Fiat: Fiorello pensaci tu!

Fiat: Fiorello pensaci tu!

Al grido «vai Fioreee fatti sentire!», a «i siciliani sono orgogliosi di te! Ora tocca a te farti vedere orgoglioso della Sicilia!» fino alle suppliche finalizzate a disertare la pubblicità, sono migliaia le voci che si agitano forte all’interno del social network tutte in direzione di Fiorello e della sua sicilianità

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    Lo avevano già fatto i lavoratori della Yamaha messi in difficoltà dalle ondate di licenziamenti e cassa integrazione a seguito della delocalizzazione dei loro stabilimenti in altra parte d’Europa, ad invocare il loro beniamino, Valentino Rossi, testimonial della Casa motociclistica e più volte campione in sella alle moto del marchio giapponese, furono in tanti lavoratori, a richiedere il suo aiuto,affinché intercedesse presso i vertici aziendali al fine di scongiurare i licenziamenti; ma non sembra che tali invocazioni abbiamo prodotto alcunché, adesso tocca ai lavoratori Fiat di Termini Imerese Palermo, invocare il loro Santo.

    Le maestranze di Termini Imerese infatti stavolta hanno trovato un altro “Probo “ a cui rivolgersi al fine di indurlo ad una forma di protesta più sottile, consistente nel fatto di sospendere ogni forma di pubblicità del marchio italiano, una preghiera che nei lavoratori Fiat della Sicilia doveva suonare più facile, visto che il testimonial in questione in questo caso è anch’egli un siciliano verace, considerato che parliamo di Fiorello. Per rivolgere le orazioni di supplica all’eroe di turno, le maestranze di Termini non hanno utilizzato altari o inginocchiatoi adatti all’uso, ma il notissimo Facebook, dove si scongiura lo showman a desistere da ogni forma di pubblicità della Fiat, che tanto sta facendo tribolare gli operai di Termini, in onore di una sorta di sicilianità che dovrebbe riunire, con un filo invisibile, gli stessi orgogli, la stessa solidarietà per chi da quella terra ha avuto i natali.

    Al grido «vai Fioreee fatti sentire!», a «i siciliani sono orgogliosi di te! Ora tocca a te farti vedere orgoglioso della Sicilia!» fino alle suppliche finalizzate a disertare la pubblicità, sono migliaia le voci che si agitano forte all’interno del social network tutte in direzione di Fiorello e della sua sicilianità, ma fino adesso non v’è notizia di una qualsiasi risposta da parte del comico di Augusta.

    Risposta che probabilmente non arriverà mai o se dovesse giungere sarà ammantata, da parte del comico, da tutta una serie di motivazioni atte a mantenere in piedi il contratto che lo lega a Fiat e, dunque, indirettamente al bene di chi vi lavora; come dire, come si fa a vendere più auto se nessuno le pubblicizza, oppure, più brutalmente, se non la faccio io la pubblicità, arriva qualche altro a farla, meglio che al contratto milionario dunque sia legato io.

    Insomma, Fiorello o non Fiorello, pubblicità o meno, la vicenda che osare definire scabrosa, di un intero stabilimento siciliano che chiude, non è certo in mano a Fiorello e né lui, né Valentino Rossi in altra occasione, possono risolvere annosi processi contrari ad un’industrializzazione voluta in tempi in cui la grande industria trovava comodo e utile sfruttare aree del Paese a spese dello Stato e che ora preferisce abbandonare delocalizzando le imprese dove il costo del lavoro è vergognosamente basso e Fiorello in tutto questo non c’entra nulla, non foss’altro perché il suo contratto milionario ha poco o nulla a che vedere con lo stipendio degli operai italiani, superpagati rispetto ai loro colleghi dell’Est Europa o dell’altra parte del Continente e che per avere questo torto, dovranno essere mandati a casa!

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