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Eolo: l’auto ad aria compressa che fine ha fatto? E’ finita in Parlamento

Eolo: l’auto ad aria compressa che fine ha fatto? E’ finita in Parlamento
da in Mondo auto, Motor Show Bologna 2016, Tata
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    Che l’auto ad aria compressa non fosse poi così lì da venire, forse s’era anche capito, che dietro ad essa si muovessero interessi non del tutto cristallini, qualcuno lo ipotizzava, ma poi nella realtà, sembra che così non sia, ma che finisse persino in Parlamento, su istanza del capogruppo della Lega, in commissione Trasporti del Senato, forse, non lo credeva nessuno, eppure, così è stato.

    Tant’è che tale Piergiorgio Stiffoni, capogruppo della Lega, in un’interrogazione indirizzata al Ministro Bianchi ha chiesto di essere informato sulla fine fatta dei diversi milioni di euro stanziati dalla UE, per incentivare, Eolo, l’auto ad aria compressa presentata 6 anni fa al Motorshow di Bologna, visto che di tutta quella montagna di soldi non s’è fatto l’uso previsto, che era quello di aprire capannoni e fabbriche nuove, bensì, i fondi sarebbero serviti a comprare mattoni e filo spinato per recintare i terreni dove sarebbero dovuti sorgere dette fabbriche.

    Il motivo della mancata attuazione del programma Eolo, forse, è molto più alla portata di mano di quelli che non hanno saputo dare risposta al quesito che già arrovellava il cervello di Guy Negre, inventore di Eolo, il quale pervenne alla conclusione che il prototipo era pronto all’uso, ma non nella pratica, visto che l’aria dei tubi congelava e non rendeva fruibile la vettura. A questo sta ponendo rimedio la Tata che ha rispolverato il vecchio progetto e, chissà, forse riuscirà a mettere in strada, l’auto ad aria compressa, in via definitiva.

    Il senatore della Lega, invece, magari pensa che in Italia, ma non solo nel nostro Paese, non è infrequente che qualcuno utilizzi denaro pubblico, pur se proveniente dalla UE, per se, prima che per scopi comuni, e, così pensando, sente un po’ “puzza di bruciato” in questa storia, o più, generalmente, ritiene che a sbarrare la strada ad Eolo vi sia la “longa Manu” dei colossi del petrolio e, dunque, nella sua interrogazione parlamentare, così recita:

    “Circolano da tempo – scrive Stiffoni nella sua interrogazione – appelli diffusi tramite e-mail che parlano di Eolo, un’auto ad aria compressa che avrebbe dovuto rivoluzionare il mercato automobilistico con il suo sistema di propulsione ultraecologico della quale, però, da tempo non si sente più parlare. Ideata da Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, “Eolo”, era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente”.

    “Allo scarico – spiega Stiffoni – usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20, che veniva utilizzata d’estate per l’impianto di condizionamento.

    Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all’interno dell’auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento. Non essendoci camera di scoppio nè sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta”.

    Per non parlare del prezzo al pubblico, “doveva essere – rileva ancora il senatore leghista – di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice”. Al Motorshow fece un successo clamoroso tant’è che si aprì subito un sito internet www.eoloauto.it che venne subissato di richieste di prenotazione”.

    “Lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all’inizio del 2002 – racconta ancora Stiffoni – l’attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie, Il progettista di questo motore rivoluzionario non si pronuncia, quando gli si chiede il perchè di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione, senza aver mai costruito neanche un’auto. I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l’inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno”.

    “Anche se aveva ancora bisogno di una messa – spiega il senatore – a punto (nel raggiungere il sistema di propulsione a centinaia di atmosfere i tubi di alimentazione si congelavano), l’auto non è mai partita”.

    E, invece, mai come stavolta, forse, alla base di questo, chiamiamolo contrattempo, ci sono problemi tecnici di difficile soluzione che attendono di essere risolti in via definitiva da parte di chi, ad Eolo, crede davvero.

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