Storia delle targhe auto, seconda parte

Storia delle targhe auto, seconda parte

Interessante excursus su un cammino negli anni di questo importantissimo accessorio dell'auto e non solo!

da in Mondo auto
Ultimo aggiornamento:

    TARGA

    Continuando il discorso sulla storia delle targhe intrapreso qualche tempo fa, forse non tutti sanno che all’inizio del secolo e fino al 1945, anche le biciclette avevano la targa che oltre ad identificarle serviva ad attestare il pagamento di una sorta di tassa denominata “contribuzione manutenzione stradale”.

    Con l’istituzione del bollo auto, siamo sempre all’inizio del secolo, l’attestazione di pagamento era costituita da una sorta di placca metallica da esporre visibilmente all’interno dell’auto. Per tornare alle targhe automobilistiche, la possibilità di prevedere cinque numeri continuò fino agli anni sessanta, dopodicchè, affinché il numero di cifre numeriche fossero sempre almeno quattro o sei, si istituirono gli zeri anteposti ai numeri di targa veri e propri, così come, sostituito il metallo con materiale per le targhe, agli inizi degli anni sessanta, queste furono sostituite con la plastica dura.

    Quando si superò nelle diverse città d’Italia il milione di auto immatricolate, si antepose ai numeri una lettera alfabetica partendo dalla A, escluse le lettere C, I, J, O e Q, per evitare di confonderle con i numeri. Successivamente le lettere furono fatte avanzare al crescere dell’immatricolazioni fino a ritrovarle in ultimo nella targa stessa e questo fino alla vera e propria rivoluzione che trasformò le targhe italiane anche se c’è da dire che una prima rivoluzione c’era già stata con il cambiamento dei colori, siamo nel 1976 e la sigla della provincia di appartenenza assume la tonalità arancione, anzicchè bianca come era stata fino in quel momento.

    Dopo circa 10 anni, altra minirivoluzione, cambiano ancora i colori dei numeri e delle sigle, adesso neri su targa riflettente bianca di metallo che le rende di gran lunga più visibile.

    Nello stesso periodo cambia anche il formato della targa anteriore, più grande e con la sigla della provincia di appartenenza che precede i numeri.

    Si dovrà arrivare al 1994 per assistere alla trasformazione vera e propria delle targhe automobilistiche, da dove non sarà più visibile la sigla della provincia di appartenenza, quanto un sistema alfanumerico che inizia con “ AA000AA” e riguarda tutte le auto immatricolate in Italia. Anche in questo caso, non verranno utilizzate lettere quali la I, la O, la Q e la U che potrebbero confondersi, i fuoristrada si avvalgono di targhe di dimensioni diverse e meno rettangolari con numerazione che parte da “ZA 000 AA” fino a “ZZ 999 ZZ”.

    Dopo circa 5 anni da questa vera e propria rivoluzione in ambito alle targhe dell’auto, il sistema si perfeziona e prevede, dal 1999, lo stesso sistema di numerazione alfanumerico ma, all’interno della cornice della targa ritroviamo sigle e numeri, sempre neri su fondo bianco in metallo riflettente, agli estremi due rettangoli azzurri, uno per lato, con a sinistra la sigla europea e dell’Italia cui seguono le prime due lettere e l’effige della Repubblica Italiana, mentre all’estremità destra ritroviamo un altro rettangolo azzurro con due numeri che identificano l’anno di immatricolazione e sotto, la sigla della provincia di appartenenza.

    Un lungo percorso quello delle targhe iniziato circa un secolo fa e che ha seguito l’evoluzione delle auto evolvendosi con esse, in un processo sicuramente destinato a mutare negli anni, via,via che il processo di trasformazione proceda verso soluzioni sempre più valide ed opportune.

    574

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Mondo auto
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI