Energia rinnovabile, non rassegnamoci!

Un'opportunità da non perdere

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    Biomasse

    Siamo indietro sulla ricerca di fondi rinnovabili, ma non dobbiamo rassegnarci, come sostiene la Coldiretti in questo articolo di Help Consumatori.

    Per Stati Uniti ed Unione Europea la produzione di biocarburanti è un obiettivo prioritarioL’Italia non deve rassegnarsi al grave ritardo accumulato nello sviluppo delle energie rinnovabili proprio mentre l’Unione Europea si prepara a definire un piano di sviluppo strategico dei biocarburanti e gli Stati Uniti puntano a raddoppiare la loro già elevata produzione di etanolo entro il 2012, come ha annunciato il presidente George Bush nel discorso sullo stato dell’Unione.

    E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al rapporto dell‘Enea “Energia e Ambiente 2005″, nel sottolineare che occorre investire con più decisione sulle opportunità offerte dall’agricoltura italiana.Se negli Stati Uniti l’obiettivo per il 2012 è la produzione di 28,4 miliardi di litri tra bioetanolo, biodiesel e combustibile da biomasse, secondo gli studi condotti nell’Unione Europea il 4% del fabbisogno energetico europeo è attualmente soddisfatto dalla biomassa, ma tale valore potrebbe più che raddoppiare se si sfruttasse l’intero potenziale di tale risorsa, di qui al 2010, passando da 69 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio del 2003 a circa 185 nel 2010.

    Un ruolo importantissimo in tale prospettiva – sottolinea la Coldiretti – dovrebbe giocare appunto l’agricoltura, contribuendo a tale risultato tramite le colture energetiche per oltre 45 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.

    Ma l’Italia sconta pesanti ritardi ed è del tutto insufficiente l’attuale piano nazionale per la produzione di biocarburanti previsto dal Decreto Legislativo 128/2005 che attua la Direttiva 2003/30/CE relativa alla promozione dell’uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili nei trasporti. Gli obiettivi fissati dal Decreto – sottolinea la Coldiretti – si pongono ben al di sotto del target fissato dall’Unione Europea che prevede di sostituire entro il 2005 il 2% dei consumi totali di benzina e gasolio da autotrazione con biocarburanti, per poi salire al 5,75% entro il 2010. Inoltre – precisa la Coldiretti – viene prevista una distribuzione extrarete che ostacola fortemente le possibilità di diffusione del biodiesel e del bioetanolo che andrebbero invece integrati nei normali carburanti come peraltro avviene in altri paesi europei.

    Peraltro – continua la Coldiretti – non viene adeguatamente valorizzato il contributo dei biocarburanti nel contenimento dei livelli di inquinamento e smog delle città quando vengono superati i limiti nonostante che con il biodiesel sia possibile ridurre dell’80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 per cento quelli di particolato e polveri sottili. Per questo con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di energie alternative la Coldiretti ha messo a punto una proposta di legge di iniziativa popolare per produrre un milione di tonnellate di biodiesel che integrati nei distributori tradizionali al 5% possono assicurare a circa 10 milioni di auto l’autonomia per un intero anno con 20.000 km di percorrenza.