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Fermo amministrativo auto 2015: cos’è, sanzioni e cosa fare se vi fermano l’auto

Martedì 13/01/2015 da Fabiano Polimeni in Aci, Consigli e Guide

    fermo amministrativo auto

    Si chiama Fermo Amministrativo, viene dal lontano 1973 ed è la pratica più odiosa, messa in atto da Enti impositori diversi, vedasi Agenzia delle Entrate, Regioni, Comuni, Inps, per rivalersi sul contribuente moroso per crediti vantati sullo stesso, bloccando un bene mobile registrato. La cosa che spesso non si sa, è che non importa se il credito vantato sia sproporzionato rispetto al bene bloccato, anche se su questo ci sono diverse sentenze nel merito, ma, potenzialmente, basterebbe solo il mancato pagamento del canone Rai, per vedersi fermata l’auto o la moto. Attenzione, dunque, a non pagare, bolli auto, Ici, Inps e quant’altro vantato dalla Pubblica Amministrazione, comprese le contravvenzioni al Codice della Strada. Il procedimento è noto: dopo avere ricevuto una cartella esattoriale, trascorsi 60 giorni da questa, vengono iscritte al ruolo gli importi vantati e, a discrezionalità dell’Ente creditore, si può mettere in atto tale procedura, previa comunicazione al debitore.

    Come funziona

    Non pagare una cartella esattoriale, abbiamo visto porta all’iscrizione al Pra del fermo amministrativo sull’auto o la moto, anche non pagare il bollo auto può avere come spiacevole conclusione il fermo amministrativo del veicolo.

    Procedura

    Equitalia, soggetto incaricato della riscossione crediti notificati con la cartella esattoriale, deve seguire una procedura ben definita. Anzitutto, il primo passo perché il processo di fermo amministrativo sia corretto è la notifica della cartella esattoriale. Ci sono 60 giorni di tempo dalla notifica della cartella per saldare il debito notificato, prima che si iscriva al Pra il fermo amministrativo. Il debitore deve essere messo al corrente dell’imminente iscrizione del fermo amministrativo, serve il preavviso di fermo amministrativo. A seconda delle somme vantate nella cartella esattoriale, al preavviso di fermo amministrativo può affiancarsi il sollecito di pagamento, per debiti inferiori a 2000 euro: in ogni caso devono esserci due “promemoria” inviati al debitore a distanza di due mesi, prima di iscrivere il fermo amministrativo al Pra. Senza le due notifiche si ha un fermo amministrativo illegittimo.

    Vediamo come opera il fermo amministrativo a seconda del credito vantato. Per disporre il fermo deve esistere un debito superiore a 50 euro. - Debito tra 50 e 500 euro: emessa la cartella esattoriale viene inviato un sollecito di pagamento, a cui segue il preavviso di fermo. Può fermarsi un solo veicolo - Debito tra 500 e 2000 euro: nessun sollecito di pagamento, solo il preavviso di fermo amministrativo. Può fermarsi un solo veicolo. - Debito tra 2000 e 10000 euro: procedura simile a debiti tra 500 e 2000 euro. Possono fermarsi al massimo 10 veicoli.

    Recentemente il governo è intervenuto (2013) con una norma che impedisce a Equitalia l’iscrizione di ipoteche sulla casa per debiti inferiori a 120 mila euro. E’ bene ricordare che, in assenza di immobili intestati al debitore, quindi in mancanza di beni da ipotecare, si dispone il fermo dell’intero parco macchine del debitore e dei co-obbligati.

    Veicoli cointestati

    E nel caso di veicoli co-intestati, come funziona il fermo amministrativo? Può iscriversi comunque. Verrà trascritto a nome del debitore intestatario al Pra e il cointestatario non potrà far altro che: sollecitare al pagamento il debitore; saldare egli stesso il debito per poi rivalersi nei confronti di chi avrebbe dovuto pagare il debito.

    Preavviso

    Perché sia valido il fermo amministrativo, deve essere emesso un preavviso. Cosa deve contenere il preavviso di fermo amministrativo? Anzitutto la natura del debito, il numero della cartella esattoriale, la prova della notifica della cartella stessa, l’importo dovuto e l’anno a cui fa riferimento. Ricevuto il preavviso c’è tempo 20 giorni per regolarizzare la propria posizione, dopodiché diventa effettivo il fermo amministrativo. Il pagamento in questa fase, dopo il preavviso, imporrà anche il pagamento degli interessi di mora e le spese sostenute per l’iscrizione a ruolo. Il ricevimento di un preavviso è essenziale per la validità stessa del fermo, visto che può essere impugnato in assenza.

    Conseguenze

    Le conseguenze del fermo amministrativo sono l’impossibilità di circolare, l’impossibilità di radiare il veicolo dal Pra con la demolizione o l’esportazione. Chi viene colto a circolare con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo incorre in una multa compresa tra 714 euro e 2.859 euro, oltre alla confisca del mezzo. Se viene venduto in seguito all’iscrizione del fermo, l’auto o la moto restano bloccati con gli stessi effetti di divieto alla circolazione e radiazione. E’ importante quindi anche per l’acquirente di un veicolo accertarsi della presenza di un fermo amministrativo su auto usate, prima di concludere la transazione, visto che nel caso in cui il credito del debitore principale – colui che vende il veicolo – non venisse saldato, Equitalia può vendere il veicolo in possesso dell’acquirente. Questo non significa che non possa essere venduto il veicolo sottoposto a fermo amministrativo, ma che il compratore deve esserne a conoscenza e che accetti esplicitamente la situazione. Viceversa, l’acquirente può chiedere l’annullamento della vendita o agire per la riduzione del prezzo.

    Visura

    Per conoscere se sul veicolo in questione è iscritta una richiesta di fermo amministrativo, si può chiedere una visura della targa al Pra, pagando 2,84 euro, oppure visitare il sito internet dell’Aci nell’apposita sezione Visure. Ci si può anche recare a una delegazione Aci o un’agenzia di pratiche auto, sostentendo i relativi costi.

    Auto usata? Attenzione

    Se acquistate un’auto usata, prestate attenzione che non ci siano gravami iscritti al Pra. Infatti, un fermo amministrativo emesso in data anteriore alla vendita manterrà i propri effetti anche dopo il passaggio di proprietà. Vi ritroverete, quindi, con un veicolo che non potrà circolare, non potrà essere demolito, né radiato dal Pra. Se, invece, la vendita è stata conclusa prima dell’iscrizione del fermo, purché ci sia un atto con data certa anteriore, la transazione e salva ed Equitalia cancellerà gratuitamente il fermo, dopo aver ricevuto una comunicazione da parte dell’Aci, entro 10 giorni.

    Auto e bollo auto

    Il bollo non può essere pagato su un veicolo sotto posto a fermo amministrativo. Ciò non vuol dire che non dovrete pagarlo, visto che corrono i termini per il ritardo nel pagamento. E’ possibile, invece, assicurare il veicolo, ma non sarete risarciti in caso di incidente perché non può circolare.

    Auto invalidi e auto aziendale

    Anche i veicoli intestati a invalidi possono sottoporsi a fermo. Il fermo amministrativo illegittimo si ha quando si riesce a provare che il mezzo fermato è l’unico a disposizione, e lo stesso è strumentale allo svolgimento della propria professione, quindi necessario per l’attività lavorativa. In questo caso è illegittimo il fermo anche per il mezzo intestato a persona disabile.

    Pagamento a rate

    Si può effettuare il pagamento a rate, fino a 120 rate a seconda dell’importo. L’estensione della rateizzazione è stata introdotta nel 2013, prevedendo anche il decadimento del beneficio in caso di mancato pagamento di 8 rate.

    Come fare ricorso

    La competenza per esaminare un ricorso contro il fermo amministrativo è legata alla natura del debito e, conseguentemente, l’emissione del preavviso di fermo. E’ competente il giudice tributario per debiti relativi a tasse, imposte, tributi vari, mentre nel caso di multe non pagate ci si rivolge al giudice ordinario. Se il fermo è riferito a più debiti di natura diversa che sono cumulati, per ogni tipologia va presentato ricorso al giudice competente.

    Cancellazione del fermo amministrativo

    Una volta pagate le somme dovute e notificate con la cartella esattoriale, entro 20 giorni Equitalia comunicherà l’avvenuto pagamento alla direzione regionale delle Entrate. Ulteriori 20 giorni e verrà emesso il provvedimento di revoca del fermo amministrativo, che sarà inviato al contribuente. In seguito, ci si dovrà recare al Pra per far cancellare il fermo, sostenendo le spese previste e con questa documentazione: - il provvedimento di revoca in originale (rilasciato dal concessionario della riscossione dopo aver saldato il debito per il quale il fermo è stato iscritto) contenente i dati del veicolo, del debitore e l’importo del credito di cui si chiede la cancellazione; - il certificato di proprietà, o il foglio complementare; - il modello NP-3, in alternativa al certificato di proprieta per effettuare la richiesta Andranno pagati 20,92 euro al Pra per l’iscrizione del fermo amministrativo, mentre non si paga più la cancellazione; 29,24 euro nel caso si faccia la nota di richiesta sul retro del certificato di proprietà, oppure, 43,86 euro se si usa il modello Np-3. Cancellato il fermo amministrativo verrà rilasciato un nuovo certificato di proprietà.

    Legge 248/2005

    Tale legge, riguardante “misure di contrasto all’evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”, si occupa del fermo amministrativo all’articolo 3, stabilendo -tra le altre- queste novita’: - soppressione dal 1/10/2006 del sistema di affidamento in concessione (quindi delle concessionarie) del servizio nazionale di riscossione ed attribuzione dello stesso direttamente all’Agenzia delle entrate, che le svolgera’ tramite la societa’ “Riscossione S.p.A”; - comma 41: interpretazione dell’art.86 dpr 602/73 nel senso che, fino all’emanazione del decreto attuativo, il fermo puo’ essere eseguito dal concessionario sui veicoli a motore nel rispetto delle disposizioni contenute nel DM 503/98. Cio’, praticamente, “rimette in gioco” il vecchio decreto attuativo, contribuendo ad aumentare la notevole confusione normativa in materia (anche considerando che, secondo alcune interpretazioni, le disposizioni di questo comma entrerebbero in vigore il 1/10/06 e quindi, fino ad allora, gli atti di fermo resterebbero illegittimi).

    Ricorsi: riferimenti utili per approfondire

    Molta giurisprudenza si occupa della questione della natura dell’atto, a cui consegue la diatriba sull’organo competente per i ricorsi nonche’ sulle procedure di opposizione fruibili. A tutto cio’ sembra aver messo la parola “fine” una recente sentenza di Cassazione (2053/2006), confermata dal Consiglio di Stato (decisione n.421/2006), che ha fissato come organo competente per i ricorsi riguardanti la leicita’ del provvedimento il Giudice Ordinario. Per quanto riguarda le questioni di merito, invece, rimane competente il Giudice di Pace.

    Riportiamo, in breve, i riferimenti delle sentenze più autorevoli riguardanti le classiche e maggiormente diffuse motivazioni di ricorso: - - La mancanza, o comunque l’inadeguatezza, del decreto attuativo rende illegittimo il provvedimento: in questo senso e’ stata pronunciata la sentenza n.392/2004 del Tar della Puglia. - Lo stesso concetto e’ ripreso in un’altra sentenza del Tar del Lazio (n. 3402/2004) confermata dal Consiglio di Stato con ordinanza n.3259 del 13/7/04. Tale sentenza aggiunge anche che e’ sospendibile il provvedimento con il quale e’ stato disposto il fermo amministrativo, qualora vi sia sproporzione tra l’importo dovuto ed il danno derivante al ricorrente dall’esecuzione del fermo amministrativo impugnato.

    Risoluzioni dell’Agenzia delle entrate

    In seguito alla suddetta pronuncia del Consiglio di Stato l’agenzia delle entrate (risoluzione n.92/2004) e l’Inps hanno deciso di astenersi dal disporre nuovi fermi in attesa del pronunciamento dell’Avvocatura generale dello Stato. Successivamente, riferendosi alla legge 248/2005 (articolo 3 comma 41) la stessa agenzia ha emanato una ulteriore risoluzione con la quale ha annullato la precedente (n.2/2006) ridando il via ai provvedimenti e sostenendo -in pratica- che la legge ha colmato il vuoto normativo. Cio’ non vuol necessariamente dire che un’opposizione in tal senso non sia piu’ possibile, ma essa diventa indubbiamente piu’ difficoltosa.