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Giù con l’auto da Trinità dei Monti, a Roma

Giù con l’auto da Trinità dei Monti, a Roma

L'ennesimo attentao al patrimonio artistico italiano stanotte a Roma

da in Curiosità Auto, Toyota Celica
Ultimo aggiornamento:

    La lista è quanto mai lunga e, purtroppo, quanto mai triste e registra, con preoccupante puntualità, i casi in cui il nostro patrimonio artistico, che non ha eguali in nessuna parte del mondo, sia stato troppo spesso fatto oggetto di insulti, con diverse modalità, da parte di incivili che in più occasioni hanno attentato all’integrità dei nostri monumenti.

    Addirittura bisognerebbe fare un excursus di ben trent’anni e passa, per ricordare lo squilibrato ungherese che prese a martellate la Pietà di Michelangelo, ma la lista è lunga, ubriachi finiti a mollo nella fontana di Trevi che, arrampicandosi per non annegare, hanno rotto parti delle sculture, per fortuna in maniera non irreversibile. E poi, ancora, bande di sbandati che hanno bersagliato i monumenti con oggetti contundenti, ladri di spiccioli che si appropriano delle monetine buttate dai turisti nella fontana medesima, incuranti dei danni che vi arrecano e, volendo persino sottilizzare, neanche il vecchio film datato 1960 con la regia del “grande” Federico Fellini e che vide interpreti famosi del calibro di Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, furono esempio educativo circa la cura dei monumenti e, a giudicare dai deprecabili proseliti che ebbero a fare, oggi, si è dell’avviso che la famosa scena del bagno nella Fontana di Trevi, sarebbe stata meglio ometterla.

    Così che, fedele ad una tradizione che si rinnova di anno in anno, anche l’altra sera, l’ennesimo sfregio al patrimonio artistico romano è giunto per mano di un 24 enne colombiano alla guida della sua Toyota Celica che ha percorso metà della scalinata di Trinità dei Monti, probabilmente senza accorgersi che la via prospiciente, via Sistina, culminava proprio sull’intera gradinata, che il giovane ha percorso non senza difficoltà, al punto da richiedere aiuto a degli americani che bivaccavano nei pressi e che, più ubriachi dell’automobilista, null’altro han fatto che peggiorare la situazione.

    Morale, l’uomo è stato arrestato dalla Polizia Locale capitolina, l’auto in qualche modo tolta dalla difficile posizione e una squadra di specialisti del Comune hanno prontamente cercato di restaurare i danni che immancabilmente erano stati fatti all’opera d’arte realizzata per il Papa Innocenzo XIII da Francesco De Sanctis nel 1723-26.

    Nasce spontanea una riflessione, perché non prevedere reati più gravi per coloro che si rendono protagonisti di certi scempi e al contempo non sorvegliare adeguatamente chi circola ubriaco in strada anche durante la notte?

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