Daihatsu Esse, la logica del tre cilindri

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    Daihatsu Esse, la logica del tre cilindri

    In principio fu la Mini a dotarsi, per prima, del motore Daihatsu, ma non la Mini che vediamo circolare nelle strade ai giorni nostri, quanto invece la Innocenti Mini 90, dagli anni ottanta in poi. Un tre cilindri, che tanto sconvolse e che montava il famoso motore giapponese. Oggi parliamo ancora di un tre cilindri di 660 cc che la Casa nipponica monta per la sua Esse il cui nome starebbe a significare, letteralmente, ecologico, facile, semplice, astuto. Un po’ come si pensava venticinque anni fa, quando l’ adozione di un simile propulsore a tre cilindri colpì proprio per queste qualità, col metro di allora, sia chiaro.

    Se tanto riuscita, dunque, appare la motorizzazione della Esse, ancor più centrato sembra l’ obiettivo di aver costruito un’ auto che al Motor Show di Bologna, dove è esposta, incuriosisce, affascina, intriga. Il motivo di tanto riguardo per questa microcar è ancora una volta da ricercarsi nelle qualità della motorizzazione senza dimenticare il confort, le dimensioni e gli utilizzi di questa vetturetta che, priva di ingombri esterni, soddisfa i “ palati “ più difficili in fatto di comodità e piacere di guida.

    ESSE, è brillante quanto basta per uscire da situazioni pericolose, come l’ ultimazione di un sorpasso difficile, oppure liberare un incrocio trafficato. Ma il piacere di quest’ auto è anche la guida facile e rilassante, perché ESSE, è duttile nei parcheggi, capace di basse emissioni inquinanti e dai consumi ridottissimi.

    Le forme sono di tipo trapezoidale, non è detto che debba piacere, i maligni mormorano di rivedere in quest’ auto la produzione europea anni settanta. Ma non è così e del resto la logica dei designer attuali, anche quando non è dettata da personalissime intuizioni stilistiche, per giungere a questi traguardi evolutivi hanno concentrato gli sforzi anche sul piano delle forme. Proprio per questo, non si può considerare la piccola Daihatsu una rivisitazione storica di vecchi modelli del passato, ma una vettura moderna che se proprio vogliamo , al massimo, può rappresentare una tenue trasposizione stilistica dei veicoli di un tempo.

    Per il resto, con le sue grandi superfici vetrate, l’ assenza di ostacoli alla visibilità nei punti ciechi dell’ auto, ESSE, si colloca fra le migliori proposte nel traffico urbano. Anche la qualità degli interni e la dotazione fornita in fatto di strumentazione sono apprezzabili per la nicchia di mercato occupata da quest’ auto. In ultimo, un’ occhiata ai colori, la scelta della microcar giapponese è tutta orientata verso quelle tonalità, medio-forti, a pastello con richiami evidenti alla natura, stessi colori, abbinati con l’ abitacolo e la carrozzeria, in un tutt’ uno di sicuro effetto visivo.