Due milioni di multa all’ANIA

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    ANIA multata

    L’Autorità garante della concorrenza “dovrà inoltre interrompere immediatamente ogni attività di coordinamento a favore delle imprese associate”. Questo è stato l’ordine dell’Antitrust. Seguito da una multa da 2 milioni di euro per aver posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza “favorendo la diffusione di parametri di costo uniformi per la determinazione dell’entità dei risarcimenti per danni a cose”.

    L’Autorità garante della concorrenza ha imposto che l’ANIA “dovrà inoltre interrompere immediatamente ogni attività di coordinamento a favore delle imprese associate adottando le misure ritenute più idonee che dovranno essere comunicate all’Autorità entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento”.

    Si parla inoltre del fatto che l’Ania e le associazioni dei periti assicurativi, attraverso l’accordo sulle tariffe delle prestazioni, “hanno attuato un’intesa restrittiva della concorrenza, violando l’articolo 81 del Trattato Ce”. Per questa seconda intesa la sanzione è di 200.000 euro per l’Ania, 1.000 euro rispettivamente per Aicis (Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale) e Snapis (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Infortunistica Stradale,), 800 euro per Cnpi (Consiglio Nazionale Periti Industriali).

    Non sono state invece previste sanzioni per Snapi (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Industriali), Snapia (Sindacato Nazionale Periti Industriali Assicurativi) e Uipa (Unione Italiana Periti Assicurativi): “pur avendo partecipato all’intesa – spiega l’Autorità – queste associazioni non hanno sostanzialmente registrato negli ultimi anni entrate associative sulle quali poter calcolare la sanzione”.

    Le indagini sono iniziate il a metà luglio dello scorso anno con l’intento di verificare l’eventuale restrittività dell’accordo stipulato nel 2003 tra l’Ania e le associazioni peritali maggiormente rappresentative sul territorio nazionale, che definiva sia il valore dei compensi corrisposti ai periti assicurativi da parte delle imprese di assicurazione che le modalità ed i criteri di accertamento dei danni.

    Infine l’Autorità conclude con: “Dalle risultanze istruttorie sono dunque emerse due diverse e separate intese restrittive, sia pur tra loro collegate. La prima è relativa appunto alle tariffe per le prestazioni peritali, la seconda riguarda le modalità e i criteri di determinazione dei risarcimenti per danni a cose”.

    Che sia la volta buona per vedere dei miglioramenti?