Fiat: assunzioni a Termini Imerese

Fiat: assunzioni a Termini Imerese
da in Fiat, Mondo auto
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    Certe scene potrebbero appartenere al passato di Fiat a Termini Imerese, dove addirittura si conta di assumere 2.000 persone

    Riparliamo di Termini Imerese, in provincia di Palermo e, quando lo facciamo, il pensiero va a Fiat e ai problemi che all’inizio di quest’anno si sono palesati in tutta la loro grandezza, riguardo a questa unità produttiva del marchio torinese, ancor più, perché stridevano con un momento, per Fiat, di grande fulgore ed ecco che, ravvisare problematiche in uno o più siti dell’industria appare sicuramente di maggior rilievo, di quanto sarebbe per un’azienda dai modesti fatturati.

    Ma adesso, anche per Termini, le cose pare volgano al meglio, lo dimostrerebbe il fatto che si vorrebbe creare intorno alla fabbrica siciliana un indotto che renderebbe il sito del tutto autonomo e indipendente con la sede dell’azienda e che, una volta riusciti a sfruttare a pieno il polo industriale, realizzando 1.000 vetture al giorno, farebbe tornare Termini quella realtà interessante per il Gruppo torinese, che era nella mente di chi lo ideò e meno “carrozzone” ingombrante, quale stava per divenire e, se vogliamo, in parte divenuto.

    Per giungere ai traguardi sperati, si punta adesso a potenziare le infrastrutture che orbitano attorno allo stabilimento, il porto innanzitutto, l’interporto e i collegamenti via mare per raggiungere le varie sedi di approdo delle auto realizzate e questi saranno i temi da dibattere fra sindacati e azienda negli incontri avvenuti da questa settimana in poi.

    Un programma, quello voluto da maestranze e azienda che, al di là della vena ottimistica che lo contraddistingue, non nasconde una certa apprensione, se si pensa che la strada per realizzare 1.000 vetture al giorno è ancora lunga e, in parte ancora lontana e un po’ tortuosa, se si pensa che, in atto, sono solo 350 le vetture prodotte ogni giorno, il cui gap, per giungere ai risultati auspicati dal Gruppo, passa per la creazione di quelle infrastrutture che rappresentano appunto l’ossatura centrale di quell’indotto di qualità richiesto, appunto, a Fiat.

    Quest’ultimo traguardo avvantaggerebbe il Lingotto che eviterebbe di incorrere nei costi, sempre alti, dei trasporti per inviare la componentistica delle auto prodotte, come avviene oggi e se a questo si aggiunge il trasferimento del prodotto finito, via mare, anzicche su gomma o su rotaie, si abbatterebbe un’ulteriore aliquota di costi aggiuntivi che il Gruppo torinese si trova a dover affrontare, in atto.

    Il problema Termini Imerese ha una grande ricaduta anche in ambito occupazionale, poiché, in atto, a fronte di 350 vetture prodotte ogni giorno, si fa affidamento su 1.700 lavoratori presso lo stabilimento ma, una volta raggiunto l’optimum infrastrutturale, come detto, che consentirebbe allo stabilimento di produrre circa 1.000 vetture al giorno, potrebbero essere assunte non meno di 2.000 nuovi dipendenti e, in una realtà sociale, come quella in cui insiste lo stabilimento di Termini Imerese, sarebbe una vera manna per quella parte della Sicilia.

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