Fiat: governo decide per aiuti

Fiat: governo decide per aiuti

Era ora, se non vogliamo vedere colare a picco la nostra industria dell'auto e pezzi della nostra economia, sul modello francese, tedesco e presto americano, lo Stato deve aiutare il settore automotive, come parrebbe voglia presto fare

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    Silvio Berlusconi

    Non credo che nessuno possa essere definito statalista ad oltranza se auspica che anche il governo italiano, come del resto fatto da quello francese, tedesco e presto anche americano con Obama, si attivi per aiutare il settore auto anche nel nostro Paese.

    Ed in effetti, finalmente, un aiuto in tal senso parrebbe si stesse mettendo in moto ad opera del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che pare voler mettere mano al portafogli e iniziare una politica di aiuti al settore automotive. Del resto, che piaccia o meno, gli aiuti governativi per questo delicato ambito industriale, protagonista di un paio di punti di PIL ogni anno, non può essere lasciato solo, primo per non disperdere un settore tanto delicato della nostra economia e, secondo, perché si creerebbero pericolose sperequazioni con la conseguenza di dovere assistere ad una concorrenza sleale nei confronti di quei produttori stranieri che hanno già ricevuto gli aiuti.

    L’unica remora manifestata dal Presidente del Consiglio prima di elargire aiuti è quella di concordare in sede Europee eventuali provvidenze.

    Plauso da parte di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, nell’ipotesi si desse finalmente una boccata di ossigeno all’industria dell’auto italiana e soddisfazione anche da parte del presidente di Fiat, Montezemolo, preoccupato e non è il solo, delle previsioni per il 2009 riguardo al marchio dove si prevedono diminuzioni di vendite già quantizzate in almeno il 20% .

    Da parte dua, Emma Marcegaglia in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore ha anche specificato che “Va aiutata l’intera filiera a partire dalle piccole imprese dell’indotto che oggi soffrono molto”. Del resto, “la Fiat occupa in Italia 60mila addetti, ma con l’indotto si arriva a un milione”. Gli incentivi, inoltre, devono essere indirizzati “all’efficienza energetica, alla mobilità ecologicamente compatibile, al rinnovamento dei prodotti. Quello che fa bene all’intero settore automobilistico e della meccanica, fa bene al Paese”, ha concluso il presidente, parafrasando un detto che un tempo era riferito alla sola Fiat.

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