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Come ricaricare climatizzatore auto: consigli e come fare

Come ricaricare climatizzatore auto: consigli e come fare
da in Consigli e Guide, Manutenzione Auto
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 12/08/2015 23:49

    climatizzatore

    Parliamoci chiaro: sapere come ricaricare il climatizzatore dell’auto in modo corretto richiede competenza professionale specifica, come la quasi totalità delle operazioni di manutenzione in un’auto moderna. Si può anche fare da soli; ma quanti di noi hanno la necessaria abilità, pazienza e gli strumenti per eseguire il lavoro senza combinare disastri? Cosa ci vorrà mai, dirà qualcuno? Tutti meccanici? Avete provato a sostituire una lampadina di recente? Montare la ruota di scorta? E vogliamo parlare di chi alla stazione di servizio preferisce spendere di più scegliendo il rifornimento servito, perchè si trova in difficoltà anche in questa operazioncina? L’automobile è un oggetto estremamente complesso, il cui uso coinvolge aspetti critici della vita delle persone; metterci sopra le mani senza essere qualificati significa compromettere la sicurezza e, nel caso del climatizzatore, anche la salute di chi la utilizza. Immaginate di restare intrappolati in una lunghissima coda in autostrada, sotto il sole, e il climatizzatore si guasta; magari avete a bordo anziani o bambini; facile indovinare cosa potrebbe accadere. Detto questo, alcune componenti dell’impianto di climatizzazione sono soggette a normale usura col passare del tempo, allo stesso modo degli altri organi dell’auto. Vediamo quali sono i comportamenti più saggi da osservare, secondo gli operatori del settore. In generale, quando avvertiamo cattivi odori provenire dalle bocchette di areazione oppure la temperatura interna fatica ad abbassarsi anche dopo molto tempo, è segno che qualcosa non funziona bene nell’impianto. E’ bene quindi recarsi in officina al più presto.

    Si tratta di un semplice test, attraverso appositi strumenti, del corretto funzionamento di tutte le componenti dell’impianto; si misurano temperatura del gas e peso del fluido refrigerante, oltre a controllare lo stato del filtro dell’abitacolo. E’ un’operazione abbastanza rapida ed economica, il cui costo si aggira intorno ai dieci euro. E’ consigliato farlo ogni anno. Per quanto riguarda i cattivi odori, di solito sono causati da muffe e batteri che si formano in inverno nel circuito di areazione a causa dell’umidità, se il condizionatore non viene usato per lungo tempo. Il trattamento antibatterico ha anch’esso un costo di circa dieci euro.

    Chiamato anche filtro antipolline, è ormai presente su tutte le vetture da diversi anni. Non fa tecnicamente parte dell’impianto di condizionamento, ma influisce sul rendimento di quest’ultimo. Se è intasato, entrerà meno aria nell’abitacolo, quindi il raffreddamento sarà meno efficace. Di solito questo filtro si sostituisce in occasione del tagliando di manutenzione ordinaria. Comunque va cambiato ogni 15 o 20.000 Km. Anche qui la spesa per un filtro normale è ridotta, nei dintorni dei dieci euro.

    Dal 1994 si usa il fluido (quello che chiamiamo gas, ma in realtà il suo stato varia in continuazione durante il funzionamento) refrigerante denominato R134a; l’R12 usato fino ad allora è stato vietato nell’Ue dal 2001 perché inquinante. Quando si trova in stato gassoso, esso tende ad evaporare. Si stima una dispersione del 20% ogni anno. Quindi è consigliabile procedere ad una ricarica ogni due anni. Ciò comporta mediamente una spesa di circa 50 euro.

    Questo filtro è una componente fondamentale dell’impianto. La sua funzione è bloccare tutte le impurità e l’umidità nel circuito prima che queste possano entrare insieme al fluido nella valvola di espansione (in cui il fluido subisce una consistente riduzione di pressione e temperatura). Gli addetti ai lavori consigliano di sostituire questo filtro ogni due anni o 60.000 Km. E’ importante sottolineare che per sostituire questo filtro è necessario scaricare l’impianto; quindi si deve procedere ad una nuova ricarica del fluido. Di conseguenza è logico fare le due cose insieme. Il solo filtro costa una trentina di euro.

    Tutte queste operazioni di manutenzione servono proprio ad evitare che si guastino gli organi principali dell’impianto di climatizzazione (compressore, condensatore, ventilatore, valvola di espansione, evaporatore). Se tutto va bene, questi dovrebbero durare quanto l’intera vita dell’auto. Ma se si rompe qualcosa, preparatevi a spendere centinaia di euro. Se non peggio. Prevenire è senz’altro meglio che curare.

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