Fiat acquista Chrysler, operazione da 4.3 miliardi di dollari

Fiat acquista il 41,6% delle azioni Chrysler ancora in mano al fondo Veba

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    Fiat Chrysler

    Le buone notizie per Fiat arrivano già con il primo giorno del nuovo anno, che ha portato come dono l’acquisizione del pacchetto azionario di Chrysler ancora in mano al fondo Veba. L’accordo tra il Lingotto e il sindacato dei lavoratori Uaw è stato raggiunto sulla base di 4 miliardi e 350 milioni di dollari, tanto vale il 41,6% ancora fuori dal controllo Fiat fino al 1 gennaio 2014.

    Le modalità con cui si pagheranno le quote azionarie vedono un primo passo da completare il 20 gennaio prossimo, quando l’emissione di dividendi straordinari da parte di Chrysler per 1.9 miliardi di dollari andrà al fondo Veba, comprensivi della quota di Fiat.

    Il marchio torinese sborserà di tasca propria “appena” 1 miliardo e 750 milioni di dollari. Restano poi 700 milioni da versare in quattro soluzioni e a carico del gruppo Chrysler, da 175 milioni ognuna ed entro tre anni si completerà il pagamento.

    Era il passo necessario per poter procedere alla fusione in un unico gruppo, un colosso che riesca a stare sul mercato tra i primi sei grandi costruttori

    «Aspetto questo giorno sin dal primo momento, sin da quando nel 2009 siamo stati scelti per contribuire alla ricostruzione di Chrysler. Il lavoro, l’impegno e i risultati raggiunti da Chrysler negli ultimi quattro anni e mezzo sono qualcosa di eccezionale e colgo questa opportunità per dare formalmente il benvenuto a tutte le persone di Chrysler nella nuova realtà frutto dell’integrazione di Fiat e Chrysler», ha detto John Elkann, presidente di

    Fiat.

    Il protocollo d’intesa siglato con il sindacato, prevede che «la Uaw assumerà alcuni impegni finalizzati a sostenere le attività industriali di Chrysler e l’ulteriore implementazione dell’alleanza Fiat-Chrysler, tra cui l’impegno ad adoperarsi e collaborare affinché prosegua l’implementazione dei programmi di world class manufacturing e a contribuire attivamente al raggiungimento del piano industriale di lungo termine del gruppo».