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General Motors, possibile una fusione con Renault-Nissan?

General Motors, possibile una fusione con Renault-Nissan?
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    Auto General Motors

    L’ abbiamo appreso in queste settimane, General Motors cerca l’aggregazione con Renault che potrebbe concretizzarsi entro il 15 ottobre prossimo.

    Ma perché, ci si chiede, una grande Casa, come quella americana, studia accordi del genere e per giunta unendosi ad una Casa molto più piccola?

    Bisognerebbe sapere, intanto, che per quanto Renault non ha le dimensioni di General Motors, ha assunto, soprattutto dopo il controllo di Nissan, dimensioni ragguardevoli. Ma il vero motivo per cui General Motors ha preso a corteggiare la francese sta nella profonda crisi economica che attanaglia il colosso americano negli ultimi anni, che parrebbe, per’altro, senza alcuna via di fuga, a meno di non accettare questa sorta di “triumvirato” che la porterebbe in un’unica cordata con Renault e Nissan.

    Il risultato, se tutto andasse come sperato dai gruppi in questione, sarebbe quello di vedere Renault e Nissan proprietari del 20% di General Motors, con la conseguenza di sviluppare obiettivi e strategie aziendali, a tre.

    A quali vantaggi si andrebbe incontro con questa sorta di sinergia fra aziende, lo abbiamo già visto 7 anni fa, quando Renault entrò in partecipazione con Nissan; ognuna delle due aziende ha cominciato a sviluppare i settori con maggiore specializzazione usufruendo di un bagaglio di conoscenze tecniche peculiari per ognuna delle due aziende; un esempio, i sistemi di trasmissione a benzina sono specialistici per Nissan, quelli diesel per Renault.

    Non sempre sinergie di questo tipo sono andate come sperato, ma di contro è anche vero che aziende elefantisiache, come oggi General Motors, se restano a “correre” da sole, rischiano di restare fuori mercato, soprafatti da una concorrenza estremamente incisiva proveniente da gruppi automobilistici più snelli, anche se di più piccole dimensioni.

    La situazione di General Motors, d’altro canto, non si presterebbe a strategie differenti rispetto a quelle che si intendono intraprendere, un deficit di 10,6 miliardi di dollari nel 2005, 12 stabilimenti prossimi alla chiusura nel 2006 e 4,6 miliardi di dollari in incentivi per indurre la forza lavoro a prepensionarsi, dopo aver licenziato 34 mila dipendenti, non lasciano troppi margini alla fantasia. Contrariamente, invece, al gruppo Renault-Nissan con 41,3 miliardi di euro di attivo e 6,1 milioni di vetture vendute nel 2005. E, poiché General Motors comprende Case del calibro di Chevrolet, Hummer, Saab, Cadillac, Opel, si intuisce che dopo l’accordo col gruppo nippo-francese, la cordata dovrebbe avere in sé tutti i numeri per far diventare leader assoluto nel mondo per la costruzione di automobili, il gruppo che verrà fuori da queste fusioni.

    Il mercato sarà il primo a trarre profitto dall’accordo, i lavoratori anche, soprattutto se il loro posto di lavoro dovesse restare integro, ma anche questo è un interrogativo a cui oggi non si può dare risposta per il semplice fatto che in tempi di globalizzazione, come quelli che stiamo vivendo, potrebbe essere l’ultimo degli effetti di questo processo inesorabile a livello mondiale.

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