Falso poliziotto: comminava false multe e intascava soldi…. veri!

Falso poliziotto: comminava false multe e intascava soldi…. veri!

Se la Polizia redige un verbale per un'infrazione non richiede il pagamento sull'unghia, dovendosi pagare la multa presso i normali canali di pagamento, non così come invece pretendeva il falso poliziotto arrestato

da in Codice della strada, Mondo auto, Sicurezza Stradale
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    Se la Polizia redige un verbale per un'infrazione non richiede il pagamento sull'unghia, dovendosi pagare la multa presso i normali canali di pagamento, non così come invece pretendeva il falso poliziotto arrestato

    E’ costata cara, la voglia di sentirsi per un giorno “qualcuno” ,al trentaquattrenne catanese che si fingeva Tutore dell’Ordine aduso a multare motociclisti e automobilisti.

    Anche se occorre dire che al presunto truffatore non era tanto l’esigenza di apparire pur di giustificare il suo comportamento, quanto la meno nobile voglia di far soldi, disonestamente, a danno del prossimo, facendo credere di essere ciò che, poi di fatto non era. E, così, se magari inizialmente il giovane avrà sentito forte il richiamo all’ordine, cui tanti automobilisti restano sordi per troppo tempo, infischiandosene della sicurezza stradale e del codice della Strada, in un secondo momento, il sedicente Carabiniere, o Finanziere o Poliziotto, a seconda dell’estro del momento, munito di tutto punto di paletta di ordinanza, lampeggiatore blu, chissà a chi sottratto, auto in pandance coi colori del lampeggiante e pistola finta, con fare autoritario arringava i malcapitati, ammonendoli dell’infrazione appena commessa.

    Che fosse il casco mancante sulla capa dei motociclisti, o la cintura di sicurezza slacciata, per gli utenti a quattro ruote, fatto sta che il reo, non confesso, fosse a conoscenza dell’importo preciso della multa corrispondente alla sanzione, concedendo alle sue vittime persino uno sconto, qualora avessero pagato l’oblazione, ipso facto e, a garanzia del pagamento, rilasciava persino una ricevuta, a vedere bene, molto fatta in casa, del tipo, insomma, “condominiale”.

    La cosa buffa, ma che buffa non è, che le malefatte del giovane presunto truffatore, non hanno trovato resistenza nelle sue vittime, per nulla inquietate del fatto che a fermarli potesse essere un “poliziotto” singolo che richiedeva pagamenti bizzarri e per giunta scontati… tutt’altro, chissà che magari il malcapitato di turno, consapevole di qualche malefatta, non avrà persino ringraziato il Padreterno per non averci rimesso il mezzo condotto!

    Fino a che, qualcuno non s’è svegliato dal letargo e, pure avendo pagato la multa si è insospettito, bontà sua, denunciando l’uomo ai veri Carabinieri che gli hanno notificato un vero arresto, in attesa di una vera condanna da parte del tribunale.

    Morale, non esisterebbero truffatori se non esistessero le loro vittime, alle quali ricordare e non solo a loro, che nessuno può richiedere pagamenti, brevi-manu, per multe comminate, esistono i conti correnti postali per versare le somme e il verbale, come minimo, dovrà contenerne uno. Questo affinché a qualche altro “buontempone” non venga in mente di giocare a… guardie e ladri!

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