Fusione Volkswagen-Fiat, arriva la smentita

Smentite le voci di acquisizione del gruppo FCA da parte di Volkswagen, di vero c'è la necessità dei tedeschi di crescere sul mercato Usa, dove Chrysler, invece, gode di ottima salute

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    Basta un report del tedesco Manager Magazin per sollevare un polverone. Su cosa? La presunta acquisizione da parte di Volkswagen dell’intero gruppo FCA. Si badi bene, non solo la più volte corteggiata Alfa Romeo, ma tutto il neonato gruppo frutto della fusione tra Fiat e Chrysler. Uno scenario da bollare come fantasioso e, probabilmente, provocatorio, che ha avuto un unico merito: quello di portare le azioni Fiat ai massimi da inizio anno, a 7.99 euro nella giornata del 17 luglio. Sono prontamente arrivate le smentite dei diretti interessanti, a confermare che non c’è nessun colloquio in atto, supportate anche da un approfondimento del Wall Street Journal.

    «Fiat non ha intrattenuto discussioni con Volkswagen in merito a una possibile fusione», è la scarna nota che arriva dal Lingotto.

    E’ senz’altro vero che il gruppo Volkswagen ha ampia disponibilità di liquidità, valutata intorno ai 24 miliardi di dollari, così come è indubbia l’esigenza di dare una svolta ai risultati sul mercato statunitense, dove invece Chrysler viaggia forte e contribuisce in maniera essenziale a tenere a galla Fiat, Alfa Romeo e Lancia.

    Al momento, però, non c’è un gruppo con l’acqua alla gola (FCA), semmai si presenta il problema del finanziamento del prestigioso e ambizioso piano di rilancio di Alfa Romeo.

    Sempre secondo il report del giornale tedesco, a parte il marchio Ferrari, in futuro nei piani Fiat ci sarebbe addirittura la dismissione dell’attività nel settore auto.

    Fantasia e pronostici a parte, la realtà dice di un polo del lusso più che mai in salute, con Maserati che ha annunciato il tetto della produzione a 75 mila unità negli anni a venire per non intaccare l’esclusività del marchio. Obiettivo da raggiungere nel 2018, mentre per il 2015 si punta a quota 50 mila auto, come ha dichiarato il capo dei mercati oltreoceano Umberto Maria Cini. Restano i punti caldi di un’Alfa Romeo da ricostruire e le performance di Fiat in Europa da migliorare. Per cedere ai tedeschi, c’è ancora tempo.

    Fabiano Polimeni