Corte di Cassazione: tagliare la strada è reato di violenza privata

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    La Cassazione, nella foto un'aula di una Sezione, ha sentenziato che tagliare la strada equivale al reato di violenza privata

    Chi usa l?auto come una sorta di appendice delle proprie frustrazioni e strumento per infliggere agli altri sopraffazione e minacce è avvisato, il fatto costituisce reato.

    Lo stabilisce, fra l?altro, la Corte di Cassazione che, con Sentenza 42276 della quinta Sezione Penale ha condannato un automobilista, prepotente, a 15 giorni di reclusione e 500 euro di ammenda per il reato di violenza privata per avere adottato una condotta di guida arrogante e incivile, tagliando più volte la strada ad altro conducente costringendolo a brusche frenate indotte dall?imputato, deliberatamente, cosicché, la Cassazione nella Sentenza ha così decretato: ”la condotta del conducente di autoveicolo, il quale compia deliberatamente manovre insidiose al fine di interferire con la condotta di guida di altro utente della strada, realizzando così una privazione della libertà di determinazione e di azione della persona offesa, commette reato di violenza privata?.

    Alla violenza privata si e? aggiunta la condanna per ingiurie, per aver fatto, l?automobilista incriminato, anche un gestaccio con il dito medio della mano all’altro automobilista.

    Dunque, in sintesi, questi i fatti: il denunciante ”stava compiendo manovra di sorpasso e sopraggiungeva la Porsche che lampeggiava per ottenere strada”. ”Rientrava a destra – si legge ancora nella sentenza – e la Porsche lo superava e rientrava anch’essa bruscamente, tagliandogli la strada e frenando repentinamente, così da costringerlo a frenata di emergenza per evitare il tamponamento”. A questo punto la Porsche viaggiava ”alla modesta velocità di 50-60 chilometri orari e l’altro automobilista decideva di sorpassarla ma iniziata la manovra, la Porsche riaccelerava e si riportava sulla corsia di sorpasso, tagliandogli di nuovo la strada e costringendolo ancora a brusca frenata e al rientro a destra”. A quel punto l’altro automobilista suonava il clacson e a questo punto il guidatore della Porsche alzava il dito medio, cominciando a zigzagare in tutte le corsie per parecchi chilometri.

    Forse un comportamento del genere avrebbe meritato persino una condanna più aspra da parte della Magistratura, se solo si pensi a quale rischio, lo sconsiderato automobilista della Porsche, ha sottoposto l?altro conducente, tuttavia, per lo meno, un segnale chiaro la Magistratura l?ha dato, volto a tutti quegli imbecilli che ritengono la strada un proprio spazio, subordinato ai propri infantili capricci da ebeti.