Eolo, l’auto ad aria compressa, concreta come un… sogno!

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    Eolo

    Quando l’idea fu proclamata, circa un anno fa, Eolo, la prodigiosa auto ad aria compressa, sembrava cosa fatta, in molti si domandavano dove si potesse acquistare la prodigiosa vettura ed erano disposti anche a spendere cifre quasi fuori da ogni logica pur di averla; poi qualcuno si ricordò che ad aria si riempiono anche i palloni e l’iniziativa assunse le sembianze di un classico “pallone” o bidone che dir si voglia, visto anche gli alterni destini che caratterizzarono l’azienda che doveva far decollare il progetto.

    Adesso ci risiamo, si riparla di aria compressa, si riparla di auto che sfruttano questa particolare propulsione e si riparla di Eolo, perché la Società francese di Guy Nègre avrebbe stretto o si approssimerebbe a farlo, un’alleanza con l’indiana Tata.

    Ma, addirittura si va avanti con le idee, l’auto ad aria compressa è ancora una bolla di sapone e null’altro e si parla di razionalizzarne l’uso; ricariche superveloci portate da 4 ore ad appena 3 minuti, molto meno tempo che fare il pieno di benzina in una tradizionale vettura, con un’autonomia vicina a 150 chilometri e costi di esercizio di qualche manciata di euro.

    Semplice no, certo, come sognare, al punto che, adesso sarebbe tutto più concretizzabile perché alle spalle ci sarebbe una grande industria come Tata che, ipotizziamo, ci mette i capitali, le tecnologie e tutto quanto serve per progettare, e magari anche realizzare, in serie, il fatidico motore ad aria compressa.

    E Guy Nègre, allora, che avrebbe concluso fin’adesso? Ha sognato, forse di sollevare la sua azienda con la stessa aria compressa che ha insufflato nei pensieri di quelli che hanno creduto al suo progetto. Forse l’auto ad aria compressa un giorno si farà, forse no, ma almeno il merito al suo scopritore di averci fatto sognare e, si sa, i sogni aiutano a vivere e, da questo punto di vista, Nègre è davvero stato un grande!