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Fiat Melfi, giudice si dichiara incompetente su ricorso Fiom

Fiat Melfi, giudice si dichiara incompetente su ricorso Fiom

Il Giudice del Lavoro che aveva reintegrato i metalmeccanici licenziati dalla Fiat a Melfi si dichiara incompetente a giudicare il ricorso della Fiom in merito al reintegro nella stessa mansione cui appartenevano i tre operai

da in Auto nuove, Fiat, Mondo auto
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    fiat melfi large operai scalinata

    Si torna a parlare dello stabilimento Fiat di Melfi. Si ricorderà, infatti, del caso dei tre operai metalmeccanici, licenziati dall’azienda e poi reintegrati nel posto di lavoro, con sentenza del Giudice del Lavoro, Emilio Minio. Si ricorderà, anche, che la Fiat aveva reintegrato i tre lavoratori, in base alla sentenza, ma non aveva permesso loro di ritornare alle stesse mansioni che avevano in precedenza. Da qui, il ricorso effettuato dalla Fiom-Cgil, il sindacato cui appartengono i tre metalmeccanici.

    Adesso, lo stesso giudice del lavoro di Melfi, Emilio Minio, che aveva il compito di esaminare il ricorso, ha dichiarato di essere incompetente nel giudicare l’istanza del sindacato, che aveva chiesto una interpretazione autentica della sentenza di reintegro. La notizia si apprende sia dalle stesse fonti sindacali, sia da fonti dell’azienda.


    A questo punto, con molta probabilità, il sindacato che difende i tre lavoratori potrà rivolgersi ad un’altra autorità giudiziaria, cui rivolgere la stessa richiesta, sperando che il prossimo attore si dichiari competente a giudicare la denuncia prodotta. La diatriba non è, comunque, finita perché, allo stesso modo, anche la Fiat aveva presentato, a sua volta, un ricorso contro la sentenza di reintegro dei tre operai licenziati.

    Il dibattimento di merito comincerà il 6 ottobre e sarà un giudizio vero, cioè non condizionato dall’urgenza della situazione che si era venuta a creare in precedenza. Quello del prossimo 6 ottobre sarà, dunque, un dibattimento in cui, accusa e difesa, si fronteggeranno. In quell’occasione, Fiat dovrà dimostrare in che modo i tre operai si erano prodigati per bloccare la produzione, all’interno dello stabilimento di Melfi.

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