Fiat Pomigliano, crisi Fiom atto quarto

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La Fiat di Pomigliano d’Arco si appresta a vivere un’altra settimana di passione. Tutti aspettano il referendum di martedi 22, convocato per le 8 di mattina, durante il quale i lavoratori di Pomigliano decideranno se accettare il nuovo tipo di contratto, voluto dall’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne. Il nodo da sciogliere è quello prospettato dal segretario della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, che non ha sottoscritto l’accordo presentatogli dal gruppo industriale torinese.

Tutte le altre sigle sindacali, invece, come ben sappiamo, hanno sottoscritto l’accordo per i propri lavoratori, scegliendo da subito da che parte stare. A conti fatti, l’80% dei lavoratori metalmeccanici dello stabilimento Fiat di Pomigliano sono d’accordo sul tipo di contratto che il Lingotto ha proposto loro. La Fiom aveva chiaramente fatto capire che i termini andavano contro alcune leggi dello Stato e contro lo Statuto dei Lavoratori.

Gli altri segretari dei sindacati di categoria hanno stigmatizzato il comportamento della Fiom, ritenendolo di propaganda. Anche il Governo, per bocca del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, ha chiaramente affermato che la Fiom si comporta come una formazione politica e non pensa al lavoro. Landini, capo Fiom, pensa che ci sia un ricatto a danno dei lavoratori e chiede di non partecipare al referendum di martedì.

Lo scontro è talmente aspro che, fra i lavoratori di Pomigliano, si è organizzata anche una manifestazione in favore del prossimo referendum, col quale si chiede di votare a favore dell’accordo con Fiat. Stiamo alla finestra per capire cosa decideranno i 5.200 lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano, non dimenticando, tuttavia, che l’indotto commerciale conta altri 15.000 lavoratori, che aspetteranno, da par loro, l’esito delle votazioni. La Fiat e Marchionne chiedono ciclo continuo fino alla domenica e piena produttività dello stabilimento. Pause ridotte e assenze da giustificare sono i punti di crisi con la Fiom.

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MARIANO MORICONI 21 giugno 2010 10:44
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carissimi secondo me questa proposta fiat è solo una ennesima porcata,un ricatto agli operai e alle istituzioni certamente tutti voteranno si,ma è una risposta ai condizionamenti familiari ed economici se vinceranno i si da domani ci saranno centinaia di industrie che vorranno rivedere gli accordi e questo anche grazie al voltafaccia vile della cisl e uil.ricordate che un uomo che è uno schiavo,ed ha coscienza di essere uno schiavo e non lotta rimane uno schiavo,mentre l’uomo che è uno schiavo,ed ha coscienza di essere uno schiavo,ma lotta non è piu’ uno schiavo ,ma un uomo libero.

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Giulietto 21 giugno 2010 15:00
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F acilmente
I nchiaptteremo
A ncora
T anti

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Alessandro 21 giugno 2010 15:08
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Mariano, una domanda semplice: la proposta di accordo l’hai letta?

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Ottavio Polito
Ottavio Polito 21 giugno 2010 15:58
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Ho letto i vostri commenti. Ricordate che non si può andare contro le leggi della Repubblica proprio perchè, in quanto tali, si devono rispettare. Così come si deve rispettare lo Statuto dei Lavoratori, anch’esso fonte legislativa. Il significato è che l’accordo della Fiat coi Sindacati rimane all’interno di questo solco. Tutto il resto è una polemica strumentale. Buona lettura a tutti.

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Jerry
Jerry 21 giugno 2010 23:37
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Non ho letto l’accordo, ma credo che in certi tempi si debba capire quanto e come lottare, oppure se, per lavorare in italia, occorra fare un passo in dietro. La germania anni fa ha fatto questa scelta, consapevolmente.
Saluti

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MARIANO MORICONI 26 giugno 2010 19:27
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la germania se ricordi bene ha fatto l’accordo di lavorare meno lavorare tutti meno ore di lavoro per tutti in modo che gli operai non si allontanavano dal posto di lavoro non ha fatto l’accordo con una parte di sindacato che ultimamente si sta sottomettendo troppo spesso per schiacciare i diritti accuisiti

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