Dieselgate, Fca sotto accusa: falsati dati sulle emissioni

Dieselgate, Fca sotto accusa: falsati dati sulle emissioni
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    Dieselgate, Fca sotto accusa: falsati dati sulle emissioni

    Il caso dieselgate Volkswagen ha fatto scoppiare polemiche su molti fronti, oltre a diverse manovre da parte dell’antitrust ma soprattutto dalla società che difende i diritti dei consumatori statunitensi (decisamente più tutelati rispetto a quelli europei). Ebbene, le Authority statunitensi hanno continuato a testare le emissioni dei veicoli di praticamente tutti i grandi Costruttori, per verificare che non ricorressero a stratagemmi simili a quelli attuati dal gruppo teutonico. L’ultima ad essere colpita dalla manovra “anti emissioni truccate” è FCA, ora sotto accusa ed al centro dei riflettori.

    Il Gruppo Fiat-Chrysler potrebbe rischiare una multa pari a 4.6 miliardi di dollari per aver violato alcuni punti del Clear Air Act (le norme statunitensi sulle emissioni) su circa 104.000 veicoli. Non appena si è diffusa la notizia, i titoli in borsa di FCA hanno perso il -11.8% a Wall Street, mentre a Milano sono stati congelati per poi precipitare anche là.
    Per nulla rosea quindi la situazione per il gruppo guidato da Sergio Marchionne e la cosa si è inasprita dopo la nota dell’Epa dove viene sottolineato il rischio di incappare in sanzioni civili.
    Stando allo studio effettuato dalle Autorithy a stelle e strisce, sulle Jeep Grand Cherokee ed i Dodge Ram con motore 3.0 a gasolio prodotti dal 2014 al 2016, sarebbe stato installato “sotto coperta” un software per falsare i dati sulle emissioni in fase di omologazione.

    La multa potrebbe essere pari fino a 44.539 dollari per veicolo“, ha poi aggiunto l’Epa, che ha poi aggiunto – “FCA ha schivato le regole ed è stata scoperta“.
    Infatti installare un software che agisce sulle emissioni di un veicolo, senza comunicarne la presenza, è una violazione della legge che tutte le Case automobilistiche devono rispettare.
    Ancora una volta una casa automobilistica ha assunto una decisione per schivare le regole ed è stata scoperta“. Dopo il caso Volkswagen, l’Agenzia e le autorità della California si erano impegnate ad intensificare i test sulle emissioni, e questo è il risultato.

    Sergio Marchionne scandalo dieselgate fiat sotto accusa emissioni diesel

    Marchionne però corre alle difese e fa sapere che intende collaborare con le autorità statunitensi e l’amministrazione Trump, anche se afferma che le emissioni non sono mai state violate. In particolare, l’AD di FCA ha dichiarato di essersi infastidito per il modo in cui è stata diffusa la notizia. “Dialoghiamo con l’Epa da più di un anno” dice Marchionne, che poi aggiunge: ” Non c’è nulla in comune fra il caso Volkswagen e quello FCA“.

    L’ex gruppo torinese era stato infatti avvertito mercoledì direttamente dalle autorità americane che sarebbe arrivata una notizia che lo riguardava, ma solamente nella mattinata di giovedì alle 8.00 locali ha capito esattamente di cosa si trattava. La divisione US di FCA spera “fortemente di poter avere quanto prima la possibilità di incontrare l’enforcement division dell’Epa e rappresentanti della nuova amministrazione, per dimostrare che le strategie di controllo di Fca sono giustificate e pertanto non costituiscono ‘defeat devices’ in base alla normativa applicabile e risolvere prontamente la questione“.
    L’AD Sergio Marchionne ha poi concluso dichiarando: “Per quanto conosco questa società, posso dire che nessuno è così stupido da cercare di montare un software illegale“.

    (Che sia una frecciatina a quanto successo in Casa VW?).

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