Fiat: Assieme alla qualità, si dovrà puntare alla internazionalizzazione

Pubblicato da Giuliano in Fiat nuove, Mondo auto.
Martedì, 9 Ottobre 2007.

Il direttore marketing Fiat, Luca de Meo, pone l'attenzione sull'esigenza di internazionalizzazione del marchio per aumentare le vendite

Salgono i volumi di Fiat, segno che la Casa torinese va a gonfie vele, a sottolineare il felice momento del marchio, il direttore marketing, Luca de Meo, che in una convention dell’azienda ha posto l’attenzione sugli obiettivi di produzione dei singoli modelli della Casa.

Occhi puntati, innanzitutto, sulla 500, oggi prodotta in 120 mila esemplari, ma presto portata ad una produzione di 150 mila, ciò, grazie anche agli ordini che salgono in maniera esponenziale, da 70 mila unità, alla presentazione, agli attuali 80.000 .

Un riferimento va anche al modello 500 Abarth, confermato per l’immissione nel circuito delle vendite, entro il mese di giugno/luglio del prossimo anno. Anche la Croma verrà fatta oggetto di restyling, un modello che in Italia “tira”, ma che all’estero non va molto bene e, parlando di mercati esteri, mentre il direttore marketing ha auspicato, per i prossimi anni, tutta una serie di nuove proposte, al ritmo di lanci paragonabili, in termini temporali, a quelli della 500 e della Bravo, ha anche posto l’attenzione sull’esigenza, da parte di Fiat, di imporsi in tutti i mercati esteri, allo stesso modo come, negli ultimi tre anni, ha fatto in Italia, confidando nella ricerca della qualità e dell’affidabilità del prodotto e nella spinta della Casa sulla cosiddetta internazionalizzazione; dopo Parigi e Berlino, si punta, infatti, a Londra.

Nel corso dell’intervento, Luca De Meo, ha ricordato l’importanza degli stabilimenti esteri e, in una nota, ha anche posto l’accento a quello turco, di Bursa, sede del lancio di un nuovo furgone, nato dalla collaborazione del marchio italiano e il Gruppo Peugeot - Citroen, che ha richiesto investimenti nell’ordine dei 380 milioni di euro, di cui 190 andati per finanziare la ricerca e lo sviluppo, per uno stabilimento, quello turco, che è in grado di produrre, a regime quasi 160 mila veicoli all’anno.

Insomma, un momento che ribadiamo felice, quello di Fiat, ma che guarda molto avanti, in Italia come all’estero, in un’ottica di espansione che non vorrà dire soltanto quantità, ma, soprattutto, qualità del prodotto finito.

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