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Fiat, Marchionne su stabilimento di Pomigliano

Fiat, Marchionne su stabilimento di Pomigliano

Sergio Marchionne parla di Pomigliano d'Arco e diche che, per continuare a produrre, ci deve essere un accordo coi sindacati

da in Fiat, Mondo auto, Sergio Marchionne
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    La Fiat continua a diramare comunicazioni poco confortanti per le maestranze italiane, impegnate all’interno del gruppo industriale torinese. La crisi economica, seguita alla crisi finanziaria internazionale, scatenata un paio di anni addietro, ha creato una congiuntura economica talmente negativa che il posto di lavoro è diventato difficile da mantenere e da difendere. La Fiat, per bocca del suo amministratore delegato Sergio Marchionne, lancia messaggi preoccupanti, specie per il territorio italiano.

    Dopo la crisi aperta con lo stabilimento di Termini Imerese, in Sicilia, adesso la scure della casa d’auto torinese si scaglia contro il sito di Pomigliano d’Arco, nel napoletano. Le parole di Marchionne, del resto, sono chiare: “Per Pomigliano speriamo di trovare un accordo, ma lo sforzo lo devono fare tutti”. Una dichiarazione che sa di doccia gelata, rilasciata in occasione della visita a Torino del Presidente della Repubblica Napolitano.

    “Se l’accordo si trova – ha aggiunto Marchionne – partiamo con la produzione nel 2011. Altrimenti la faremo altrove”. In questo periodo, la Fiat produce in diversi parti del mondo, come tutti sanno.

    Ma potrebbe delocalizzare ancora di più in Europa. La Panda, per esempio, è già prodotta in Polonia, vecchia colonia torinese da diversi lustri, e la presenza del gruppo industriale potrebbe allargarsi, dato che il mercato dell’auto diventa sempre più impersonale, per la produzione, quasi virtuale; tanto che l’Ad della Fiat è convinto che esso cambierà in modo radicale nei prossimi venti anni.

    Sergio Marchionne, considerato, adesso, anche dai vertici del Lingotto, un vero e proprio guru dell’industria, ha chiaramente posto un aut-aut all’intero schieramento dei lavoratori di stanza a Pomigliano, chiedendo loro se voglio davvero lavorare oppure no. L’amministratore delegato Fiat ha aggiunto che auspica un incontro anche con le parti sociali in quanto, se una decisione dev’essere presa, questa va condivisa con tutti i sindacati. Si prevede un’estate di fuoco, non solo dal punto di vista atmosferico.

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