Emissioni diesel Renault, richiamo auto per sostituire il filtro

Emissioni diesel Renault, richiamo auto per sostituire il filtro
da in Renault, Renault Captur
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    Emissioni diesel Renault, richiamo auto per sostituire il filtro

    Prova su strada di Renault Captur Iconic

    Sono quasi 16 mila i veicoli che Renault richiamerà nei prossimi mesi, dopo i dati raccolti dalla Commissione Royal, in merito alle emissioni inquinanti di NOx discordanti tra test svolti al banco, secondo il ciclo NEDC, e quelli svolti su strada. E’ uno scenario diverso dal dieselgate Volkswagen, che ha portato a scoprire la presenza di un dispositivo, defeat device, che interveniva per aggirare i controlli in sede d’omologazione. Nel caso Renault non c’è nulla di tutto ciò, ma restano le risposte da dare sul perché Renault Captur in particolare, con motore turbodiesel dCi, i livelli di emissioni inquinanti siano risultati molto al di sopra delle soglie di legge.

    I tecnici della casa transalpina sono stati ascoltati dalla commissione istituita dal governo e al lavoro per verificare 100 diversi modelli di auto. Finora ne sono stati controllati poco più di 20 ed è emersa la discordanza importante delle emissioni per Renault. Il motivo è da ricercare nel funzionamento del filtro che tratta di ossidi d’azoto, progettato per lavorare a temperature ambientali tra i 17 e 35° C, portando di conseguenza a un trattamento inefficace dei gas di scarico quando le temperature sono inferiori o superiori. Renault interverrà per la sostituzione del filtro su 15.800 veicoli Euro 6, mentre renderà disponibile un aggiornamento software per una platea di ben 700 mila veicoli, quest’ultimo però sarà un aggiornamento volontario e rimesso alle decisioni dei singoli clienti. Queste le ultime notizie, in attesa che si dettagli il piano di richiamo, che dovrebbe arrivare nel mese di marzo, mentre da luglio sarebbe disponibile l’intervento software.

    Nella giornata di ieri (14 gennaio; ndr) il marchio Renault ha subito un pesante tracollo in borsa, scatenato da delle indiscrezioni che vedevano la polizia antifrode francese ad investigare all’interno di alcuni impianti della casa francese. In particolare le forze dell’ordine sembra volessero far luce sull’eventuale possibilità che anche la casa della Losanga abbia truccato le emissioni nocive di un motore diesel. In particolare stiamo parlando dell’1.6 dCi da 130 e 160 cavalli, che attualmente equipaggia auto come la Renault Talisman o la Renault Espace. Tutto questo è costato la bellezza di 5 miliardi di euro in capitalizzazione, con azioni che sono arrivate a perdere anche il 20%.

    Ma cosa è successo realmente? In Renault hanno dichiarato quanto segue:

    “Dopo la rivelazione pubblica da parte dell’EPA – Agenzia americana di protezione dell’ambiente – dell’esistenza di un software tipo Defeat Device presso un noto costruttore automobilistico, il governo francese ha istituito una Commissione tecnica indipendente. La Commissione tecnica indipendente – detta Commissione Royal – ha la missione di verificare che i costruttori francesi non abbiano equipaggiato i loro veicoli con software equivalenti. In questo contesto, l’UTAC sta attualmente testando 100 veicoli in circolazione, di cui 25 di Marca Renault, un numero che rispecchia la quota di mercato di Renault in Francia.

    A fine dicembre 2015 erano già stati testati 11 veicoli, di cui 4 Renault, il che ha permesso ai poteri pubblici francesi di avviare un dialogo intenso e fruttuoso con l’ingegneria di Renault. La Direction Générale de l’Energie et du Climat (DGEC – Direzione Generale dell’Energia e del Clima), interlocutore pilota della Commissione tecnica indipendente per conto del ministero francese dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia, ritiene fin d’ora che la procedura in corso non evidenzierebbe la presenza di un software truccato montato sui veicoli Renault. Si tratta di una buona notizia per Renault. I test in corso consentono di anticipare soluzioni migliorative sia per i veicoli Renault che usciranno dagli stabilimenti sia per quelli in circolazione, che il Gruppo Renault ha deciso di presentare rapidamente sotto forma di un Piano Emissioni Renault, teso a rafforzare le performance energetiche dei nostri veicoli. Parallelamente, la DGCCRF ha deciso di far realizzare un complemento d’indagine in loco, destinato a validare definitivamente i primi elementi di analisi registrati dalla Commissione tecnica indipendente. La DGCCRF si è recata presso il Quartier Generale, il Centro Tecnico Renault di Lardy e il Technocentre di Guyancourt. Le équipe di Renault assicurano la loro piena cooperazione ai lavori della Commissione Royal e alle indagini complementari predisposte dal ministero dell’Economia. Dopo il successo della COP 21, Renault intende accelerare il proprio coinvolgimento a favore di soluzioni industriali utili alla tutela del pianeta. Il Gruppo Renault è presente fin d’ora nella top 3 (1° nel 2013, 2° nel 2014) dei programmi di miglioramento dell’impronta CO2. Da 3 anni, il Gruppo Renault ha concretamente ridotto del 10% la carbon footprint dei suoi veicoli”.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN RenaultRenault Captur Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20/01/2016 12:21
     
     
     
     
     
     
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