Crisi dell’auto: i colossi americani alla catastrofe!

Crisi dell’auto: i colossi americani alla catastrofe!

Niente aiuti all'auto da parte del Senato Usa e la crisi dei tre colossi dell'automobile, Chrysler, Ford e General Motors si fa gravissima con il rischio di tracollo e perdita di ben sette milioni di posti di lavoro

da in Mercato Auto, Mondo auto
Ultimo aggiornamento:

    Crisi auto

    Ci avevamo sperato, il piano salva-auto di George Bush e dello stesso neo presidente Obama, volto ad assicurare quella boccata di ossigeno ai colossi dell’auto stretti da una crisi mortale, è fallito, visti i voti contrari che i repubblicani hanno espresso in Senato contro l’iniziativa.

    Ad essere seriamente preoccupati di questa decisione, a parte i diretti responsabili delle aziende automobilistiche che potrebbero addirittura chiudere i battenti, i tanti lavoratori che di fronte a questa prospettiva perderebbero in massa i propri posti di lavoro e a questi rimane l’ultima tenue speranza destinata alla eventuale decisione del ministro del Tesoro che potrebbe dirottare i 700 milioni di dollari destinati alle banche verso l’industria automobilistica.

    Una procedura che, al di là delle apparenze, potrebbe convenire pure alle banche che altrimenti, tracollerebbero dietro gli stessi marchi chiamati causa se questi fallissero. Ma quest’ultima possibilità potrebbe anche essere l’ultima ratio di una vicenda che si complica di giorno in giorno e che palesa seriamente la crisi dell’auto nel mondo. Una cosa è certa, marchi che sono l’emblema del capitalismo come General Motors, Ford e Chrysler in assenza di provvidenze governative potrebbero drammaticamente crollare su se stesse, la prima, appunto General Motors, potrebbe naufragare, priva di aiuti, entro questo mese e ciò significa far crollare tutte le Case automobilistiche collegate.

    Ciò che si profilerebbe sarebbe un disastro a tutti i livelli, quantizzato nel solo settore automobilistico dei tre marchi, senza considerare l’indotto, in qualcosa come 7 milioni di posti di lavoro in meno nel mondo; una catastrofe cui non si puo’ restare indifferenti, neanche da parte di quei Governi che hanno sempre adottato la loro politica liberista che li ha da sempre contraddistinti.

    Intanto le Case in questione non si fanno trovare impreparate e c’è chi, come General Motors, si appresta a celebrare il suo “funerale” in vista della bancarotta e successiva amministrazione controllata con la nomina di legali, banchieri e commissari per portare a termine la procedura.

    Non mancano le ipotesi diverse, come quelle che ventilano la peggiore delle prospettive come un tentativo di fare pressione sul Governo per far stanziare la somma richiesta e necessaria come linfa per sanare la situazione e, ancora a “bocce ferme”, c’è chi spera ancora nel “miracolo” di un salvataggio in extremis e noi, tanto lontani dalla grande potenza USA, dobbiamo solo sperare che questi marchi si salvino, altrimenti…. poveri noi!

    471

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Mercato AutoMondo auto
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI