Fiat Mirafiori, salta l’accordo tra azienda e sindacati

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Lo stabilimento Mirafiori della Fiat, a Torino, sta vivendo un momento di tensione come quello vissuto da Pomigliano. Le trattative intavolate tra l’azienda ed i sindacati si sono arenate nella giornata odierna, dopo che il Lingotto ha avanzato delle richieste che sono state commentate negativamente dai maggiori rappresentanti sindacali. L’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha prospettato, ancora una volta, la volontà di non aderire al contratto di lavoro nazionale e di volere instaurare un nuovo tipo di contratto, per i lavoratori di Mirafiori.

Dopo avere riformato l’orario di turnazione delle mansioni lavorative, come già effettuato all’interno di Pomigliano, anche per Mirafiori la volontà è quella di proseguire sulla stessa falsa riga. Ma le risposte sono state perentorie, da parte dei sindacati, i quali hanno subito stoppato l’iniziativa, rompendo le trattative in corso con i vertici del gruppo industriale torinese.

Il sindacato più intransigente, ancora una volta, è stato la Fiom, di Maurizio Landini, che ha immediatamente sottolineato il fatto che l’azienda Fiat non può derogare al contratto nazionale di lavoro. Secondo l’esponente nazionale dei metalmeccanici, la Fiat vuole estromettersi anche da Confindustria, col chiaro intento di non applicare lo Statuto dei Lavoratori.

Questa volontà, secondo la Fiom, è inaccettabile e, di conseguenza, si è proceduto da un blocco delle trattative. Gli altri sindacati di maggioranza, Cisl e Uil, hanno preferito congelare le posizioni, in attesa che si giunga ad una rivalutazione delle proposte da entrambe le parti. Il capitolo continua.

Fonte | Ansa

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Carolus 4 dicembre 2010 11:23
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Il diritto dei sindacati è quello di trattare per ottenere le migliori condizioni possibili per i lavoratori.
Tra i diritti però, non c’è anche quello di spingere la Fiat ad andarsene dall’Italia, solo per mantenere situazioni che hanno portato il Paese allo sfascio.
Alcuni sindacati si rifiutano di riconoscere che il mondo cambia e che certe prerogative non sono più possibili.
Si tratta di lavorare e di consentire alle aziende di cacciare i fannulloni e gli sfascisti.

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Andrea 4 dicembre 2010 18:13
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L’Unità pubblica un articolo intitolato “Quanti danni produce il modello Pomigliano”. A ‘sta gente risponderei così:
“Sono convinto che di danni ne produca molti ma molti di più il modello FIOM, cioè il modello “dinosauro resuscitato”. In Polonia, Turchia, Brasile e USA i lavoratori hanno trovato sempre un accordo con il “padrone” e come mai in Italia no? Purtroppo in Italia la sinistra ragiona come nel 1800 e questa sinistra è stata cacciata sia in Russia che in Cina ed in tanti altri Paesi ex comunisti. Vi siete mai chiesti perchè?

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