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Dacia Sandero: low cost ma non nella sostanza

Dacia Sandero: low cost ma non nella sostanza

Dacia Sandero: low cost ma non nella sostanza

da in Dacia, Dacia Logan, Dacia Sandero
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    C’è poco da fare, se il futuro a quattro ruote, visto tutto quanto si agita attorno al mondo capitalistico che mai come adesso vive i segni di una crisi profonda, è low cost, con Dacia Sandero avremo la migliore espressione dell’auto economica ma perfettamente in linea con quanto di meglio si aspetta il mercato anche occidentale da un’auto moderna.

    Del resto che già la Logan, che piaccia o meno, sia stata in grado di imprimere una sterzata verso questo tipo di vetture, estesa a vetture multispazio, anch’esse economiche come accaduto con la MCV di recente commercializzazione, il passo successivo verso il completamento di quella gamma di vetture nella cui essenza vi sia il concetto di low cost si avrà proprio con Sandero che senza stravolgere l’idea di un’auto, necessariamente pervasa da forme e concetti futuristici ad oltranza, ci porta sul mercato una vettura piacevole dal punto di vista estetico e ricca di contenuti.

    Del resto, la robustezza, l’affidabilità e la durata sono i primi cardini che permeano la vettura anche se solo consideriamo che la Sandero proviene come le altre dai Paesi dell’Est europeo con una mentalità costruttiva un po’ differente dalla nostra cui finiremo per abituarci continuando con questa situazione economica che ci riguarda tanto, tanto da vicino.

    Il design è tuttavia molto occidentalizzato e, dunque, piacerà ai nostri palati e le dimensioni sono interessanti, quattro metri di lunghezza e non sono pochi, caratterizzati dallo spazio interno che non è da meno, sufficientemente comodo pur non ritrovando nell’abitacolo elementi stravolgenti in grado di farci perdere la testa! Bisogna tuttavia riconoscere al costruttore di aver operato al meglio anche nella scelta dei materiali e delle tonalità sia interne che esterne, così come, le stesse portiere facilitano l’accesso a bordo grazie all’angolo di apertura molto ampio e questo è un segno di modernità. Peccato che si finisce con il restare ingannati dall’impressione che si riceve dall’esterno immaginando un bagagliaio adeguato, appena 320 litri di piano di carico che non sono il massimo anche in auto di questo segmento.

    La Sandero riprende lo schema di massima che è di Logan, stessa cosa dicasi per le sospensioni, che sollevano però la vettura dal suolo di 155 mm. fatto che, almeno in questo, rende la vettura più duttile nell’affrontare terreni accidentati e aspri.

    Per quanto attiene alle motorizzazioni anche qua ci rifacciamo alla Logan che sfrutta la tecnologia di Renault e che nello specifico si avvale di motori a benzina di 1.400 cc di cilindrata in grado di erogare una potenza di 75 cavalli, oltre ad un 1.600 cc. da 90 cavalli di potenza, per i diesel, ricordiamo il 1.500 turbodiesel da 70 e 85 cavalli.

    Vedremo la Sandero il prossimo settembre , ci sarebbe piaciuto conoscere nel dettaglio i prezzi, ma la Casa costruttrice non si “sbottona” in tal senso, peccato, sappiamo però che, come le altre low cost, il costo della Sandero sarà contenuto al massimo.

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