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Crisi auto: come reagisce l’automobilista in Italia

Crisi auto: come reagisce l’automobilista in Italia

Secondo il Rapporto dell'Aci sulle abitudini degli italiani al volante, le preferenze degli automobilisti nostrani sono cambiate

da in Aci, Mercato Auto, Mondo auto, Sicurezza Stradale
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    Crisi auto Italia

    Che la crisi pesasse sul mercato dell’auto in Italia non era una novità.  La notizia è invece l’evoluzione delle preferenze degli italiani. Secondo il Rapporto Automobile 2009 “Da una congiuntura costrittiva a una mobilità eco-compatibile”, redatto dall’Aci in cooperazione con Censis Servizi , gli italiani usano meno l’auto nella misura di 600 chilometri l’anno e “sognano” di cambiare il proprio mezzo con un altro più moderno, più economico nei consumi e magari elettrico.

    Perché non lo fanno?  
    Gli incentivi non bastano, la crisi dell’auto pesa sull’Italia e sugli italiani più di quanto si era riusciti a prevedere. Innanzitutto, si aggrava il corollario di spese legate alla gestione del mezzo; basti pensare ai costi del parcheggio, cresciuti del 50% e a quelli dei verbali, lievitati del 57%. Il disagio, infatti, sembra aver influito anche sulla disciplina al volante, facendo registrare un aumento delle infrazioni soprattutto nei giovani. Gli abusi preferiti dagli italiani sono inosservanza del divieto di sosta, eccesso di velocità, sosta in doppia fila e mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. La maggioranza degli intervistati chiede il carcere per chi provoca incidenti sotto abuso di alcolici o stupefacenti ma nessuno si dichiara preoccupato per il proprio comportamento alla guida. 

    Il sondaggio disegna anche i connotati dell’auto ideale: straniera, super-ecologica, poco esigente nei consumi.

    Insomma, la crisi dell’auto in Italia costringe a ripensare la funzione del mezzo, sia gli automobilisti che le case costruttrici. Ma mentre gli uomini aspirano a una grossa berlina o addirittura a un SUV, rigorosamente nuova, le donne si concentrano sulle auto di piccole dimensioni, citycar anche di seconda mano. Per tutti invece, scema l’interesse per gli apparecchi iper-tecnologici.

    Ma dopotutto, in tempo di guerra l’ultima cosa a cui si pensa è il superfluo.

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