Gallerie italiane e sicurezza stradale, che disastro!

E ci consideriamo un Paese moderno

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    tunnel

    Facciamo un bel parlare di sicurezza stradale e vittime degli incidenti automobilistici, ma finchè non saremo in grado di migliorare la rete viaria, tutti i buoni propositi proclamati a destra e a manca cadranno nel vuoto, il dato più allarmante, ad esempio, è dato dal degrado in cui versano non solo certi tratti stradali, vere e proprie trappole della morte, ma persino lo stato pessimo delle nostre gallerie.

    Una situazione vergognosa che denuncia l’immobilismo di tutti i governi che si sono succeduti negli anni e che, al di là delle belle parole, è sempre messo all’ultimo posto delle voci di spesa, con la conseguenza che, non sarà un caso se in Italia muoiono per le cause degli incidenti stradali non meno di 9.000 persone all’anno e altre 300.000 rimangono gravemente ferite.

    Certo le cause sono molteplici e, alcune, purtroppo maledettamente ricorrenti a determinare gli incidenti, ricordiamo lo stato di ebbrezza, l’uso di sostanze psicotrope, l’alta velocità, fra le prime, cui segue tutto il resto, ma non dimentichiamo che in aggiunta a queste si sommano situazioni di pericolo determinate da una manutenzione approssimata del nastro stradale e da un non ammodernamento delle strutture in atto esistenti. Tant’è che, da un’indagine effettuata dall’Euro/Tap (European Tunnel Assessment Programme) l’Italia è risultata ultima in fatto di sicurezza nelle gallerie stradali. Il dato, oltre che preoccupante, è anche sconcertante se si considera la natura montuosa della nostra penisola e il ricorso frequentissimo alle gallerie che siamo costretti a percorrere.

    Nell’impietosa classifica dei tunnel respinti dall’UE, figurano quelli di Monte Pergola, raccordo Salerno Avellino, Fossino, A3 Salerno Regio Calabria, Montecrevola, Statale 33 del Sempione, Segesta, A29 Palermo-Trapani., la peggiore in assoluto!

    Insomma, secondo il test, fermo restando lo stato pessimo delle gallerie appena citate, il resto, senza giungere al decadimento delle prime, è fortemente degradato, non in linea coi parametri di sicurezza e comunque, quando va bene, mai al di sopra della sufficienza, col risultato finale che di tutte le gallerie italiane, solo 2 su 5 vengono promosse, a stento, dall’Unione Europea, il resto sono tutte da rivedere, mentre negli altri Stati d’Europa sono 41 su 49 i tunnel promossi.

    Vedremo, in altra trattazione nel dettaglio lo stato complessivo delle nostre gallerie raffrontato con quello degli altri Stati membri, il risultato, fortemente deludente.