smartphone mentre si guida raddoppia i tempi di reazione. Significa che avete bisogno di un tempo doppio per accorgervi di quello che succede. A 100 Km/h in 1 secondo si percorrono 28 metri. A 110 Km/h chi usa il cellulare in mano percorre 14 metri in più per fermarsi, rispetto a chi non lo usa. La differenza tra un semplice spavento e un incidente.

    Accade sempre meno, ma quando ci troviamo di fronte ad un lungo tratto sgombro e dritto, ci viene voglia di premere a fondo l’acceleratore e sfogarci (sottoscritto incluso), soprattutto se disponiamo di un’auto potente. In autostrada poi sembrerebbero esserci le condizioni ideali: niente incroci, spartitraffico in cemento, tre corsie. Purtroppo ciò che sembra quasi mai corrisponde alla realtà. A parte il fatto che quando ci accorgiamo della pattuglia mentre andiamo forte è già troppo tardi per evitare la multa. La cosa veramente importante è che quando viaggiamo a velocità molto elevate il tempo per evitare gli imprevisti si riduce in maniera enorme. Inoltre, non siamo soli. Se in corsia centrale un veicolo che procede a 120 Km/h si butta dentro all’improvviso per superare (è la norma, la freccia e gli specchietti sono fuori moda) e noi magari stiamo viaggiando a 200 Km/h, diventiamo tutti candidati ad entrare in una notizia di cronaca nera. Ammesso di avere i riflessi di Vettel o Hamilton (e non li abbiamo), una frenata violenta ad altissima velocità è sempre una puntata alla roulette: tutto il peso del veicolo si trasferisce in avanti; maggiore è la velocità, maggiore sarà lo spazio necessario per fermarsi. Se poi abbiamo la vettura carica di persone e bagagli, ancora peggio. Anche le migliori elettroniche o meccaniche del mondo devono rispettare le leggi fisiche. Quindi tutto può succedere, quasi mai qualcosa di buono. Le statistiche ci dicono che il 70% degli incidenti mortali avviene nei tratti autostradali rettilinei; e l’eccesso di velocità è la prima causa di morte in un incidente, pari al 50% dei casi. Inoltre le autostrade meno trafficate hanno tassi di mortalità superiori alla media. L’unica cosa da fare è: resistere alla tentazione e non andare troppo velocemente. Difficile e noioso, lo sappiamo. Però ci fa tornare a casa vivi.

    1729

    Motor Show Bologna 2016

    ARTICOLI CORRELATI