Motor Show Bologna 2016

Consumare meno e meglio: il futuro elettrico dell’auto

Consumare meno e meglio: il futuro elettrico dell’auto
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    Consumare meno e meglio: il futuro elettrico dell’auto

    Consumare meno, produrre il fabbisogno energetico in modo sempre più innovativo ed ecocompatibile. L’efficienza è diventato il paradigma dell’industria automobilistica, da raggiungere con prodotti sempre più attenti ai consumi, all’ambiente e al nuovo modo di fruizione da parte di una clientela le cui abitudini sono in evoluzione. Il futuro guarda all’elettrico, frontiera alla quale lavorano i grandi player dell’industria, realizzando una connessione tra settori che sarà cruciale per la rapida espansione e il successo di quella che può intendersi come una conversione della mobilità. Quale sia il punto di contatto tra industria automobilistica e settore energetico è evidente guardando proprio alle possibilità offerte dai veicoli elettrici: non solo mezzi di trasporto, ma essi stessi centrali energetiche viaggianti.

    Le prospettive sono quelle di un’interfaccia vehicle-to-grid, uno scambio bi-direzionale tra automobile e rete elettrica: per ricaricare le batterie del veicolo e per cedere la stessa energia se necessario. Un connubio che sarà sempre più stretto in futuro e già oggi vede cooperare Enel e altre case. Altro tema chiave nella mobilità del futuro, il concetto di condivisione: dell’auto e di altri mezzi, che si integrino sempre più con le smart cities. Lo scenario sembra non essere poi troppo distante da quello che si registra nel settore energetico, dove il progetto Futur-E di Enel va ad attuare una riconversione di 22 centrali elettriche inquinanti in un quadro che vede la produzione di energia elettrica in Italia modificarsi sostanzialmente. Si affacciano nuovi modi di produrre e utilizzare l’energia elettrica, uno di questi arriverà anche dall’evoluzione delle auto elettriche, come già detto.

    I dati dicono come esista una sovraccapacità produttiva di energia elettrica, frutto di consumi inferiori e di un’efficienza maggiore. Cosa fare, quindi, degli impianti vetusti e inquinanti? Un importante piano di riconversione, che per ciascuna delle 22 centrali elettriche italiane di Enel vedrà svilupparsi un progetto condiviso con il territorio. Strutture e spazi da reinterpretare. Una visione nuova che, ancora una volta, si lega al mondo automotive. Mobilità elettrica significa dover espandere la rete di postazioni di ricarica, uno dei punti cruciali (e deboli, oggi) in Italia: un piano da 20 mila nuove colonnine è destinato a vedere la luce, in un contesto europeo di altri Paesi impegnati in maniera decisa sulla riduzione delle emissioni inquinanti, la crescita della quota di mobilità a zero impatto ambientale, la diffusione di servizi di car sharing sempre più articolati e le prospettive di una limitazione sempre più forte sulla circolazione di veicoli ad alimentazione tradizionale. La Germania ha strutturato un piano di incentivi all’acquisto di auto elettriche pure e ibride, i costruttori, dal canto loro, si indirizzano verso l’elettrico, “obbligati” da quelle che saranno norme europee sul rispetto delle emissioni inquinanti di Co2 molto più stringenti dal 2020, tali da rendere necessaria l’offerta di auto “zero emission vehicle”.

    Il mantra dei prossimi anni sarà la sostenibilità come energia del futuro, trasversale a più settori.

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