Fiat Bravo come andrà?

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    Fiat Bravo

    Abbiamo parlato della Nuova Fiat Bravo, grazie anche alle numerose foto che sono state presentate, ma ciò che ci si chiede è se questa innovativa versione, farà breccia o meno, fra il suo pubblico.

    Per saperlo, bisognerebbe avere la classica “palla di vetro”, ma qualche idea ce la potremo anche fare ricorrendo a qualche ragionamento.

    Innanzitutto, perché si dovrebbe scegliere una Bravo; una motivazione potrebbe scaturire dalla constatazione che una Grande Punto ci possa “stare stretta” e la Croma “troppo larga”. Per cui, come spesso è avvenuto nel passato per il segmento di auto cui appartiene la Bravo, la scelta cade su questa vettura se si privilegia una media e, negli anni questo è sempre stato un segmento sempre gradito fra chi sceglie una Fiat.

    Nello specifico, poi, la Bravo sarà dotata di tutti quegli accessori utili e meno utili ma che potrebbero fare la differenza con una concorrenza che, in atto, non pare presentare troppe novità di rilievo; per cui, a fronte di forme complessive gradevoli della media italiana e di un’indubbia confortevolezza che già a giudicare dalle foto dovrebbe essere indiscutibile, un elemento di differenza potrebbe essere anche rappresentato dai motori ma questi, ad eccezione del 1.400 turbo, non presentano rivoluzioni di sorta.

    Ricordiamo che la vettura si doterà, appunto, del 1.400 turbo benzina da 90 cavalli e di 2 diesel Multijet da 1,9 litri da 120 e 150 cavalli e, successivamente, di 2 motori a benzina T-Jet da 1.400 cc di 120 e 180 cavalli di potenza.

    Un’altra carta che il gruppo torinese potrebbe giocarsi riguarda il prezzo, una variabile che farebbe stare la Bravo a metà strada fra gli importi verso il basso delle orientali e in posizione privilegiata rispetto alle altre europee che costano sicuramente di più.

    Con chi si confronterà la Bravo, lo sappiamo, la C4 della Citroen, la Kia Rio, la ford Focus, sicuramente; ma anche la Volkswagen Golf, la Megane della Renault, l’Opel Astra e la Seat Leon, rappresentano ostacoli pronti a sbarrare la strada alla media italiana. Ma la vettura, che vedremo a metà dell’anno prossimo, dalla sua potrebbe avere una concorrenza che per certi versi, a parte la Leon e l’Opel Astra, potrebbe essere, a meno di nuovi aggiornamenti, un po’ opacizzata dal tempo e l’italiana potrebbe rappresentare la vera novità.

    Detto ciò, una domanda nasce spontanea; con tutti questi elementi di innovazione indubbia, come da qualche anno ci sta abituando Fiat, perché lasciare a quest’auto un nome tanto poco glorioso risalente ai fasti che mai furono della vecchia Bravo?