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Dove costa meno la benzina al mondo: la classifica

Dove costa meno la benzina al mondo: la classifica
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 10/08/2015 11:50

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    Dove costa di meno la benzina al mondo? I dati parlano apparentemente chiaro: nei principali paesi produttori di petrolio. Tuttavia non siamo in presenza di situazioni correttamente comparabili. Il prezzo in queste nazioni è essenzialmente falsato. Nella quasi totalità dei casi la ricchezza derivata dai giacimenti petroliferi è rimasta concentrata nelle mani di chi detiene il potere politico e militare, senza che all’imponente afflusso di denaro sia corrisposto un parallelo sviluppo economico generale. Di conseguenza in quelle nazioni i carburanti costano pochissimo non solo perché c’è un’offerta elevata, ma soprattutto perché la domanda (gli automobilisti) è ridotta ai minimi termini. Infatti le vendite di automobili in quelle nazioni sono prevalentemente molto basse in rapporto alla popolazione; perché solo pochi privilegiati possono permettersele.

    Elenchiamo qui la classifica delle dieci nazioni in cui la benzina e il gasolio costano meno. I dati, elaborati da globalpetrolprices.com, sono riferiti alle quotazioni del 3 agosto 2015. Il prezzo medio mondiale in quella data era di 1,00 euro al litro per la benzina e di 0,87 euro al litro per il gasolio. Diamo un’occhiata anche ai casi particolari. Non si trovano nelle prime posizioni di questa classifica le tre grandi superpotenze mondiali, cioè Stati Uniti, Russia e Cina. La ragione è analoga: pur essendo tra i principali produttori globali di petrolio, le loro economie sono molto più sviluppate e la ricchezza meno concentrata in confronto alle nazioni che fanno parte dell’Opec e che guidano la classifica dei prezzi più bassi. E vanno sempre considerate anche le politiche fiscali, perché le imposte costituiscono sempre la componente principale del prezzo. Allo stesso modo, le sovvenzioni statali di alcuni paesi contribuiscono in larga parte a tenere il prezzo artificialmente basso. La Russia è al 18° posto per la benzina e al 22° per il gasolio (prezzi rispettivamente di 0,54 e 0,51 euro al litro). Gli Stati Uniti si trovano al 32° e 40° posto: la benzina costa 0,70 euro al litro e il gasolio 0,65. La Cina è ancora più in basso: 85° posto per la benzina e 92° per il diesel, prezzi rispettivi di 0,98 e 0,87 euro al litro. Dove invece costa di più? La Norvegia ha il prezzo della benzina più alto al mondo: 1,75 euro al litro. Mentre il record per il gasolio spetta al Regno Unito con 1,63 euro. E l’Italia? Il nostro Paese è uno dei più cari al mondo, sempre a causa delle imposte da vampiri che ci prosciugano senza pietà (e della scellerata politica energetica degli ultimi anni che ci ha reso quasi totalmente dipendenti dall’estero). In posizione numero 171 sia per la benzina che per il diesel; in altri termini, l’Italia è la sesta nazione più cara del pianeta. I prezzi rispettivi il 3 agosto erano di 1,63 e 1,43 euro al litro. Nella classifica la prima nazione indica la posizione per il prezzo della benzina, mentre la seconda è relativa al diesel. Se il nome è unico, significa che quel Paese occupa la stessa posizione per entrambi i carburanti.

    In Iran la benzina si paga 0,30 euro al litro, perché questo Stato è il settimo produttore mondiale di petrolio (dati 2014). Invece nella vicina ex repubblica sovietica, grande produttrice di gas ma non di petrolio, il gasolio si paga 0,23 euro al litro. Entrambe le economie soffrono uno stentato sviluppo e la ricchezza non è diffusa.

    L’Oman è il 21° produttore mondiale di petrolio con una popolazione di 3,9 milioni di abitanti, essenzialmente tutti alle dipendenze del sultano. Nel 2014 sono state vendute 138.600 automobili. Da quelle parti possono quindi permettersi di pagare la benzina 0,28 euro al litro. L’Ecuador, membro Opec, produce la metà del petrolio dell’Oman, ha una popolazione cinque volte superiore e si compra la metà delle auto. Non se la passano altrettanto bene, tuttavia pagano il diesel 0,22 euro al litro.

    In Turkmenistan la benzina si pagava il 3 agosto 0,26 euro al litro. La repubblica caraibica di Trinidad e Tobago sconta, come l’ex Paese sovietico, un sofferente sviluppo economico dovuto alle inefficienze del sistema. Lo dimostrano le sole 6.300 auto vendute nel 2014, a fronte di una popolazione di 1,3 milioni di abitanti.

    Si tratta di due realtà molto diverse tra loro. L’Egitto produce una quantità di petrolio dieci volte superiore a quella del Bahrein, ma la situazione economica è rovesciata. La grande nazione africana, per i noti e annosi problemi politici e sociali, non è mai riuscita a fare il salto di qualità. Invece il Bahrein, grazie alle sue piccolissime dimensioni, è vertiginosamente ricco, sebbene i problemi sociali non manchino. Qui la benzina costa 0,25 euro al litro. In Egitto invece il gasolio costa 0,21 euro.

    Due realtà molto simili: nazioni piccolissime (insieme raggiungono un quarto della popolazione della Lombardia) e strapiene di petrolio, quindi immensamente ricche. Il Qatar fa pagare la benzina 0,24 euro al litro, mentre in Brunei il gasolio ha un prezzo di 0,21 euro. Però le tante supercar del sultano vanno tutte a benzina.

    L’Algeria, membro Opec, è il 17° produttore di petrolio al mondo. Tuttavia l’economia è stata per lungo tempo bloccata dal sistema comunista, abbandonato solo negli anni ’90. Attualmente il Pil pro capite la colloca intorno alla centesima posizione mondiale. E anche le vendite di auto non brillano (intorno al 60° posto). E’ anche per questo che la benzina costa solo 0,20 euro al litro. In Iran il gasolio viene venduto a 0,15 euro al litro.

    Il Kuwait è l’undicesimo produttore mondiale di petrolio e ha una popolazione di poco inferiore a 3,5 milioni di abitanti, dove si vende la stessa percentuale di auto di Svizzera e Giappone. Benzina a 0,19 euro al litro. In Algeria il gasolio costava il 3 agosto 0,12 euro al litro.

    L’Arabia Saudita non è più il primo produttore mondiale di petrolio solo perché gli Stati Uniti hanno cominciato a spremerlo anche dalle rocce; tuttavia continua ad estrarre il 12,5% del petrolio nel pianeta. Ma, a differenza degli Usa, l’economia locale (su 30 milioni di abitanti) non ne consuma quantità elevate, quindi è tutto per l’esportazione. In Arabia si beve petrolio. Ma sono state vendute nel 2014 solo 632.700 automobili. Il prezzo della benzina di 0,14 euro al litro è perfino alto. La Libia non fa testo. Pur essendo ancora il 29° produttore mondiale di petrolio e membro Opec, la guerra civile che continua dal 2011 con l’aggravarsi degli ultimi mesi sta completamente distruggendo l’economia. Il gasolio costa 0,10 euro al litro prevalentemente perché nessuno sa cosa farsene.

    Discorso identico a quello relativo alla terza posizione. Si rovesciano le parti: in Libia la benzina costa 0,13 euro al litro; in Arabia si fa un pieno di diesel con 0,06 euro al litro, cioè 6 centesimi.

    In Venezuela benzina e gasolio costano 0,001 euro al litro, cioè un centesimo. Quindi fare il pieno in quella nazione è praticamente gratis. Ma c’è il trucco, e non è piacevole. Il prezzo è pesantemente sovvenzionato dallo Stato. I governi di Chavez prima e Maduro poi si sono dimostrati totalmente incapaci e corrotti. Pur essendo il dodicesimo produttore mondiale di petrolio, questo Paese non riesce a far arrivare la merce di prima necessità sugli scaffali. La vendita di auto è sempre una cartina tornasole della ricchezza di un paese. Nel 2014, su una popolazione di 30,8 milioni di abitanti, sono state immatricolate solo 10.430 vetture. Poco meglio di Senegal, Zimbabwe e Ghana. Peggio di Cuba, Mongolia, Belize, Sri Lanka e Pakistan.

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