Ecocittadino, la nuova filosofia nel rapporto con l’auto

Ecocittadino, la nuova filosofia nel rapporto con l’auto
da in Mondo auto
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    Confortante il nuovo rapporto con l'ecosistema da parte degli italiani

    Sempre più ambientalisti gli italiani e con loro anche la coscienza di coloro che, senza fare crociate e gesta epiche, cominciano a considerare il verde, la lotta all’inquinamento, il riciclaggio; insomma, l’ambiente in generale, facente parte di quei importanti della società moderna.

    A suffragio di quanto detto, i dati Istat riferiti a 103 comuni italiani che, in cinque anni, dal 2000 al 2005, è aumentato di un terzo soltanto nei centri urbani. Nel variato contesto che si è venuto delineando è variata, anche nell’italiano, il concetto d’automobile e questo è un fatto stupefacente perché avvenuto soltanto da pochi anni, neanche un decennio forse, da quando, al di là dei costi dei carburanti e dei vari ticket per raggiungere il centro, dove presenti e alle limitazioni al traffico, s’è scoperto, in forma autonoma, di come poco salutari siano gli imbottigliamenti in auto solo per raggiungere un centinaio di metri in più dal luogo che si vuole raggiungere.In questo, per quei comuni che si sono attivati fattivamente nel potenziamento dei mezzi pubblici, s’è scoperta una mobilità diversa nelle nostre città, dove il tram, l’autobus, la metropolitana, non è più vista come un mezzo di fortuna o di ripiego, ma l’unico valido e davvero strumento alternativo all’auto.

    E, continua l’ISTAT, anche il tasso di motorizzazione, ovvero la percentuale di auto per ogni 1.000 abitanti è leggermente diminuito anche se di appena l’1,5%, così come, di contro, è aumentato del 3,2% il numero di passeggeri in più, trasportati dai mezzi pubblici, sud compreso, laddove la mentalità verso questa mentalità,è sempre stata più arretrata di parecchio rispetto al nord. E sembrano anni luce indietro i tempi in cui si concepiva normale una piazza strappata alla fruizione degli spazi dei cittadini e sacrificata alle auto in sosta selvaggia, non perché non assistiamo ancora a questo genere di degrado, ma perché oggi siamo anche capaci di scendere in piazza per una motivazione che ieri ci lasciava del tutto indifferente.

    Potremmo parlare ancora tanto della nuova coscienza ecologica che alberga nell’animo degli italiani e che lentamente sta facendo sempre più breccia nella popolazione italiana. Ma restando all’auto, viene da pensare alla maggiore attenzione che il moderno acquirente vuole riservare all’impatto ambientale della sua vettura. Un fatto che, sommato a tutto quanto appena visto, non determinerà una crisi dell’auto, in un mondo sempre più tecnologicamente avanzato, tutt’altro, oggi l’auto è sempre vista come bene primario degno di quell’attenzione che si riserva alle migliori invenzioni della storia dell’uomo, ma in un contesto dove ci sia posto per essa, senza mai sottrarlo ai cittadini.

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