Formigoni: non sono contrario alle auto, ma solo a quelle che inquinano

Formigoni: non sono contrario alle auto, ma solo a quelle che inquinano
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    Inquinamento atmosferico

    Lo vuole ardentemente Formigoni, governatore della Lombardia per la terza volta, la lotta all’inquinamento s’ha da fare, pare di intendere dalle sue parole, ma che nessuno pensi che il sessant’enne politico lombardo sia contro l’auto, anzi, non contro l’auto, semmai contro quelle inquinanti.

    A lui il merito d’aver affrontato il problema della salvaguardia ambientale emanando in Lombardia, prima regione d’Italia a prevederlo, una Legge Regionale che ha nelle mire un abbattimento di emissioni inquinanti di non meno del 50% .

    Ed anche sua la decisione, che viene riportata sul sito Vostri Soldi, riguardo l’emanazione di bonus per l’acquisto di auto ecologiche, sembra sicuramente volta alla lotta, senza preclusioni di colpi, all’inquinamento: La regione Lombardia ha messo a disposizione un bonus di 2.000 euro per i cittadini che rottameranno un’auto diesel (euro 0,1,2,3) per acquistare una nuova vettura ecologica.
    Le ecologiche ammesse per ottenere il bonus sono le auto elettriche, le bifuel, ossia a doppia alimentazione e le Ibride, cioe’ sia elettriche che a carburante ecologico. L’iniziativa è stata finanziata dalla regione con 5 milioni di euro, allo scopo di svecchiare il parco auto della Lombardia e ridurre le emissioni inquinanti. Dal 1 febbraio è stato possibile accedere ai fondi.

    Ma la lotta all’inquinamento di Formigoni non si limita alle auto, si estende anche agli impianti di riscaldamento delle case, un esempio, l’abolizione dell’uso di oli pesanti per le caldaie. Del resto, fa notare il governatore, la Regione s’è solamente adeguata alle Direttive UE fin dal 1999, anno in cui esse furono diramate.

    E fra non molto, il presidente della regione Lombardia, si occuperà anche di trasporto pubblico; via i vecchi autobus inquinanti, sostituiti da moderni veicoli a metano o a gasolio pulito e aiuto ai Comuni che intendono investire verso questa direzione. Oltretutto, i milanesi, devono fare anche il conto col territorio incanalato in mezzo alle montagne e di fatto con l’aria stagnante della Val Padana per cui, a volte, neanche le piogge e il vento riescono a smaltire efficacemente lo smog dalla città.

    A chi gli chiede, invece, se è favorevole ai blocchi del traffico, Formigoni risponde che in linea di principio è contrario sempre e comunque non li attuerebbe mai nei giorni lavorativi, molto meglio perseguire verso la sostituzione dei veicoli inquinanti, moto e scooter compresi, piuttosto che arrecare disagio alla popolazione. La strada da seguire, secondo Formigoni, è quella di inidirizzarsi verso i moderni veicoli Euro 4, o elettrici, consapevole del disagio per certa fascia della popolazione che non può acquistare un’auto nuova, per quest’ultima e per chi ha ancora a disposizione un mezzo valido, la trasformazione a GPL o metano è l’unica strada da seguire per potere circolare a Milano e nelle altre città della regione che manifestano gli stessi problemi del capoluogo.

    Dunque sicuramente illuminate le idee del governatore meneghino e i fatti parrebbero proprio dargli ragione, se dal 1999 i provvedimenti intrapresi da Formigoni si son fatti sentire, con una riduzione sensibile dei livelli di benzene, calati del 64%, degli ossidi di azoto, ridotti del 27%, così come si è assistito anche ad una riduzione dell’anidride carbonica pari al 65% e dell’ossido di zolfo in misura del 50%, comprese le polveri sottili diminuite dell’8% .

    Certo la strada è in salita, perché, come detto, su Milano, così come sulle altre metropoli italiane, grava l’inquinamento industriale che spesso sovverte il tutto, imputando poi alle auto la responsabilità di quanto accade all’ambiente, al punto che verrebbe da chiedersi, come mai non si fa la stessa azione incisiva pure sui livelli degli inquinanti rilasciati dalle industrie con la stessa solerzia dimostrata per il traffico veicolare? In attesa di una risposta soddisfacente anche in tal senso, vale il detto che dice, meglio fare poco che niente e ciò che ha fatto fin’adesso Formigoni ci pare davvero poca cosa, di fronte ad un’industria ancora sorda ai richiami degli ambientalisti e non solo, in Lombardia, come altrove.

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