Fiat: Termini Imerese, questione spinosa

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Lavoratori-sciopero-Termini-Imerese

Stride e non poco l’idea di un’azienda che magnifica alleanze, stringe accordi ed è pronta a nuove joint venture con mezzo pianeta ma non riesce a colmare le beghe interne con la propria forza lavoro; parliamo di Fiat .

Parliamo di Fiat e delle dichiarazioni di Sergio Marchionne rilasciate una settimana fa a Palazzo Chigi in un tavolo cui hanno preso parte diversi esponenti politici locali, sindacati compresi, con la supervisione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un incontro che per una parte dei dipendenti Fiat, quelli più lontani in Italia dalla sede dell’azienda, stiamo parlando dei dipendenti di Termini Imerese in provincia di Palermo, si è rivelata foriera di grande preoccupazione.

Termini Imerese con il suo stabilimento alle porte di Palermo è da un po’ di tempo in qua nell’occhio del ciclone da parte della Casa madre probabilmente perché ritenuto poco strategico per il proseguo della produzione del marchio italiano, vista l’endemica mancanza di infrastrutture atte a legare il Sud d’Italia con il resto della penisola.

La fabbrica dei sogni

Ma forse la decisione di concludere la vita dell’intero comparto produttivo siciliano con la vita stessa dell’attuale modello della Lancia Ypsilon giunta a fine carriera, per quanto riguarda l’attuale versione, con la trasformazione dell’unità produttiva in una fabbrica non si capisce di cosa, forse di sogni…. lascia margini per pensare che nelle intenzioni dei vertici Fiat ci sia quella di chiuderlo definitivamente lo stabilimento, il che significa mandare a spasso migliaia di famiglie non soltanto alle dipendenze di Fiat ma dello stesso indotto.

palermitani brava gente! “

Da qui le proteste vivaci dei dipendenti scesi in sciopero e con tutta l’intenzione di non retrocedere di un passo dalla protesta almeno fino a quando non avranno la certezza di tornare al lavoro anche oltre il 2011 . Una giusta rivendicazione la loro, non foss’altro perché chi in Sicilia si è visto occupare il territorio da fabbriche e infrastrutture gigantesche come si confà agli stabilimenti industriali del settore metalmeccanico e a suo tempo, persino a spese della collettività, non può accettare di buon grado l’idea che, mutatis mutandis, si volti pagina e si costruisca altrove e i palermitani che si inventano adesso?

Quattro milioni di auto, scusate se è poco…

Vero è che l’insana abitudine di delocalizzare ha interessato negli ultimi tempi anche il colosso italiano e che la forza lavoro polacca, dove si costruisce la nuova Fiat 500, ad esempio, costa la metà se non addirittura ancor meno di quella italiana, ma vorremmo fare appello proprio a quel bisogno di ” mantenere le radici italiane “ tanto invocate dallo stesso Marchionne al quale, forse, occorrerebbe ricordare che la Sicilia, fino a prova contraria, fa sempre parte dell’Italia nonostante in tempi lontani qualcuno la volesse disarticolare dal resto del Paese. Certo non manca una grande responsabilità di una politica sorda e ottusa nei confronti del Meridione lasciato privo di quelle infrastrutture basilari che hanno consentito che il sud d’Italia, se staccato dal resto del Paese, avrebbe un Pil da terzo mondo, lo disse a suo tempo la Banca d’Italia ma, tornando a Fiat, i nuovi modelli che il Lingotto si appresta a portare sul mercato sono tanti e diversificati e non si può non tener conto che proprio a Termini Imerese, dalla costituzione dell’unità produttiva, sono state sfornate oltre 4 milioni di vetture che circolano in ogni parte d’Italia e d’Europa.

Obama docet!

Possibile non riuscire a trovare una soluzione per evitare di collassare mezza parte dell’isola immaginandola priva dello stabilimento Fiat; ci sta provando la Regione Sicilia, mettendo sul tavolo 250 milioni di euro per cercare di rilanciare, immaginiamo, l’ammodernamento nell’ambito di un piano industriale che, come ha detto l’assessore all’Industria della regione Sicilia, Marco Venturi, al termine di un incontro tra esponenti regionali e sindacati “La Regione Siciliana si impegna a rimettere 250 milioni di euro che sono spariti dal cosiddetto piano A, istituendo al contempo dei tavoli regionali e nazionali per avere un rapporto diretto con la Fiat.”.

Non siamo più in pieno liberismo economico, le industrie in un periodo di grande crisi economica e dell’auto ,nello specifico, non possono più essere scollegate dallo Stato, Obama qualcosa ci ha insegnato e, visto che lo Stato siamo tutti noi, non possiamo neanche pensare che diventiamo Stato quando siamo chiamati in causa per sanare le falle del sistema e torniamo individualisti quando si devono raccogliere i frutti ed i benefici prodotti……

Gio 25/06/2009 da Giuliano in ,

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Giuliano Automotive 25 giugno 2009 11:54
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Radici italiane?? Tutte le aziende italiane stanno aprendo stabilimenti all’estero, la Fiat già anni fa è stata una delle prime ad adoperare questa strategia di “contenimento dei costi”, quindi sentire l’amministratore delegato parlare di radici italiane e produzuone in Italia, fa sinceramente ridere.

Giuliano Cosimetti

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Fabio 25 giugno 2009 17:36
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Possibile che non si capisca la necessità di riconvertire le attuali produzioni con metodi, tecnologie e beni più consoni alle attuali esigenze?
Nn posso credere che i vertici di tali aziende non ne colgano l’importanza.

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Francesco 1988
Francesco 1988 25 giugno 2009 17:37
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hai pefettamente ragione Fabio, ma gli interessi sono enormi in questo campo

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Francesco 1988
Francesco 1988 25 giugno 2009 17:38
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hai pefettamente ragione Fabio, ma gli interessi sono enormi in questo campo….

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Rosalba 26 giugno 2009 09:02
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Dubito fortemente che la questione risulterà risolvibile solo tramite intervento di capitali pubblici. In ogni caso i proventi che si andrebbero ad ottenere dovrebbero essere reinvestiti per il bene comune.

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Renato 26 giugno 2009 09:06
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In pratica Rosalba è come se dicessi che i destinatari degli aiuti statali dovrebbero effettivamente essere i lavoratori, non solo nel mantenimento del posto di lavoro, ma quali piccoli, molto piccoli azionisti.

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Salvo 26 giugno 2009 09:08
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Belle parole: solo mere illusioni!

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Zorro-Zorro
Zorro-Zorro 26 giugno 2009 09:37
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Le condizioni per rilanciare lo stabilimento siciliano ci sarebbero

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Startreck
Startreck 26 giugno 2009 09:38
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La questione meridionale è una delle non priorità di questo Governo, purtroppo

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giacomino giacomini
Giacomino giacomini 26 giugno 2009 09:40
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Non capisco perchè ci si scandalizza tanto di fronte all’eventualità di aiuti statali anche per Termini Imerese, perchè Termini è in Sicilia?

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Bic
Bic 26 giugno 2009 09:41
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A cosa mai sarà servito tutto l’andaraban di Marchionne in America e il tentativo di scalare Opel se poi alla fine si rischia di mandare a spasso migliaia di dipendenti

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Mariocar
Mariocar 26 giugno 2009 09:42
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Ogni nazione sta tentando una forma di individualismo per uscire dalla crisdi economica in genere e dell’auto in particolare

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Mariocar
Mariocar 26 giugno 2009 09:43
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In Italia ci vergogniamo a pensare che la forza di uscire dsdalla crisi può anche essere ritrovata in noi

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Luciano
Luciano 26 giugno 2009 09:44
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Fiat in America d’accordo, ma se gli stabilimenti li aprirà lì, mio dite a cosa sarà servita la scalata? almeno dal punto di vista dell’uomo della strada?

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Vix
Vix 26 giugno 2009 09:45
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Abituati da secoli di mal costume politico italiano dove la questione del mezzogiorno è sempre stata vista con piglio dell’assistenzialismo qualcuno storce il muso davanti alla disfatta di termini

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Vix
Vix 26 giugno 2009 09:46
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Insomma se lo stabilimento fosse stato in val padana accorrevano tutti invece guardate come si discute a termini

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pal
Pal 26 giugno 2009 09:47
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Persino Pomigliano gode di maggiore attenzione e non credo che pomigliano abbia mai fornito spunti di grande operosità negli anni

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Adamo
Adamo 26 giugno 2009 09:48
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La vera tragedia è che qui non ci troviamo di fronte ad un’azienda che chiude, ma di fronte ad un’azienda che va bene e parla di chiudere impianti

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Giulio2008
Giulio2008 26 giugno 2009 09:49
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Vorrei ricordare che lo stabilimento di termini è stato aperto con soldi della collettività questo è il bel risultato

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WOW 26 giugno 2009 09:50
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C’è poco da fare, anche adesso l’italia continua a essere divisa in due

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Fante 26 giugno 2009 09:51
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Ma che ci vogliamo aspettare da un governo dove a governare c’è la Lega Nord

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Felix 26 giugno 2009 09:51
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Basti pensare che i solfi delle infrastrutture del sud se li sono pappati per il nord

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Bischero 26 giugno 2009 09:52
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A sentire Castelli della Lega è la prima volta che capita sarà, a me non pare proprio

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Sportivo
Sportivo 26 giugno 2009 09:53
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Sarebbe bastato che l’italia avesse previsto tramite il governo degli sgravi fiscali alla Fiat in funzione della non delocalizzazione

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Sportivo
Sportivo 26 giugno 2009 09:53
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Perchè la cosa che fa sorridere è sentire dire che lo Stato non può intervenire sulle aziende

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supercar
Supercar 26 giugno 2009 09:55
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A parte il fatto che non è vero, basta vedere cosa accade in America dove lo statalismo è divenuto peggio che nell’URSS degli anni 40

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supercar
Supercar 26 giugno 2009 09:55
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Ma poi ci si sarebbe aspettati un’azione incisiva del governo per salvare il lavoro a chi di fatto non ha mai dato adito a lamentele

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Pulcetta
Pulcetta 26 giugno 2009 09:56
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Anche la storia degli incentivi per la rottamazione è fatta male dovrebbe essere proporzionale

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Flavia
Flavia 26 giugno 2009 09:57
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Ragazzi, ma forse nopn ce lo siamo messi in testa il sud non conta niente in Italia

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Salvo 26 giugno 2009 10:33
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Ciao Flavia, mi auguro che tu non sia meridionale…..

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Marco Grasso 27 gennaio 2010 16:08
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La Fiat è una società che si è ingrandita con i soldi pubblici e non sopporta non effettuare delocalizzazioni che la rendono più ricca. Più di 500 miliardi di euro di interventi pubblici dal dopo guerra ad ora ed anche in pieno boom quando il mercato frenava lentamente subito in cassa integrazione!
Dovrebbero dare a voi i soldi che si prenderanno loro, perché vedrete quando l’ offerta salirà diventeranno buoni. Ma la Fiat sarà sempre la Fiat.

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