Concessionari auto: tre su dieci cambierebbe mestiere!

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    Curiosa e persino inaspettata la notizia che indicherebbe che tre concessionari di auto su dieci potendolo fare, “butterebbe alle ortiche” la propria attività dedicandosi ad altro.

    Una scelta dura per uno di quei “mestieri” che in passato è stato da molti invidiato e non solo, che ha rappresentato fra le attività commerciali, il fiore all’occhiello delle attività imprenditoriali.

    Ma sarebbe la crisi economica ad indurre questi operatori commerciali a gettare la spugna visto il carico di incertezze future e una speranza prossima ventura di un periodo rigoglioso che non vuol proprio palesarsi.

    D’altro canto c’è poco da fare, nella sola Italia un PIL che stenta a crescere e che si assesta allo zero e di fatto rallenta in maniera sensibile le vendite di auto, visto che di quello stiamo parlando, già una crescita del Prodotto Interno Lordo soltanto del 20% alzerebbe la quota e la speranza di venditori e produttori di automobili. E questa situazione economica italiana si palesa da anni, almeno questi sono gli ultimi dati quelli riferiti all’ultimo anno che ha visto utili medi netti del fatturato delle concessionarie cresciuti dello 0,2% e con questi margini se protratti negli anni non si va da nessuna parte.

    Ecco perché da un recente sondaggio è emerso che chiedendo ai concessionari se dovessero ricominciare la propria vita professionale da capo, il 30% degli intervistati ha risposto che abbandonerebbe di fatto l’attività.

    Di contro, estendendo le domande e chiedendo a questi imprenditori se ricomincerebbero con lo stesso mandato della Casa Madre, il 24% dichiara di restare fedele allo stesso marchio automobilistico, il 31% lo cambierebbe con un altro, l’11% non sa rispondere ed il 34%, appunto, si deciderebbe a cambiare mestiere.

    Fa riflettere però la notizia che, se dal punto di vista dell’economia globale europea le prospettive nel breve periodo non sono per nulla rosee, la Germania, ad esempio, proprio ieri, 13 agosto, ha “bruciato” 150 miliardi di euro in Borsa, prospettive meno nere potrebbero però palesarsi da qui ai prossimi due anni, se si riesce a superare il periodo di recessione che attanaglia di fatto l’intera economia e questo parrebbe essere una prospettiva non lontanissima da venire; da quel momento, però, una nuova figura di concessionario d’auto potrebbe risorgere, quella che è riuscita a mettere ancor di più al centro il cliente come nucleo centrale di tutta l’organizzazione, fatto che, per la verità è già accaduto e sta accadendo con molti imprenditori anche adesso.

    Tuttavia negli anni a venire questa esigenza diventerà ancor più prioritaria ed in questo scenario si inserisce il nuovo ruolo che assume in tutto il contesto il credito al consumo che di fatto, mai come adesso, sta alla base dell’intera vendita di un’auto e che incide in tutta la redditività dell’attività di vendita di automobili in ragione del 16% e non è certo cosa di poco conto!