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Ganasce Fiscali per tutti: il modello torinese potrebbe essere imitato anche altrove

Ganasce Fiscali per tutti: il modello torinese potrebbe essere imitato anche altrove
da in Codice della strada, Fermo-Amministrativo, Mondo auto
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    Giro di vite per gli automobilisti torinese con l'isttituzione della ganasce fiscali

    Per intanto è una condizione che riguarda solo Torino, che è un po’ la capitale dell’auto, in Italia, ma presto, la decisione dell’Amministrazione del capoluogo piemontese, che ha deciso di costituire una vera e propria “task force” della Polizia Municipale, potrebbe essere imitata da tanti altri comuni, per gli effetti benefici che tale misura rappresenterebbe per le casse, sempre al “verde”, degli Enti Locali italiani.

    Nella fattispecie, infatti, la Polizia Municipale torinese ha inteso adottare un energico giro di vite contro quegli automobilisti che, sia pure multati, spesso reiteratamente, non si rassegnano a pagare le multe, continuando a servirsi dell’auto sottoposta, persino, a fermo giudiziario.

    Il risultato, dopo le azioni repressive, intraprese all’inizio dell’estate, sta avendo i suoi effetti, con l’istituzione delle ganasce fiscali che ha consentito di recuperare somme, ieri impensabili, come 54 mila euro, fra multe e tributi inevasi che si sommano ai 68 mila euro afferenti ad altre sanzioni per infrazioni al Codice della Strada.

    «Non è accettabile l’idea che chi commette certi abusi – spiega l’assessore comunale alla Polizia Municipale, Giuseppe Borgogno – pensi di poterla fare franca». Stando agli ultimi dati, sono circa 28 mila i veicoli che circolano in Torino e provincia nonostante il fermo giudiziario.

    «La maggior parte è a conoscenza della legge – spiegano i vigili urbani – e quando vengono fermati accampano strane scuse per cercare di giustificarsi». C’è chi, ad esempio, dice di essere in arretrato con il pagamento del canone Rai e poi deve versare più di 3 mila euro di tasse non pagate per riavere la propria Mercedes. Oppure chi continua a girare come se nulla fosse nonostante un debito di oltre 1 milione e mezzo di euro.

    «La cuccagna è finita – sottolinea Borgogno – d’ora in poi i controlli si faranno, e pure in modo serio». Per adesso le sanzioni per circolazione abusiva sono state 25, nove i pignoramenti e 3 i sequestri preliminari alla confisca. «Ma dai prossimi mesi – puntualizza ancora Borgogno – faremo in modo che questi controlli diventino abituali». Ed allora non ci sarà più scampo per nessuno.

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