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Fiat: le auto del futuro

Fiat: le auto del futuro

Ci si rende conto visitando i vari reparti del Centro Ricerche di come tale struttura sia una vera fucina per giovani e meno giovani ingegneri e fisici italiani che apportano la loro esperienza e conoscenza e che operando in team condividono il know how con i tanti loro colleghi che popolano quest’importantissima realtà tecnico industriale dell’azienda

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    Una visita al Centro Ricerche della Fiat ci ha dato modo di toccare con mano i ritrovati tecnologici che la grande Casa torinese è riuscita a compiere in questi ultimi tempi e che, soprattutto, compirà nei prossimi anni, anche in previsione dell’accordo con Chrysler e con Opel.

    Ci si rende conto visitando i vari reparti del Centro Ricerche di come tale struttura sia una vera fucina per giovani e meno giovani ingegneri e fisici italiani che apportano la loro esperienza e conoscenza e che operando in team condividono il know how con i tanti loro colleghi che popolano quest’importantissima realtà tecnico industriale dell’azienda.

    Obama ha “ scucito “ il portafoglio grazie a Fiat

    I nostri motori e la nostra componentistica sono la nostra migliore ricchezza derivante dal nostro Made in Italy meglio rappresentata proprio dal Centro Ricerche Fiat e la riprova è stata la decisione del presidente USA Obama che ha concesso fondi alla Chrysler solo se si fosse impegnata nell’accordo con Fiat. I motori che piacciono ad Obama, infatti, sono quelli Fiat, caratterizzati dal basso impatto ambientale e da consumi ridotti del 20% solo rispetto a qualche anno fa.

    Cambi marcia più… “ risparmiosi”

    Un giro fra le teche che raggruppano la migliore componentistica della Casa torinese ben ci palesa i gioielli tecnologici che l’ingegneria italiana è riuscita a portare sul mercato. Un esempio il cambio automatico a doppia frizione che fa realizzare consumi inferiori del 10% da applicare a vetture come la Fiat Croma e la Fiat Grande Punto, tanto per cominciare.

    Proprio queste due vetture così equipaggiate saranno quelle che hanno partecipato al meglio all’accordo con Chrysler, visto che, come sappiamo, gli americani amano viaggiare con il cambio automatico da sempre e dunque trarranno immediatamente vantaggio da questa innovazione.

    Come è ovvio che sia, al Centro Ricerche si è parlato dell’accordo con i tedeschi di Opel e da quest’intesa potrebbero nascere opportunità reciproche, per noi soprattutto, almeno per quanto concerne il segmento C ed E, vista la scarsa presenza di modelli in tale ambito in Casa Fiat.

    Auto elettrica: “ NI “!

    Ma la visita al Centro Ricerche è stata anche importante per sottolineare il ruolo che Fiat avrà nel mondo dell’auto elettrica; sull’argomento le bocche sono un po’ cucite; l’impressione che se ne trae è che in Fiat l’auto elettrica non piace moltissimo, si accentuano infatti i limiti di questa propulsione che non riesce a garantire percorrenze superiori a 70 km. e costi elevatissimi delle batterie pari a circa 15 mila euro solo per il gruppo di accumulatori da montare a bordo in un’auto.

    Del resto, come visto, la componentistica torinese e all’avanguardia con i motori termici in vista dello studio di soluzioni a basso impatto ambientale e risparmio di carburanti. Non mancano le sorprese tuttavia anche nell’elettrico di Casa Fiat, ma il riserbo è massimo.

    La Sala Aneoica, altro cuore pulsante

    Invece al Centro Ricerche Fiat è stato sorprendente notare il sofisticato grado tecnologico raggiunto dall’Ente con a capo l’ingegnere Miceli che dirotta i visitatori verso il fiore all’occhiello di tutto il Centro; la Sala Aneoica, laddove, ovvero, si studiano le soluzioni riguardanti l’abbattimento dei rumori e delle vibrazioni dei nuovi motori della Casa torinese. Sul banco di prova un modernissimo motore bicilindrico turbo Multiair per ottimizzare e minimizzare le vibrazioni e l’acustica. Un motore silenzioso con riduzione della vibrazione e della rumorosità che troverà presto impiego nell’utilizzo quotidiano.

    Concludendo

    Una visita al Centro Ricerche Fiat partecipa attivamente a darci l’idea di un ipotetico viaggio nell’auto che verrà, a quasi trent’anni dalla realizzazione del primo motore commonrail realizzato proprio da Fiat con Bosch. E se parliamo di motori del futuro non possiamo non citare i nuovissimi motori diesel Euro 5 di terza generazione commonrail caratterizzati da così bassi consumi e altrettanto ridottissime emissioni inquinanti da essere pronti ai dettami europei dell’anno 2012/2014, ovvero secondo la nuova Normativa Euro 6 e anche questo è frutto della ricerca curata e portata avanti da Fiat.
    Foto:Rai

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Auto ElettricheBlocco trafficoCommon-RailFiatMeccanica automobilistica Ultimo aggiornamento: Domenica 05/07/2015 10:19

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